Nuovi guai per Daniela Santanchè: chiusa inchiesta per bancarotta e truffa allo Stato
CronacaIl procedimento, che coinvolge anche altre 15 persone, è relativo ai fallimenti di quattro società. Tra gli indagati figurano anche la sorella dell'ex ministro e l'ex compagno
Nuovi guai giudiziari per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha infatti notificato un avviso di conclusione delle indagini nei confronti della parlamentare di Fratelli d'Italia e di altre 15 persone, oltre a una società, nell'ambito dell'inchiesta che riguarda i fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Le ipotesi di reato contestate comprendono bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.
L'avviso di conclusione delle indagini
L'avviso di conclusione delle indagini rappresenta un passaggio che precede l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Tra le persone coinvolte figurano anche la sorella di Daniela Santanchè, Fiorella Garnero, e l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro. La nuova inchiesta si aggiunge ad altri due procedimenti che coinvolgono Daniela Santanchè. Il primo è relativo alla vicenda Visibilia, mentre il secondo riguarda la presunta truffa ai danni dell'Inps.
Il voto del Senato sulla diffamazione
Poche ore fa, invece, il Senato ha negato l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro per il reato di diffamazione. La vicenda era nata dalle dichiarazioni pronunciate da Daniela Santanchè in Senato il 5 luglio 2023 in relazione all'indagine sulla società Visibilia Editore Spa e riferite all'azionista di minoranza Giuseppe Zeno.
La Santanchè l'aveva definito "una sorta di finanziere che è partito molti anni addietro da Torre del Greco, si è trasferito prima a Londra, poi in Svizzera e successivamente a Montecarlo e ora risiede alle Bahamas", aggiungendo che "fa riferimento a inverosimili e oscure mie manovre solo dopo aver inutilmente tentato di costringermi ad accordi per me inaccettabili". Querelata, a novembre il Tribunale di Roma, accogliendo un'istanza della difesa della senatrice, aveva sospeso il processo trasmettendo gli atti a Palazzo Madama.