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Proteste Torre Maura, scendono in piazza CasaPound e gli antifascisti

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 6/04

5' di lettura

Nel quartiere alla periferia di Roma, dopo le proteste per l'arrivo dei nomadi, CasaPound ha organizzato un sit-in per la giornata di sabato 6 aprile, al quale rispondono gli antifascisti con un presidio in piazza

Un quartiere diviso tra gruppi di estrema destra e antifascisti. Questo è Torre Maura, zona periferica di Roma, dove tra bandiere tricolore, un grosso striscione con scritto "Alcuni italiani non si arrendono" e qualche fotografia davanti al centro di accoglienza svuotato dopo le accese proteste anti-nomadi dei giorni scorsi (FOTO), si è svolta la manifestazione di sabato mattina di CasaPound, a poche centinaia di metri dalla struttura che avrebbe dovuto ospitare diverse famiglie di nomadi. "Difendi il tuo quartiere. Difendi la tua famiglia", è riportato sulla felpa di uno dei rappresentanti di CasaPound. A scendere in piazza anche diversi abitanti che, nei giorni scorsi, hanno protestato contro l'arrivo dei nomadi.

La risposta degli antifascisti

Applausi dalla folla durante gli interventi degli organizzatori del sit-in antifascista a Torre Maura, ma anche alcune critiche dagli abitanti del quartiere. "Oggi sono qui ma con il pelo sullo stomaco. Perché la sinistra doveva venire prima", sostiene Raffaella, abitante di Torre Maura, arrivata con i figli in piazzale delle Paradisee. "Dove eravamo prima? Tutte queste sigle rispettabilissime dove stavano prima? Abbiamo lasciato spazio alle ultradestre. Siamo comunque qui come antifascisti", affermano Gianluca e Francesca, altri due cittadini della zona.

Le parole di Fiano

"La legge ritiene punibili molte delle cose fatte a Torre Maura. L'Italia il fascismo lo ha già vissuto. Bisogna fare autocritica. Noi avremmo dovuto fare di più", ma "ricordo che il precedente governo aveva messo soldi per riqualificare le periferie. Qui a Roma non ho visto nulla", ha dichiarato invece Emanuele Fiano, deputato Pd, durante la manifestazione antifascista.

La situazione a Torre Maura

"Qui non si vive bene, regna il degrado. Per anni nessuno è mai venuto a vedere. E ora volevano portarci anche i nomadi. Siamo esasperati". A dirlo sono alcuni abitanti della zona che partecipano alla manifestazione di CasaPound. In piazza molte donne e anche bambini del quartiere. Alcuni residenti hanno esposto lo striscione "Alcuni italiani non si arrendono", mentre viene intonato il coro "Siamo noi scudo e spada dell'Italia siamo noi".
E ancora: "Dicono che siamo fascisti, ma non è così - assicura Maria -. I politici si riempiono la bocca di belle parole, i nomadi li portassero nelle loro seconde case". Un'anziana spiega: "Pago 500 euro per l'affitto di una casa popolare. Mi piove in testa, le radici stanno facendo sollevare i palazzi e ci sono i topi nelle cantine. I veri discriminati siamo noi italiani". La manifestazione si è poi conclusa poco dopo le 12. "Abbiamo vinto questa battaglia, ma da domani si va avanti – spiegano i militanti di CasaPound – il problema non è risolto, ma spostato. Ci stanno già contattando da altre periferie dove pare che quei nomadi siano stati portati. CasaPound sarà sempre vicina alle periferie della città". Prima di concludere la manifestazione i partecipanti hanno intonato un ultimo coro: "Diritto alla casa, diritto al lavoro non lo abbiamo noi e non lo hanno loro“.

"Chi invoca sicurezza provoca disordine"

"Torre Maura non è razzista. È un quartiere con una grande storia democratica e di solidarietà e con un fortissimo tessuto associativo. Come tanti altri quartieri di periferia sconta i problemi generali e specifici delle periferie metropolitane. Quanto accaduto dipende da una cattiva gestione del Comune, che non ha preparato adeguatamente l'inserimento della piccola comunità rom pacifica e regolare". Queste, invece, le parole del deputato e membro della direzione Nazionale del Pd, Roberto Morassut, pronunciate dal presidio antifascista a Torre Maura.
"Ed è colpa degli agenti esterni ed estremisti di Casapound e Forza Nuova che organizzano spesso spedizioni di odio con manipoli sempre esterni ai quartieri – spiega ancora Morassut – funzionari politici di organizzazioni che si finanziano in modo opaco e occupano illegalmente edifici pubblici per i propri uffici con la tolleranza del ministro Salvini che dovrebbe sgomberarli". "Su Torre Maura – continua il deputato Dem – bisogna dire la verità: la sicurezza dei cittadini in un quartiere in genere tranquillo è stata messa a rischio da tutto questo. L'arrivo della comunità rom e dei necessari servizi di sicurezza ha risvegliato la reazione delle catene di criminalità locali che si oppongono ad un maggior controllo ed a cui si è saldata l'azione degli estremisti".
"Questa è la chiave di lettura corretta dei fatti. Chi invoca sicurezza provoca disordine. Per Torre Maura come per tutte le periferie servono letture attente, conoscenza e programmi. Ma questo governo e questa giunta bloccano i fondi delle periferie e bocciano la commissione di inchiesta sulle periferie del Parlamento. Vogliono gettare il silenzio sulla realtà delle periferie e sul loro concreto riscatto", conclude.

"Non ci sta bene che no"

"Non ci sta bene, non ci sta bene che no". Anche con questo slogan, che riprende le parole di Simone, il quindicenne che in solitaria ha sfidato CasaPound durante le proteste anti-nomadi, ha sfilato il corteo antifascista.
"Un ragazzo di 15 anni ha messo a nudo una politica che vuole strumentalizzare il disagio", urlano al megafono gli organizzatori chiedendo anche "un piano straordinario per le periferie". Il corteo è arrivato alla stazione metro Torre Maura dove sono proseguiti gli ultimi interventi, prima che la maggior parte dei manifestanti iniziasse a lasciare la piazza.

Data ultima modifica 06 aprile 2019 ore 16:09

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