Tensioni su Salvini, Fontana e altri governatori ipotizzano cambio ai vertici della Lega
Politica"Nessuna soluzione va esclusa a priori", ha detto il governatore della Lombardia in un'intervista al Corriere. Fontana ha poi parlato della possibile nascita di una nuova associazione, per "aprire uno spazio di confronto per la ricerca di soluzioni utili a tutti", che coinvolgerebbe anche Zaia, Fedriga e Fugatti. Ma altri esponenti del partito difendono il leader: "Salvini è stato riconfermato segretario un anno fa, se volevano dire qualcosa potevano farlo", ha commentato il deputato Igor Iezzi
Aumentano le tensioni all’interno della Lega dopo l’ipotesi, avanzata da governatori ed esponenti del partito, di effettuare un cambio ai vertici. Il malessere sembra essere ormai diffuso e a darne voce per primo è il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. "Nessuna soluzione va esclusa a priori”, ha detto il presidente della Regione in un’intervista al Corriere riferendosi a cosa il partito chieda al segretario Matteo Salvini, se un passo indietro o altro. “La Lega non teme il rinnovamento. Chiediamo di rivedere in modo sostenibile ed effettivo l'impostazione del nostro partito, per valorizzare i suoi stessi asset. Perché ce n'è un gran bisogno ora". Frasi che non sono passate in sordina e che hanno fatto scattare le reazioni sia di chi difende Matteo Salvini sia di chi promuove un rinnovamento ai vertici del Carroccio.
Lega divisa
Dopo la pubblicazione dell’intervista, nella chat del Consiglio federale della Lega sono partite le polemiche. Come riferito dall’Ansa che ha preso visione delle conversazioni, alcuni esponenti del partito si sono lamentati dei continui “attacchi sulla stampa”. “Abbiamo Pontida da organizzare e le prossime battaglie a cui pensare. Bisogna pensare a questo, non a polemiche che fanno il male assoluto della Lega", ha scritto il deputato Luca Toccalini nella chat dove è presente anche lo stesso Fontana. Quella che emerge è una Lega divisa tra coloro che difendono Salvini e coloro che manifestano invece un diffuso malcontento espresso sempre dal governatore della Lombardia che, nell’intervista al Corriere, ha raccontato come "nel direttivo, con il segretario Massimiliano Romeo, abbiamo dato voce a questo malessere e alle esigenze di amministratori e cittadini, proponendo valutazioni politiche a partire da un dato di fatto: siamo passati dal 34 al 5 per cento dei voti".
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Deputati contro Fontana
In difesa di Matteo Salvini, oltre al deputato Toccalini, si sono schierati anche i deputati Alberto Di Rubba, Andrea Crippa e Gianpiero Zinzi e l'europarlamentare Susanna Ceccardi. Parole contro il governatore Fontana anche da parte del vicesegretario della Lega, Claudio Durigon, per il quale parlare di un'organizzazione diversa del partito sembra più che altro "un mero obiettivo di garanzia personale, casomai per arrivare a Roma... Tanto bistrattata ma tanto cercata". E ancora il deputato Igor Iezzi che, dopo l’affondo di Fontana contro il leader della Lega, ha commentato: "Salvini è stato riconfermato segretario un anno fa, se volevano dire qualcosa potevano farlo. Questo dibattito è irrispettoso nei confronti dei militanti che l'hanno votato".
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Una nuova associazione?
Ma Attilio Fontana, nonostante le critiche ricevute nella chat del Consiglio federale della Lega e non solo, non è da solo. Dalla sua parte ci sono anche altri esponenti importanti del partito, tra cui altri governatori, che stanno lavorando a un progetto alternativo. Ad anticiparlo è stato lo stesso presidente della Lombardia nella medesima intervista al Corriere nella quale lanciava l’affondo contro Salvini: "Noi - ha affermato Fontana - stiamo lavorando a un'associazione", che sia "larga e aperta", per "aprire uno spazio di confronto per la ricerca di soluzioni utili a tutti". Questa associazione coinvolgerebbe lo stesso Fontana, il capogruppo al Senato e segretario lombardo della Lega Massimiliano Romeo, il presidente del Veneto Luca Zaia, quello del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Interessati anche alcuni segretari provinciali: quello di Bergamo, di Brescia e di Varese.