Manovra 2027, l’iter e le tappe della legge di Bilancio: il calendario

Politica
Ansa/Ipa

Introduzione

La fine dell’anno è ancora lontana ma il governo Meloni sta già iniziando a lavorare alla prossima manovra, l’ultima dell’attuale legislatura. I leader della maggioranza dovrebbero riunirsi insieme al ministro dell’Economia Giorgetti per un vertice ad hoc alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa estiva. Il percorso per l’approvazione della legge di Bilancio sarà poi serrato. Ecco le scadenze da rispettare.

Quello che devi sapere

Una manovra particolare

L’esecutivo, è consapevole che essendo l’ultima manovra prima della fine della legislatura, potrebbe trattarsi di  una “finanziaria” a vocazione elettorale, cioè i vari partiti di maggioranza spingeranno per ottenere l’inserimento di proprie misure bandiera (taglio della pressione fiscale sul ceto medio per FdI, le pensioni per la Lega, mentre Forza Italia potrebbe puntare sulla flat tax incrementale anche per le partite Iva, sul cashback sanitario e sull'addio al bollo auto).

 

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Le risorse

Giancarlo Giorgetti, titolare del Mef, dovrebbe proseguire con la linea della prudenza sui conti pubblici. L’Italia sfrutterà a pieno la flessibilità Ue per l'energia, cioè lo 0,6% del Pil, mentre per la difesa ci si fermerà allo 0,9% "in senso cumulato fino al 2028", a fronte dell'1,5% annuo consentito dall’Ue. Complessivamente quindi potrebbero esserci a disposizione circa 35-36 miliardi (ma si ipotizza anche 40), di cui 14 per l'energia e 21-22 per la difesa. Della flessibilità per la difesa potranno beneficiare "anche misure finanziate con il Safe", ha spiegato Giorgetti, che potrebbe cercare risorse anche dal settore bancario.

 

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L’aggiornamento dei dati di finanza pubblica

La prima tappa da segnare nel calendario sarà il 22 settembre, quando l’Istat pubblicherà le revisioni ufficiali sui conti italiani relativi al 2025. Questi dati sono cruciali per capire il perimetro effettivo della prossima manovra. Se il rapporto deficit/Pil resterà al 3,1% come nella stima preliminare di aprile non si potrà chiudere in anticipo la procedura di infrazione Ue aperta dal 2024. Se invece la revisione, come avvenuto lo scorso anno, dovesse ufficializzare una percentuale inferiore al 3%, si aprirebbe uno scenario migliore, con maggiori spazi di finanza a disposizione.

 

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La presentazione del DPFP

Le nuove regole Ue sul bilancio impongono agli Stati di presentare il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), al posto della vecchia Nadef, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. È il passaggio in cui si inseriscono stime macroeconomiche, con gli obiettivi su Pil, deficit e debito per il successivo triennio. Per questa incombenza non esiste una data precisa. Il Parlamento la stabilisce tra fine settembre e inizio ottobre.

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Lo scostamento di Bilancio

Sempre le Camere hanno il compito di votare una risoluzione sul testo presentato dal governo con il quadro generale della manovra. La novità di quest’anno sarà il voto parallelo sullo scostamento di bilancio per l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per gli investimenti energetici e militari, ovvero la flessibilità concessa dal’Ue.

L’invio del DPB a Bruxelles

La successiva scadenza è il 15 ottobre. Entro quella data va trasmesso alla Commissione europea e all’Eurogruppo il cosiddetto Documento Programmatico di Bilancio (DPB), un testo che raccoglie i punti chiave e le misure della manovra. Poi entro il 20 ottobre deve essere presentato alle Camere il vero e proprio disegno di legge di Bilancio, con le misure dettagliate. Per la consuetudine dell’alternanza tra i due rami parlamentari, quest’anno l’iter dovrebbe iniziare da Montecitorio.

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Il giudizio della Commissione Europea

Entro il 30 novembre arriverà un primo parere della Commissione Europea, sul DPB inviato da Roma. Solo nella primavera del 2027, alla luce dei dati effettivi, arriverà il verdetto definitivo sui conti e sul percorso di rientro del debito/deficit.

L’esame in Parlamento e l'approvazione finale

Intorno a metà dicembre è atteso il voto finale della Camera, atto conclusivo che arriverà dopo le audizioni di Bankitalia, Istat, Cnel, sindacati e associazioni di categoria. E dopo il passaggio del testo nelle commissioni e le modifiche tramite emendamenti. La manovra quindi passerà a Palazzo Madama blindata per essere approvata definitivamente poco prima di Natale (lo scorso anno l’ok definitivo arrivò solo il 30 dicembre). Attenzione a questa data perché sforando oltre il 31 dicembre scatterebbe l’esercizio provvisorio. La manovra sarà quindi ufficialmente il vigore dall’1 gennaio 2027.

 

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