Nuova legge elettorale, via libera della Camera. Meloni: "Il centrodestra è unito"

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La riforma è stata approvata (227 i voti a favore, 164 i contrari), con il voto finale a scrutinio segreto. Applausi della maggioranza. Proteste delle opposizioni. La premier Meloni: "Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani. E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini"

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Giornata decisiva per la legge elettorale: la Camera ha dato il via libera finale alla riforma (COSA PREVEDE), con 227 favorevoli e 164 contrari, con il voto a scrutinio segreto. Lungo applauso tra i banchi della maggioranza. Le opposizioni hanno protestato con cartelli su cui campeggiavano le scritte: "Legge truffa", "no all'imbroglio, "con Meloni - sanità + armi". Il leader di +Europa Magi evoca i ricorsi alla Consulta: "La battaglia si sposta nei tribunali". Soddisfazione della premier Meloni: "A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così".

La tappa di oggi è stata raggiunta dopo che il 6 ottobre il governo aveva incassato la fiducia approvando le modifiche ai primi due articoli del testo, con voto palese. Poi ieri, alla Camera, erano stati discussi e approvati anche l’articolo 3 (che modifica dal punto di vista territoriale i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano) e l'articolo 8 (sull'estensione ai caregiver del voto fuorisede).

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Come funziona nel dettaglio la nuova legge elettorale

Come funziona lo "Stabilicum" della nuova legge elettorale? Si tratta di un sistema essenzialmente proporzionale ma con un premio di governabilità che scatta a determinate condizioni, preferenze ma con capilista bloccati, soglia di sbarramento e nome del candidato premier indicato dalla coalizione (ma non sulla scheda elettorale).

Nuova legge elettorale governo Meloni, cosa prevede e cosa cambia

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La legge elettorale che gli italiani ignorano

Lollobrigida: "Dal 1992 in Italia manca voto di preferenza"

"C'è la possibilità di esprimere un voto di preferenza, cosa che mancava dal 1992 in Italia, quindi determinare anche i parlamentari eletti con l'indicazione, specie per i partiti grandi. È una legge di grande trasparenza, di truffa ne ha veramente poca", dice il ministro Lollobrigida.

Lollobrigida: "Con questa legge elettorale il popolo può scegliere chi lo governerà"

"Questa legge non determina chi vincerà, determina quello che accadrà il giorno dopo il voto. Il popolo è messo nella condizione di scegliere la persona da indicare al presidente della Repubblica come espressione della coalizione, che non vincola il presidente della Repubblica perché la Costituzione non lo prevede, ma dà agli elettori la possibilità di esprimere un'indicazione rispetto a un programma e a chi vorrebbero incarnasse la figura del Presidente del Consiglio", dichiara il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo a Dritto e Rovescio su Rete 4. 

Fratoianni: "Se vinceremo le prossime elezioni cambieremo subito legge elettorale"

"Se vinceremo le prossime elezioni, questa legge elettorale andrà cambiata all'inizio della legislatura e non alla finem perché le regole sono una cosa seria. Ma servirà un grande dibattito, una volta per tutte, per arrivare a una legge che tuteli la qualità della rappresentanza", dice Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, a Italia no Limits su Giornale Radio. E guardando alle prossime elezioni, aggiunge: "Il suicidio politico del 2022 nessuno può oggi assumersi la responsabilità di riproporlo. Sono ragionevolmente certo che il centrosinistra arriverà a una sintesi, perché di fronte all'obiettivo della destra di prendersi tutto nessuno può permettersi una rottura".

Stabilicum, Youtrend: centrodestra vincerebbe con Vannacci

Legge elettorale, Montecitorio approva lo Stabilicum

Conte: "Quando ha parlato Schlein ho ascoltato e applaudito"

Durante il dibattito alla Camera sulla legge elettorale, "quando ha parlato Schlein, l'ho ascoltata con molta attenzione e l'ho applaudita io", ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte, a Porta a Porta. Lo ha fatto in dissenso dai suoi colleghi? "No, nessun dissenso".

Conte: "Hanno cambiato legge elettorale per imbullonarsi alla prossima legislatura"

"Hanno approvato una nuova legge elettorale, cambiando le regole del gioco in modo da potersi imbullonare anche nella prossima legislatura. Di fronte alla realtà che vivono i cittadini, le imprese che sono in difficoltà, non riescono ormai neppure ad arrivare a metà mese", ha detto Giuseppe Conte a Cinque Minuti su Rai Uno. "E poi, diciamo la verità, questa legge elettorale è una presa in giro. Le preferenze sono minime. Addirittura prima premier donna che ha previsto che i capilista possono essere tutti uomini. E tante altre prese in giro".

Conte: "Un attimo dopo l'assemblea Pd tavolo di programma e poi primarie"

"Se primarie devono essere, innanzitutto dobbiamo concentrarci sul programma. Noi abbiamo completato il nostro percorso il 20 settembre. Il 18 Avs presenterà il proprio programma. Schlein negli stessi giorni ha l'assemblea con il Pd. A questo punto, un attimo dopo, ma veramente un attimo dopo, ritroviamoci", ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte. "Abbiamo tante cose di cui discutere. Un attimo dopo, con un programma condiviso, andremo alle primarie, che non possiamo fare a ridosso di una campagna elettorale. Non possiamo aspettare la Corte Costituzionale" sulla legge elettorale.

Gasparri: "Centrodestra si dimostra sempre unito"

Il presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, ha commentato: "Alla prova dei fatti il centrodestra si dimostra sempre unito e compatto. Lo ha dimostrato anche oggi con una prova importante: il voto segreto sulla legge elettorale. Ed è questa la differenza che ci farà vincere anche le prossime elezioni. La compattezza e l'unità nei momenti decisivi, mentre la sinistra litiga su ogni tema e su ogni questione".

Venezia, protesta sul ponte dell'Accademia contro approvazione legge elettorale

Una cinquantina di militanti di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Giovani Comunisti, +Europa e Giuristi Democratici ha bloccato simbolicamente oggi il ponte dell'Accademia, a Venezia, per protestare contro la nuova legge elettorale. L'iniziativa, spiegano i promotori, ha suscitato anche la simpatia di alcuni passanti e turisti. "Questa iniziativa è l'inizio. Mobiliteremo tutti contro la trasformazione della Repubblica parlamentare in premierato e contro la quadruplicazione delle firme richieste alle liste di gruppi non presenti in Parlamento, con il beneficio della Casta", ha dichiarato Gianluca Schiavon, responsabile nazionale Giustizia e Istituzioni e segretario regionale veneto di Rifondazione Comunista "Sosterremo, inoltre, i ricorsi presentati in più di venti tribunali in Italia", ha aggiunto Schiavon.

Bandecchi: "Legge elettorale è accettabile senza le 450mila firme"

Per Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e leader di Dimensione Bandecchi, "la nuova legge elettorale è inquadrata bene, l'unica cosa che non va è il numero delle firme che devono essere raccolte. I principi sono complessivamente corretti ma non si possono raccogliere 450 mila firme. Con le 75 mila firme - ha osservato - sarebbe stata una legge in linea con le altre. Mi ha meravigliato invece vedere che diversi parlamentari dell'opposizione hanno votato a favore della nuova legge elettorale, segno che piace e, ribadisco, senza quel numero di firme, sarebbe stata del tutto accettabile".

Pd: "In Aula espedienti per rendere voto palese, inaudito"

"Le immagini che stanno circolando in queste ore, con gli stratagemmi utilizzati da alcuni deputati per rendere riconoscibile il proprio voto favorevole, sono un fatto molto grave che conferma, ancora una volta, la sfiducia e le divisioni interne alla maggioranza", dice il deputato democratico, delegato d'aula gruppo Pd, Andrea Casu. "Il voto segreto serve a garantire la libertà di coscienza del parlamentare e non può trasformarsi in una prova di fedeltà alla linea del partito. Se un deputato utilizza fogli arrotolati o altri espedienti per palesare il proprio voto segreto, siamo davanti a una questione che non può essere liquidata come una semplice curiosità d'Aula. È inaudito che, proprio nel momento in cui dovrebbe essere massimamente tutelata la libertà di voto dei parlamentari, si mettano in campo strumenti per controllarla e renderla riconoscibile". Il riferimento è alla segnalazione di un foglio arrotolato inserito sul lato sinistro della pulsantiera, quello del "sì", da alcuni deputati azzurri prima del voto.

Testo trasmesso dalla Camera al governo

La riforma della legge elettorale - secondo quanto si apprende - è già stata trasmessa dalla Camera al governo che, con la controfirma del presidente del Consiglio e del ministro competente, a sua volta la trasmetterà alla Presidenza della Repubblica.

Meloni: "Dibattiti surreali su data del voto, manca ancora un anno"

"Non seguo questi dibattiti abbastanza surreali sulla data del voto, anche perché noi parliamo come se si votasse domani. Signori, manca un anno alla scadenza della legislatura, quindi io sto concentrata, come voi vedete a cercare di fare il mio lavoro, gli altri discutano pure". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando ai cronisti durante la visita ad Ascoli Piceno per l'inaugurazione del palazzo Saladini Pilastri. "La legge elettorale semplicemente rimette più potere nelle mani dei cittadini, garantisce la stabilità, abbiamo visto il vantaggio che porta. Una legge fatta per l'Italia e penso che sia una buona una buona cosa", ha aggiunto.

Youtrend: oggi con Stabilicum il centrodestra vincerebbe solo insieme a Vannacci

Con lo Stabilicum oggi il centrodestra potrebbe vincere solo se include Futuro Nazionale con Vannacci in coalizione, il centrodestra conquisterebbe la maggioranza assoluta in entrambi i rami del Parlamento. Senza, la maggioranza andrebbe al campo largo. È quanto emerge dall'ultima simulazione di Youtrend, che ha tradotto in seggi gli attuali rapporti di forza tra le forze politiche in due scenari alternativi: Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, dentro o fuori dal centrodestra. "Nell'esito oggi più probabile con Futuro Nazionale in coalizione - sottolinea l'istituto demoscopico - il centrodestra otterrebbe 223 seggi su 400 alla Camera e 114 su 205 al Senato, superando in entrambi i rami la soglia della maggioranza assoluta (rispettivamente 201 e 103 seggi). Il campo largo si fermerebbe a 162 deputati e 80 senatori, Azione otterrebbe 12 deputati e 3 senatori, mentre 3 seggi per ramo andrebbero ad altre liste. Completano il Senato i 5 senatori a vita". "Se Futuro Nazionale corresse da solo, il quadro si ribalterebbe. Il campo largo conquisterebbe 221 seggi alla Camera e 112 al Senato, ottenendo così la maggioranza assoluta in entrambe le Camere. Il centrodestra scenderebbe a 139 deputati e 70 senatori, Futuro Nazionale ne otterrebbe 26 alla Camera e 12 al Senato, Azione 11 e 3, le altre liste 3 e 3. Il confronto tra i due scenari mostra il peso del premio di maggioranza previsto dallo Stabilicum. Divisi, centrodestra e Futuro Nazionale sommerebbero 165 deputati e 82 senatori: 58 deputati e 32 senatori in meno rispetto a quelli che otterrebbero correndo insieme. Un margine che basta a spostare la maggioranza da una coalizione all'altra e che rende la collocazione di Vannacci uno dei fattori decisivi della prossima legislatura.

Calenda: "Passo indietro di 30 anni in parità tra sessi"

Il leader di Azione Carlo Calenda ha commentato: "Il peggior risultato di questa legge elettorale è quello di avere meno donne in Parlamento rispetto a oggi. Avremo quindi un ritorno indietro di trent'anni nella parità tra i sessi. Per quanto riguarda il resto spero e mi auguro che si smetta di parlare di legge elettorale mentre il gas è ai massimi, la situazione geopolitica peggiora, lo spread risale perché non possiamo perdere tempo sempre e solo a parlare di cose che riguardano la politica". 

Meloni: "Riforma fatta per l'Italia"

"Sono soddisfatta dell'ok sulla legge elettorale", si tratta di una riforma "che rimette più potere in mano ai cittadini, garantisce la stabilità, è una buona cosa", ha detto la premier Giorgia Meloni, oggi ad Ascoli. "È una legge fatta per l'Italia", afferma la presidente del Consiglio.

Come funziona la nuova legge elettorale, dalle preferenze al premio di governabilità

Lo “Stabilicum” - o “Melonellum” come è stata ribattezzata dalle opposizioni - è un sistema essenzialmente proporzionale ma con un premio di governabilità che scatta a determinate condizioni, preferenze ma con capilista bloccati, soglia di sbarramento e nome del candidato premier indicato dalla coalizione (ma non sulla scheda elettorale).

Nuova legge elettorale governo Meloni, cosa prevede e cosa cambia

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Sondaggio, in pochi conoscono la legge elettorale

Dal sondaggio YouTrend per Sky TG24 incentrato sulla nuova legge elettorale emerge come ci sia un certo gradimento per questa riforma, ma anche che in pochi la conoscono. Fra le altre cose sorprendenti emerge come la maggior parte degli Italiani sarebbe favorevole ad andare a elezioni anticipate.

Youtrend, in pochi conoscono la legge elettorale

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Radicali: "Legge sfacciatamente anticostituzionale, Mattarella non firmi"

Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, ha commentato: "Una legge elettorale sfacciatamente anticostituzionale nello spirito, che trasforma il diritto di partecipare alle elezioni in un privilegio concesso dai partiti. Parliamo di una legge che è insulto agli articoli 3, 49 e 51 della Costituzione e che mira a conservare la partitocrazia, ostacolando la partecipazione democratica dei partiti non presenti in parlamento, con un premio di maggioranza fuorviante e dei meccanismi che disinnescano il gioco democratico. Una legge incostituzionale nella sostanza e anticostituzionale negli effetti. Mattarella non firmi!".

Malan: "Ora decideranno gli elettori, paura a sinistra"

Secondo il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan, "con la nuova legge elettorale, i governi saranno decisi dagli elettori sapendo chi potrà essere presidente del Consiglio, e non saranno più frutto di accordi di palazzo innaturali e inefficaci, e magari guidati da persone non elette da nessuno. Per questo la sinistra ha paura e lancia assurde accuse di democrazia in pericolo. L'opposizione dice che voleva il voto per i fuori sede e le preferenze ma, quando ne ha avuto la possibilità, non li ha approvati e ora vota contro la legge che li introduce. Che coerenza!".

Ciriani: "Nuova legge elettorale serve a dare stabilità all'Italia"

"La nuova legge elettorale che il Parlamento ha approvato oggi in via definitiva serve a dare stabilità all'Italia, perché garantisce la governabilità ed una maggioranza certa scelta dagli italiani senza più accordi di palazzo fatti dopo il voto. Chi vince governa per 5 anni e i cittadini sceglieranno tra partiti o coalizioni che avranno l'obbligo di essere chiari già da prima delle elezioni, definendo il programma di governo e indicando chi sarà il candidato premier che verrà proposto al Presidente della Repubblica". Lo afferma sui social il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Lucia Ciriani. "Dopo tantissimi anni - aggiunge l'esponente di FdI - reintroduciamo le preferenze, saranno gli elettori a decidere chi va in Parlamento e garantiamo il voto ai fuorisede, un principio giusto che la sinistra ha sempre predicato ma che noi abbiamo fatto diventare realtà".

Sulla carta otto voti in meno a favore del sì, gruppi presenti al 98,4%

Otto voti in meno tra i gruppi schierati per il sì alla legge elettorale e otto voti in più per quelli orientati per il no. Emerge questo da un conteggio teorico, tabulati alla mano, sui numeri dell'Aula della Camera. A favore del provvedimento c'era tutta la maggioranza, più le minoranze linguistiche, più alcuni deputati non iscritti a nessuna componente, in tutto 241 persone, 240 sottraendo il presidente della Camera che non vota. Se a questa cifra di potenziali "sì" si sottraggono 5 deputati appartenenti ai suddetti gruppi che risultavano o in missione (la premier Giorgia Meloni e il ministro Giancarlo Giorgetti) o non hanno preso parte al voto (i leghisti Antonio Angelucci e Paolo Formentini più Manfrred Schullian) si arriva a quota 235. Ovvero otto voti in meno dei 227 "sì" registrati. Gli stessi otto voti, invece, risultano in aggiunta ai potenziali "no" del centrosinistra, dei deputati di Futuro Nazionale e di altri non iscritti ad alcuna componente al netto dei due in missione (Federica Onori di Azione) o che non hanno partecipato al voto (la pentastellata Susanna Cherchi): al posto degli attesi 156 i no sono stati 164. I gruppi erano presenti in massa alla votazione con una media di presenza del 98,24%.

Magi: "Sospendo lo sciopero della fame, confido in Mattarella"

"Sospendo il digiuno, confido fortemente nel presidente della Repubblica, al quale nei giorni scorsi ho scritto spiegando le motivazioni della mia iniziativa e anche fornendo quelle che, a mio avviso, sono le evidenze dell'incostituzionalità di questa norma". Lo ha detto il leader di +Europa, Riccardo Magi, fuori da Montecitorio, dopo il voto sulla legge elettorale. "Ancora una volta, il nostro Paese ha una legge elettorale incostituzionale. Questa è la sintesi della giornata odierna, questo è quello che abbiamo cercato di evitare utilizzando tutti gli strumenti, tutte le armi della non violenza fino all'ultimo momento - ha denunciato Magi -. Voglio ringraziare le oltre 130 persone che mi hanno accompagnato in questo digiuno che è iniziato mercoledì della scorsa settimana, giunto oggi all'ottavo giorno, per provare a far ragionare il governo e provare a convincere chi ha il potere in questo momento che non conviene a nessuno avere una legge elettorale incostituzionale". "Non hanno voluto ascoltare queste argomentazioni", ha sottolineato Magi, "quello che sarebbe stato anche nel loro interesse".

Fratoianni: "Destra scandalosa"

"Giorgia Meloni a colpi di maggioranza cambia la legge elettorale a pochi mesi dal voto. È uno scandalo assoluto, e lo fa per tentare di rimanere al potere. Lo fa tentando di introdurre il premierato, lo fa in barba ai problemi reali degli italiani dalle bollette che crescono ai salari che stanno fermi", ha detto Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in piazza Montecitorio.

Schlein alla Camera si intrattiene con Bonelli e Fratoianni

Intanto, serie di incontri in Transatlantico alla Camera per la segretaria Pd Elly Schlein. Nel giorno in cui a Montecitorio è stata votata la legge elettorale, Schlein e il responsabile organizzazione del Pd Igor Taruffi si sono confrontati a lungo con i due leader di Avs: prima con Nicola Fratoianni e poi, dopo la votazione, con Angelo Bonelli. 

Donzelli: "La Consulta è cosa più seria delle correnti del Pd"

"Non è che tutto quello che al Pd non torna è incostituzionale. La Corte è una cosa un po' più seria delle correnti del Pd". Lo ha detto il responsabile Organizzazione di Fdi, Giovanni Donzelli, a proposito degli annunciati ricorsi alla Consulta sulla legge elettorale che ha appena avuto il via libera definitivo da Montecitorio.

Foti: "Opposizione finalmente unita, nella sconfitta"

"Io continuo a pensare che chi vota contro la fiducia al governo Meloni è all'opposizione così come è all'opposizione Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. Aggiungo che oggi il fronte dell'opposizione è stato finalmente unito nella sconfitta". Così il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e la coesione Tommaso Foti interpellato dai cronisti sul via libera alla legge elettorale e su Futuro Nazionale.

Gelmini: "Raggiunto obiettivo, centralità a cittadini e territori"

"La riforma elettorale riguarda la vita degli italiani più di quanto possa sembrare. Con la sua approvazione rafforziamo finalmente la stabilità di governo e restituiamo agli elettori un ruolo diretto nella scelta dei propri rappresentanti attraverso uno strumento, fortemente voluto da Noi Moderati, come le preferenze. È un passaggio che valorizza il rapporto tra eletti e territori e riconosce maggiore spazio anche alle esperienze civiche, a chi vive quotidianamente le comunità e conosce bene i problemi delle persone. Significativa anche l'introduzione del voto per i fuorisede, per i caregiver e i familiari conviventi di persone gravemente malate in cura lontano dal comune di residenza: una misura attesa da tempo, necessaria per rendere più semplice e accessibile l'esercizio del diritto di voto. Il centrodestra, dunque, si dimostra coeso come sempre e raggiunge l'obiettivo di approvare una riforma importante per il Paese, smentendo ancora una volta la narrazione disfattista della sinistra". Così Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati.

Lunedì l'annuncio dei ricorsi

Subito dopo l'approvazione della legge elettorale è arrivato l'annuncio della presentazione dei ricorsi: lunedì 12 ottobre alle 13 nella Sala Stampa della Camera dei Deputati si terrà una conferenza stampa con l'avvocato Pietro Adami e i professori Enrico Grosso e Roberto Zaccaria, esponenti della Rete per un voto libero e uguale che "illustreranno il percorso dei ricorsi contro la legge elettorale con l'obiettivo di arrivare ad una pronuncia della Corte costituzionale prima del voto". In un'ideale staffetta i parlamentari che hanno condotto una forte opposizione alla Camera e al Senato contro la legge consegneranno l'incarico di proseguire l'opposizione ad esponenti della società civile sul terreno giurisdizionale. Parteciperanno, quindi, all'iniziativa anche Simona Bonafè (Pd), Maria Elena Boschi (Iv), Riccardo Magi (+Eu), Alessandra Maiorino (M5s) e Filiberto Zaratti (Avs).

Tajani: "Il centrodestra offre garanzia di stabilità"

 "La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale. Il centrodestra offre agli italiani un sistema di voto per continuare a garantire al Paese la stabilità politica necessaria a rafforzare l'immagine di un'Italia credibile e affidabile anche a livello internazionale. Diciamo sì a governi duraturi e in grado di realizzare i programmi presentati ai cittadini, diciamo no a quelle alchimie di palazzo tanto care alla sinistra che tradiscono le scelte degli elettori", ha detto il vicepremier Tajani.

Tajani: "Avevo detto che non ci sarebbero stati franchi tiratori"

"Lo avevo detto io che non ci sarebbero stati franchi tiratori, sono stato un buon profeta. Siamo assolutamente contenti". Lo ha dichiarato il vicepremier e leader di FI Antonio Tajani, parlando con i giornalisti alla Camera dopo l'approvazione definitiva della legge elettorale.

Le proteste delle opposizioni in Aula

Aula

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La protesta delle opposizioni dopo il voto finale sulla Legge elettorale, Camera dei Deputati, Roma 8 ottobre 2026.

Il commento di Meloni: "Italiani con nuova legge potranno scegliere tutto"

"Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e - di nuovo - il proprio parlamentare. Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta.  Allo stesso tempo introduciamo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico. Perché chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto.  Introduciamo anche il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge: una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza.  Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani.  E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini.  Avanti così". Questo il messaggio della premier Meloni.

Il momento dell'approvazione della legge elettorale. VIDEO

La maggioranza applaude in Aula

Dopo il voto e l'approvazione della legge elettorale, c'è stato un lungo applauso tra i banchi della maggioranza, che ha esultato.

Cartelli dell'opposizione in Aula: "È una legge truffa"

"Legge truffa", "no all'imbroglio, "con Meloni - sanità + armi". Sono i cartelli esposti dall'opposizione dopo il voto sulla legge elettorale che ha dato il via libera alla riforma.

La Camera ha approvato la legge elettorale

La Camera ha approvato la legge elettorale con 227 voti favorevoli.

L'Aula della Camera in attesa del voto finale

Camera

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I banchi del governo, durante le dichiarazioni sul voto finale sulla Legge elettorale, Camera dei Deputati, Roma 8 ottobre 2026.

Proteste dell'opposizione durante l'intervento di Donzelli

Tensione nell'Aula della Camera a ridosso del voto, durante l'intervento di Giovanni Donzelli di FdI sulla legge elettorale. Il suo intervento ha suscitato diverse proteste nei banchi dell'opposizione, mentre i colleghi di FdI lo hanno applaudito.

Schlein: "Meloni cancella la parità di genere, ribellatevi"

"La prima presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere, è arrivata lei e chi se ne frega delle altre. Alle deputate del centrodestra dico "reagite e ribellatevi. Cosa è cambiato rispetto a luglio? Fuori da questa Aula il paese ha problemi molto più urgenti di questa legge elettorale. Meloni si ricorda di video davanti al benzinaio? La realtà sta presentando il conto. fate qualcosa per gli italiani", ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein alla Camera.

Schlein alla maggioranza: "Capisco l'imbarazzo, temete gli elettori"

"Posso capire l'imbarazzo, oggi vi fanno votare la norma che avete affossato alla Camera" a luglio, "per la paura del giudizio degli elettori", "con il ricatto del voto anticipato". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in dichiarazione di voto finale alla Camera sulla legge elettorale.

Schlein

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Conte: "Meloni ti manderemo a casa". VIDEO

Conte: "Manca che chiediate indicazione 'premier con gli occhi chiari"

 "Giorgia Meloni con la sua faccia tosta non ci stupisce quasi più". Così il presidente M5S Giuseppe Conte in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale. "Manca solo 'indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari'", aggiunge.

Colucci: "Diamo chiarezza all'Italia". VIDEO

Magi: "Melonellum è madre di tutte le menzogne". VIDEO

Richetti (Az): "Si rischia un Parlamento senza donne, è possibile"

"Rischiamo di avere parlamento senza donne", "è possibile che questo accada ed è un passo indietro rispetto ad una battaglia costituzionale che vuole il Parlamento rappresentativo della società italiana". Così il capogruppo di Azione alla Camera Matteo Richetti in dichiarazione di voto sulla legge elettorale. 

Bonelli: "Meloni ha piano B"

 "Ci troviamo di fronte a questa legge elettorale assolutamente incostituzionale: parlate di dare potere ai cittadini, io dico a chi ci segue 've lo stannno togliendo'". Lo ha detto Angelo Bonelli intervenendo in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla riforma della legge elettorale. "Ci troviamo di fronte a una legge elettorale che dovrebbe essere la casa comune di tutti - ha aggiunto - invece è lo strumento di una maggioroanza che in maniera autoritaria si impone per paura di perdere. Penso che in realtà Giorgia Meloni sappia bene che questa legge è incostituzionale, l'ha fatta dicendo a quel 50% che non rientrerà in Parlamento 'vi garantisco lo stipendio per i prossimi 11 mesi' e voi lo voterete perché avete perso la dignità, ma c'è un piano B: se si va a un pareggio o la Consulta la cambia la legge Giorgia Meloni andrà a fare l'accordo con Vannacci, dovete saperlo e allora a maggior ragione il centrosinistra deve a maggior ragione prepararsi con un programma ecologista e progressista".

Boschi: "Finalmente smetteremo di parlare di questo e non degli italiani"

"Il gruppo di casa riformista voterà convintamente no ma finalmente tiriamo un sospiro di sollievo e dopo sei mesi la smettiamo di parlare di legge elettorale anziché dei problemi dei cittadini". Lo ha detto la capogruppo di Iv alla Camera, Maria Elena Boschi.

Futuro Nazionale alla maggioranza: "E tempo di un dialogo programmatico"

"Tutti i sondaggi dicono che il centrodestra senza Vannacci non supera la soglia per ottenere il premio. Io lo dico anche qui: noi siamo pronti ad un dialogo perché per noi la priorità è non far governare i vari Bonelli e Fratoianni". Ma "serve da parte vostra rispetto ed una interlocuzione programmatica. È arrivato il momento di avere una interlocuzione seria", ha detto il capogruppo di Futuro Nazionale alla Camera Edoardo Ziello nella sua dichiarazione di voto sulla legge elettorale.

In corso le dichiarazioni di voto

Camera

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Dichiarazioni sul voto finale sulla Legge elettorale, Camera dei Deputati, Roma 8 ottobre 2026.

Magi: "Maggioranza sotto ricatto, disobbedite per la democrazia"

"La fiducia è un ricatto palese, sapete che senza la fiducia che vi hanno imposto" questa riforma non avrebbe avuto i voti per passare, a dimostrazione ci sono i "vostri colleghi che vi controlleranno mentre votate". Questa legge è "una torsione antidemocratica, lo sarà anche se andrà a premiare le opposizione, lesione manifesta delle prerogative del capo dello Stato". Lo ha detto il leader di Più Europa Riccardo Magi in dichiarazione di voto finale sulla legge elettorale. "Abbiate un sussulto, disobbedite. Fate la cosa giusta per la democrazia. Noi voteremo no".

In attesa del voto finale

In Aula al momento si tengono le dichiarazioni sulla riforma della legge elettorale. Il voto finale a scrutinio segreto è previsto non prima delle 12.30 e i banchi sono ancora parzialmente vuoti. Per il governo al momento presenti, tra gli altri, i ministri Elisabetta Casellati, Eugenia Roccella, Orazio Schillaci e Gianmarco Mazzi.

Le dichiarazioni di voto

Da adesso (ore 10.30) iniziano le dichiarazioni di voto finali. 

Tutto pronto per il voto finale alla Camera

Tutto pronto alla Camera per l'ultimo voto, a scrutinio segreto, sulla legge elettorale. Alle 10.30 è previsto l'inizio delle dichiarazioni di voto finale: iscritti a parlare tutti i leader del centrosinistra eletti alla Camera, da Elly Schlein (Pd) a Giuseppe Conte (M5s), da Angelo Bonelli (Avs) a Riccardo Magi (+Eu). Ma anche altri partiti hanno schierato i loro big a Montecitorio: per FdI parlerà, per ultimo, Giovanni Donzelli, per Iv Maria Elena Boschi, per Azione Matteo Richetti.

Magi (+Europa): "Lotta si sposta dal Parlamento ai tribunali"

"Oggi si passa dal terreno della lotta politica a quella giudiziaria con i ricorsi ai tribunali e quindi alla Corte Costituzionale. Purtroppo quando questo avviene è sempre la sconfitta della politica ma c'è questa abitudine alla fine della legislatura da parte di chi governa di manipolare le regole. Spero vivamente che ci siano sorprese dal voto di stamattina ma ci sono pochissime possibilità e ritengo emblematico che nell'approvazione di una legge elettorale che inchioderà definitivamente il coperchio sulla bara del parlamento vi siano state forme di intimidazione indecenti verso i deputati della maggioranza, con riprese video in aula, capi partito che si mettono a fare gli osservatori, ministri che dicono che vigileranno sul voto dei deputati. È gravissimo: in una democrazia è il parlamento che vigila sul governo, non il contrario", ha detto a Omnibus su La7 il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

Appendino: "Disperato tentativo di autoconservazione della casta"

"Questa non è una legge elettorale: è un disperato tentativo di autoconservazione della casta. Meloni cambia le regole del gioco quando il gioco sta per finire nel modo più codardo possibile: alzando a dismisura le soglie di firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Una barriera costruita apposta per proteggere chi già sta nei palazzi del potere e tenere fuori chiunque voglia sfidarlo. È antidemocratica e insensata", ha dichiarato la deputata M5S Chiara Appendino, intervenendo alla trasmissione Radio Anch'io.

Bignami (Fdi): "L'impianto della legge è solido, non abbiamo timori"

"Noi siamo convinti che l'impianto sia solido. E le eccezioni, se ci saranno, potrebbero limitarsi ad aspetti non centrali". Per quanto riguarda il premio, "ho sentito il capogruppo del Pd Francesco Boccia definirlo abnorme. Ma era lui che ha votato l'Italicum che alla Camera ne prevedeva 93 o il fratello gemello? Se questo è abnorme, quello cos'era, abnormissimo?". Così Galeazzo Bignami, capogruppo di Fdi alla Camera, in un'intervista al Corriere della sera, parlando della legge elettorale.

Le prospettive sul voto di oggi: maggioranza non teme sorprese

Nonostante le tensioni dei giorni scorsi, l'ipotesi di sorprese, oggi, sembra davvero minima. Tanto più che la maggioranza ha mostrato numeri notevoli ieri, con 228 sì (su 232 deputati in totale del centrodestra) alla fiducia sull'articolo 3 della riforma. Numeri che si sono ripetuti anche sull'approvazione dell'articolo 8 che ha visto l'astensione delle opposizioni e che ha confermato il voto fuorisede per le politiche: esteso, al Senato, anche ai caregiver.

Opposizioni a Fontana: "Manca la segretezza del voto, meglio l'urna"

"Garantire l'effettiva segretezza del voto", ricorrendo nel caso all'utilizzo dell'urna e delle "due palline, una bianca e una nera". Questa la richiesta che ieri è arrivata dalle opposizioni a Lorenzo Fontana dopo i "comportamenti senza precedenti" nelle ultime votazioni segrete sulla legge elettorale, tra "controllori" e voto "con un dito" anziché "con tutta la mano". La presidenza della Camera, attraverso il vicepresidente di turno Giorgio Mulè, ha replicato però che da regolamento si vota con le palline solo in caso di malfunzionamento del sistema elettronico. Ma, si precisa, la presidenza "non può che fare appello al senso di responsabilità" di ciascuno.

Il possibile timing della Consulta

Potrebbe arrivare già a partire dal mese di febbraio un'eventuale pronuncia della Corte costituzionale sui ricorsi annunciati contro la riforma della legge elettorale. Secondo gli esperti, il 'timing' prevede una serie di passaggi che si svolgeranno nell'arco di almeno tre mesi e mezzo. I ricorsi "in via di redazione" da parte della Rete che riunisce organizzazioni, associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini dovrebbero essere presentati in una trentina di Tribunali civili italiani. Saranno depositati appena la legge entrerà in vigore, ossia quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I firmatari chiederanno l'accertamento di una lesione del diritto di voto legato alla riforma. Una volta depositato il ricorso, i tribunali dovrebbero adottare un procedimento semplificato con cui si prevede che il giudice possa fissare l'udienza dopo 40 giorni per ascoltare le ragioni del ricorso. A quel punto si riserverà di decidere e, se lo riterrà, emetterà un'ordinanza in cui solleva una questione di legittimità costituzione davanti alla Consulta. L'ordinanza dovrà poi essere notificata alle parti interessare - a partire dal presidente del Consiglio dei ministri - ed entro 20 giorni dalla notifica il presidente della Consulta potrebbe già fissare l'udienza nei successivi 20 giorni. L'obiettivo "è che la pronuncia della Corte arrivi nei tempi utili" per le elezioni, ha detto il coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale Roberto Zaccaria, spiegando che i ricorsi sono "in via di redazione" e saranno pronti per essere depositati nei tribunali non appena entrerà in vigore la riforma.

Meloni: “Tranquilla sulla legge elettorale? Lo sono sempre”

"Lo sono sempre". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ieri, al termine del Med9 a Spalato, ha risposto a chi le domandava se fosse tranquilla in vista del voto finale sulla riforma elettorale in programma oggi alla Camera.

Cosa può succedere in Aula

Dopo le votazioni dei giorni scorsi, la maggioranza guarda con ottimismo al voto di oggi. Anche le opposizioni mettono in conto che la riforma venga approvata e si pensa già alla Consulta.

Voto decisivo sulla legge elettorale

È il giorno decisivo per la legge elettorale, con il voto finale a scrutinio segreto fissato oggi per le 12.30.

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