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Elio Lannutti indagato per diffamazione e odio razziale

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2' di lettura

Il senatore Lannutti aveva pubblicato sui social network un post sui "Protocolli dei sette savi di Sion". Poco dopo si era scusato su Facebook: "Non sono antisemita"

Il senatore Elio Lannutti è indagato dalla Procura di Roma per il reato di diffamazione aggravata dall'odio razziale in relazione a un post pubblicato il 21 gennaio su Twitter in cui faceva riferimento ai 'Protocolli dei sette savi di Sion'. Il tweet di Lannutti conteneva inoltre un link a un sito antisemita che cita il falso documento, creato nei primi anni dello scorso secolo dalla polizia segreta dello Zar per alimentare l'odio contro gli ebrei, attribuendo loro un complotto per sottomettere il mondo con la massoneria. I 'Protocolli dei sette savi di Sion' furono poi utilizzati dalla propaganda politica dell'estrema destra in Europa e negli Stati Uniti.

La denuncia della Comunità ebraica

Il fascicolo è stato aperto dopo una denuncia presentata dalla Comunità ebraica della Capitale. Il tweet ha scatenato una reazione indignata ed è stato definito, sul portale dell'ebraismo italiano, "Moked", "un delirante post antisemita". "Il senatore del Movimento Cinquestelle ha pensato bene di attirare l'attenzione sulla sua ultima fatica letteraria con una squallida trovata promozionale", si legge sul sito, in riferimento al fatto che Lannutti aveva pubblicato il post, contenente un riferimento anche ai banchieri Rothschild, nel giorno della presentazione di un proprio libro sulle banche.

La condanna delle forze politiche

Sul caso era intervenuto anche il presidente della Camera, Roberto Fico, condannando "con forza e vigore l'episodio" e affermando che "l'utilizzo di falsi storici antisemiti ha già fatto molti danni al popolo ebraico". L'iscrizione nel registro degli indagati ha portato il Pd a chiedere l'espulsione dal M5S del senatore Lannutti. "Che aspettano i Cinque stelle? - si domanda il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato -. Certo, più facile cacciare chi critica i condoni e quelli che pensano che il governo non è sopra la legge. Lannutti non è proprio un signor nessuno, ma un esponente delle istituzioni molto attivo, uno dei più attivi sui social. Dove menzogne e odio rilanciate dai Cinque Stelle funzionano meglio", conclude Rosato.

Le scuse di Lannutti via Facebook

Alcuni ore dopo la pubblicazione del post, Lannutti su Facebook si era scusato affermando di avere "pubblicato un link sui banchieri Rothschild, senza alcun commento. Poiché non avevo alcuna volontà di offendere alcuno, tantomeno le comunità ebraiche o altri, mi scuso se il link ha urtato la sensibilità. Condividere un link non significa condividere i contenuti, da cui comunque prendo le distanze. Ci tengo a sottolineare che non sono e non sarò mai antisemita".

Data ultima modifica 11 febbraio 2019 ore 16:48

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