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Roma, Casal Bruciato: al via il presidio antifascista

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"Doveva essere la loro nuova casa, si è trasformata in una gabbia", dicono gli organizzatori del sit-in riguardo la famiglia rom che, assegnataria di un alloggio popolare, è stata oggetto di contestazioni. In zona è in corso anche un sit-in di Casapound

Ha preso il via a Roma la manifestazione antifascista organizzata per esprimere solidarietà alla famiglia nomade assegnataria di una casa popolare in via Satta, a Casal Bruciato, alla periferia est di Roma, oggetto di proteste da parte di abitanti e militanti di CasaPound. Il nuovo "presidio solidale" organizzato nei pressi dello stabile, dopo il sit-in di ieri, martedì 7 maggio, è stato lanciato da parte di movimenti di sinistra e Asia Usb. L'area è presidiata dalle forze dell'ordine con blindati e idranti mentre un elicottero sorvola la zona. A pochi metri di distanza, è partita anche la manifestazione organizzata da Casapound. 

Momenti di tensione

Ci sono stati alcuni momenti di tensione quando i manifestanti hanno tentato di far partire un corteo non autorizzato: i blindati delle forze dell'ordine hanno cercato di sbarrargli la strada e gli agenti in tenuta antisommossa di bloccare il passaggio dei manifestanti, che cantano Bella ciao. Il corteo antifascista però è comunque partito e i manifestanti si trovano dal lato opposto della piazza dove è in corso la manifestazione di Casapound. In precedenza, un presunto manifestante di destra è entrato nell'area del presidio antifascista. I partecipanti hanno reagito urlando "Via, via", "Fuori i fascisti dai quartieri" e "Corteo, corteo". Due manifestanti del sit-in di Casapound sono poi entrati nell'area del corteo antifascista. Uno di loro ha avuto un contatto con l'ex assessore alle Periferie della giunta Veltroni, Dante Pomponi. La polizia li ha separati.

Il sit-in di Casapound

A pochi metri è iniziata la manifestazione di Casapound a Casal Bruciato. I manifestanti, che intonano cori come "il quartiere non vi vuole" e "basta case ai rom", si trovano su un lato di piazza Balsamo Crivelli 'chiusi' tra sei blindati della polizia. "Con oggi non finisce la nostra battaglia qui a Casal Bruciato - ha detto Mauro Antonini, responsabile di Casapound del Lazio - continua il nostro presidio per liberare l'appartamento e darlo a chi ne ha veramente diritto". I partecipanti hanno esposto uno striscione con il tricolore che reca la frase: "Alcuni italiani non si arrendono".

La manifestazione

I manifestanti espongono striscioni con su scritto "La dignità nelle periferie non si conquista con la guerra tra poveri" e "Gli unici rom che vi piacciono sono quelli che sostengono le vostre campagne elettorali!", con accanto la foto di Luca Marsella, consigliere municipale di Ostia ed esponente di Casapound, insieme a un membro del clan Spada. "Dobbiamo ribellarci e non lasciare le periferie a Casapound", ha detto al megafono un ragazzo che abita nel quartiere, mentre "siamo tutti rom" e "fuori i razzisti da Casal Bruciato" sono gli slogan intonati dai partecipanti al presidio. Dai palazzi circostanti qualcuno ha risposto "Andate via". Tra i presenti, il segretario regionale del Pd, Bruno Astorre, quello di Roma, Andrea Casu, e il parlamentare di Sinistra Italiana, e consigliere comunale, Stefano Fassina.  

Il commento di Cgil Roma e Lazio

Al presidio ha aderito anche la Cgil di Roma e del Lazio: "Oggi parteciperemo al presidio antifascista organizzato in via Satta (Casal Bruciato). Imed, Senada e la loro famiglia hanno diritto, come tutti, a una casa così come a un lavoro e un'istruzione. L'emergenza abitativa e il clima di intolleranza che si respira in tutto il paese vanno affrontati quanto prima con l'obiettivo dell'inclusione e garantendo alle famiglie assegnatarie tutela dalle aggressioni neofasciste. È inaccettabile la possibilità d'azione che a questi gruppi viene concessa. Dovunque ci saranno episodi di intolleranza e aggressioni di stampo razzista e xenofobo saremo in piazza per difendere i valori di eguaglianza e inclusione sanciti nella nostra Costituzione".

Le parole degli organizzatori

Così, invece, gli organizzatori: "A Casal Bruciato c'è una famiglia in trappola. E noi con lei. La nostra civiltà con loro. Doveva essere la loro nuova casa, si è trasformata in una gabbia. Una bambina ha avuto un attacco di panico, a due è venuta la febbre. Hanno paura, per ore non hanno chiuso occhio e neppure toccato cibo". 

Data ultima modifica 08 maggio 2019 ore 19:40

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