Così il presidente della Repubblica nel messaggio inviato in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle. "Il diritto al lavoro, l'esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza esprime oggi un principio fondante che accomuna l'intera casa europea”, ha sottolineato Mattarella, ricordando i concittadini che hanno perso la vita nella miniera di carbone di Bois du Cazier nel 1956. La tragedia "appartiene alla nostra memoria collettiva", ha sottolineato anche la premier Meloni in una nota
Diritto al lavoro e alla sicurezza sono principi fondanti della Costituzione italiana. Sergio Mattarella lo ha ricordato nel messaggio inviato in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, in Belgio, dove nel 1956 morirono 136 minatori italiani. "Nel ricordo dei tragici fatti di Marcinelle - ha scritto il presidente della Repubblica - l'Italia si unisce nel fare memoria dei lavoratori nostri concittadini che, assieme ai loro colleghi di altre undici diverse nazionalità, persero la vita nelle viscere del Bois du Cazier”. In Belgio, a rappresentare l'Italia per le commemorazioni, c'è la ministra del Lavoro Marina Calderone. Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il sottosegretario agli Esteri, Massimo Dell’Utri.
Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo
L’8 agosto non è solo la data in cui si ricorda la tragedia di Marcinelle ma è diventata anche la Giornata nazionale, la 25esima, del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. “In questa giornata, dedicata dalla Repubblica al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, onoriamo gli emigrati che, con il loro lavoro, hanno contribuito al progresso del Paese e alla crescita delle comunità nelle quali sono stati accolti e hanno operato", ha sottolineato il Capo dello Stato, aggiungendo che “le vittime di Marcinelle sono parte dell'identità collettiva del nostro Paese”. Ma questa “valenza simbolica”, come ha affermato Mattarella, non riguarda solo l’Italia, bensì tutta l’Europa. Per questo motivo, la “Commissione, su iniziativa del Parlamento europeo e degli Stati Membri, ha deciso di proporre l'8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro”.
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Diritto al lavoro e sicurezza “cardini della Costituzione”
Per Mattarella, “il diritto al lavoro, l'esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza - cardine della nostra Costituzione - esprime oggi un principio fondante che accomuna l'intera casa europea, nella quale protezione dei lavoratori e contrasto di ogni forma di sfruttamento sono divenuti patrimonio condiviso”. Il presidente della Repubblica, in un passaggio del suo messaggio, ha poi invitato a riflettere sulle altre tragedie che colpiscono i migranti: “Commemorando Marcinelle e rendendo un tributo a coloro che vi perirono - come in altri luttuosi episodi nella storia dell'emigrazione italiana - siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire, affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone". Infine, un pensiero ai familiari “delle duecentosessantadue vittime, delle quali centotrentasei italiani, che morirono al Bois du Cazier l'8 agosto del 1956, a quelli di tutti i morti sul lavoro in ogni altra circostanza e luogo del mondo, rinnovo i sentimenti di cordoglio e di partecipe vicinanza della Repubblica".
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Meloni: "Vicenda che appartiene alla nostra memoria collettiva"
Un pensiero alle vittime di Marcinelle anche da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ricordato "le 262 vittime della tragedia" e i "136 italiani, emigrati in Belgio in cerca di un futuro migliore e che trovarono, purtroppo, la morte nel buio di una miniera". Quella di Marcinelle, ha scritto la premier in una nota, "è una vicenda che appartiene alla nostra memoria collettiva. Ma è anche il simbolo dello straordinario contributo che decine di milioni di italiani hanno dato al benessere di intere Nazioni e continenti, mantenendo sempre un legame profondo con la madrepatria".
Giorgia Meloni si è quindi detta "orgogliosa che le Istituzioni europee abbiano deciso di istituire l'8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori. Una iniziativa italiana, che il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza e che il Governo ha fatto propria e sostenuto con convinzione, per riaffermare che il lavoro deve sempre essere sinonimo di dignità, diritti e sicurezza e che in Europa non può esserci spazio per chi sfrutta le persone e calpesta i diritti dei lavoratori. Ricordare Marcinelle - ha concluso la presidente del Consiglio - significa onorare chi ha costruito, con il proprio sacrificio, un tassello fondamentale della storia d'Italia, d'Europa e del mondo. E vuol dire rinnovare il nostro impegno a difendere quei valori di lavoro, libertà e dignità che continuano a guidare la nostra azione".
Tajani: "La memoria deve tradursi in responsabilità e azione"
"Marcinelle è una tragedia italiana, ma anche profondamente europea". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel messaggio inviato nel giorno della commemorazione. "Da quel dolore maturò anche la consapevolezza che l'Europa dovesse essere non soltanto uno spazio economico, ma una comunità di diritti, solidarietà e tutela della persona. Ho lavorato a Bruxelles, insieme a tutto il governo, per fare dell'8 agosto la Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro. Un'iniziativa che ho fortemente voluto e che presto sarà realtà. La memoria deve tradursi in responsabilità e azione".
A 70 anni dalla tragedia, ha proseguito il ministro, "l'Italia si stringe intorno a Marcinelle. Lo fa per rendere omaggio alle vittime, per esprimere vicinanza alle loro famiglie e per rinnovare la propria gratitudine verso i milioni di connazionali che, con il lavoro, le capacità e il sacrificio, continuano ogni giorno a dare prestigio al nostro Paese nel mondo". Poi ha concluso: "Custodire la memoria di Marcinelle significa trasformarla in responsabilità. Significa difendere ovunque la dignità del lavoro, rafforzare la cultura della sicurezza e operare affinché nessuno debba più perdere la vita mentre costruisce il proprio futuro e quello della propria famiglia. Questo è l'impegno che assumiamo davanti ai caduti di Marcinelle e a tutti gli italiani nel mondo: mai più morti sul lavoro".
La polemica
Nel giorno della commemorazione non sono mancate le polemiche per una presunta mancanza di rispetto di alcuni rappresentanti della CGIL nei confronti del presidente del Senato La Russa. “I rappresentanti della Cgil si sono voltati di spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”, ha denunciato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo. “Un gesto patetico e vergognoso, che dimostra una totale mancanza di senso delle istituzioni, un odio cieco che oggi travolge persino il Presidente della Repubblica. La sinistra si dissoci da questo scempio!", ha aggiunto. La vicenda è stata subito ripresa anche da Giorgia Meloni: “Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso”, ha affermato la premier. “Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l'Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali. Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un'organizzazione che ha tra le proprie ragioni d'essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori. Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo".
Landini: "Fidanza ha preso colpo di sole"
Immediata la replica del segretario generale della Cgil Maurizio Landini: "Se un certo signor Fidanza, per far sapere che esiste, deve parlare male della Cgil, credo che - qui a Marcinelle oggi c'è il sole - abbia preso un colpo di sole. Perché la Cgil - ha ribadito Landini parlando all’Ansa - se non lo sa glielo dico, non si gira mai dall'altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica".