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Torre Maura, saluti romani e calci a pulmino mentre i primi rom vengono portati via

3' di lettura

Iniziati i trasferimenti dal centro di accoglienza della perfieria Est di Roma. Il delegato alla sicurezza: "Le 77 persone, tra cui 33 bambini, saranno ricollocate in una settimana". Calci e saluti romani all'indirizzo del pulmino. I pm aprono un fascicolo

Ancora tensioni a Torre Maura, alla periferia est di Roma: mentre stava lasciando il centro di accoglienza, un pulmino con a bordo nove nomadi è stato aggredito con calci e manate da alcuni manifestanti. Contemporaneamente una ventina di persone ha intonato l'inno d'Italia facendo il saluto romano. Da ieri (FOTO) i residenti della zona, supportati da alcuni gruppi di estrema destra, protestano contro il trasferimento di oltre 77 rom nella struttura. La Procura di Roma ha nel frattempo aperto un fascicolo di indagine sulla rivolta. I reati ipotizzati, al momento, sono di danneggiamento e minacce aggravate dall'odio razziale. Intanto il Comune di Roma sta lavorando per trovare nuove sistemazioni ai nomadi. "Le 77 persone, tra cui 33 bambini, saranno ricollocate in una settimana - ha assicurato il delegato alla sicurezza del Campidoglio, Marco Cardilli che segue la linea dettata dalla sindaca Virginia Raggi -. Ci sarà una comunicazione adeguata in tutte le aree dove queste persone saranno spostate ed eviteremo per il futuro concentrazioni importanti, cercheremo di dividerli in piccoli gruppi in modo tale che sia più facile l'integrazione territoriale”.

Raggi: “Non cediamo all’odio razziale”

”Non possiamo cedere all'odio razziale - ha spiegato la stessa sindaca Raggi dopo i fatti di Torre Maura - non possiamo cedere a chi continua a fomentare questo clima e a parlare alla pancia delle persone. E mi riferisco prevalentemente a CasaPound e a Forza Nuova”.

Le critiche alla sindaca Raggi

Parole che però non hanno evitato le critiche alla sindaca da più parti politiche. Il Pd capitolino ha chiesto le dimissioni, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni accusa la pentastellata di aver fatto “esplodere un’altra bomba sociale”, i radicali di +Europa parlano di “fallimento dei centri di raccolta".

Salvini: “No a violenza e zero campi rom”

Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini: ”No a ogni forma di violenza, no allo scaricare sulle periferie ogni genere di problemi. Ribadisco il mio obiettivo per cui sto lavorando da mesi: zero campi rom entro la fine del mio mandato da ministro. Chi si integra è benvenuto, chi preferisce rubare verrà mandato altrove”.

I precedenti

Non è la prima volta che accade un episodio del genere a Roma. Sono almeno tre, compreso quello di ieri sera, i precedenti in meno di 4 anni. A novembre 2014 a Tor Sapienza, con Ignazio Marino sindaco, per una settimana centinaia di persone hanno assalito a più riprese un centro che ospitava migranti dell'emergenza Nord Africa, poi trasferiti in zona Infernetto. A luglio 2015, a Casale San Nicola, periferia nord, si era acceso lo scontro tra opposte fazioni, con movimenti di destra e sinistra a fronteggiarsi, in occasione dell'arrivo di un gruppo di migranti nella ex scuola Socrate, riconvertita in struttura di accoglienza. Il centro è stato chiuso a febbraio 2016. Otto militanti di CasaPound a dicembre 2017 sono stati condannati in primo grado, a vario titolo per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, per le violenze avvenute in quei giorni.

Data ultima modifica 03 aprile 2019 ore 20:53

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