La vicenda riguarda l'accusa di diffamazione ai danni di Giuseppe Zeno, un azionista di minoranza della società Visibilia Editore Spa. Il voto del Senato, che ha negato l'autorizzazione a procedere, è del luglio scorso
Il giudice monocratico di Roma, nell'ambito del processo a carico dell'ex ministro Daniela Santanchè, ha sollevato alla Consulta conflitto di attribuzione in riferimento al voto del Senato che ha riconosciuto insindacabilità delle affermazioni fatte in Aula dall'imputata. La vicenda riguarda l'accusa di diffamazione ai danni di Giuseppe Zeno, un azionista di minoranza della società Visibilia Editore Spa. Il voto del Senato, che ha negato l'autorizzazione a procedere, è del luglio scorso. Il giudice Emilia Conforti ha disposto l'invio degli atti alla corte Costituzionale chiedendo di dichiarare "che non spettava al Senato la valutazione della condotta addebitabile alla senatrice Santanchè". La difesa di Santanchè aveva chiesto il non luogo a procedere alla luce del voto parlamentare.
Visibilia: processo a Santanchè per diffamazione
Secondo il capo di imputazione l’ex ministro Santanchè durante l'informativa del 5 luglio 2023 "sui fatti connessi a un servizio giornalistico televisivo e successivi articoli di stampa" nella seduta del Senato “relativa all'inchiesta giudiziaria che vedeva indagata Santanchè e le società a essa riconducibili, offendeva la reputazione di Giuseppe Zeno, azionista di minoranza della società ‘Visibilia Editore Spa' attribuendogli il seguente fatto determinato: 'è una sorta di finanziere che è partito molti anni addietro da Torre del Greco, si è trasferito prima a Londra, poi in Svizzera e successivamente a Montecarlo e ora risiede alle Bahamas...In ogni caso, fa riferimento a inverosimili e oscure mie manovre solo dopo, lo vorrei dire chiaro, aver inutilmente tentato di costringermi ad accordi per me inaccettabili. Questo, però, è un tema a parte su cui purtroppo non posso aggiungere altro, perché sarà oggetto di apposita inchiesta giudiziaria che chiarirà, anche grazie a registrazioni vocali, le finalità che hanno ispirato chi ha attivato tutto ciò e quando poi un socio di minoranza, residente nelle Bahamas, di cui credo di aver detto tutto prima, ha avanzato proposte per noi irricevibili, lo abbiamo contestualmente diffidato tramite uno studio legale’”. Il pm contesta anche l’aggravante di aver “commesso il fatto mediante l'utilizzo del canale ufficiale Youtube del Senato della Repubblica, e per aver attribuito un fatto determinato”.