Meloni: "Presidente della Repubblica di destra potrebbe non essere più un tabù"

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"Si pensava che niente potesse cambiare e invece si è dimostrato che le cose potevano cambiare", ha detto la presidente del Consiglio, ospite di "10 minuti". Poi ha risposto a una domanda sulle relazioni con gli Stati Uniti: "Non sono antiamericana oggi, non ero inginocchiata ieri". E sulla legge elettorale: "Osteggiata da chi non ha mai vinto le elezioni". Vannacci? "Non vedo grande differenza con altre opposizioni"

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"Non sono antiamericana oggi, non ero inginocchiata ieri, sono una persona che crede che l'Occidente sia più forte unito e ha lavorato per questo. Poi i rapporti solidi si fondano sulla franchezza, sono una persona franca oggi lo ero ieri". A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni  che, ospite di 10 minuti in onda stasera, ha risposto a una domanda sui rapporti con gli Usa di Donald Trump. Guardando ai provvedimenti dell'esecutivo, ha sottolineato che per il Piano casa "ci vuole tempo, ci siamo dati dieci anni ma confido che prima della fine della legislatura già si vedrà che il progetto va avanti". Poi ha ribadito: con il "salario minimo lo Stato impone dall'alto una cosa a tutti gli altri, il salario giusto riconosce un lavoro di rappresentanza delle associazioni di lavoratori e datori di lavoro, è molto più liberale ed efficace". E non esclude che in futuro ci possa essere un capo dello Stato di destra.

"Su voli da basi Usa dati male interpretati, serve essere cauti"

"Il segretario della Nato è stato molto approssimativo, dopo di che quel numero è più basso dell'analogo numero di tutti quelli" che ci sono stati "negli anni precedenti e rientrano nelle normali attività delle basi: abbiamo autorizzato ciò che era previsto negli accordi e che non è cinetico cioè offensivo", ha detto poi la premier tornando sulla polemica con Mark Rutte dei giorni scorsi. "È un'informazione che può essere male interpretata come lo è stata anche dalle autorità iraniane, bisogna essere più cauti". Poi sul presidente francese: "Non ho mai litigato con Macron, abbiamo un rapporto franco, a volte siamo d'accordo a volte no. Ma è stato un buon vertice quello che abbiamo fatto ad Antibes".

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"Un presidente della Repubblica di destra potrebbe non essere più un tabù"

"Si pensava che niente potesse cambiare e invece si è dimostrato che le cose potevano cambiare" e "non è detto che non possa superarsi anche questo altro grande tabù, quello di avere un Presidente della Repubblica che non è di centrosinistra", ha poi proseguito Meloni. Si tratta di dire "una cosa banalissima, cioè che chi non è di sinistra non è un figlio di un dio minore, ha gli stessi diritti degli altri, valeva per la presidenza del consiglio dei ministri, per la possibilità di governare e" potrà valere "per la presidenza della Repubblica, ma decideranno gli italiani". Un presidente della Repubblica di destra sarebbe una notizia "terribile, ma per un certo establishment, che esiste esiste...", ha aggiunto.

"Vannacci? Non vedo grande differenza con altre opposizioni"

Parlando di Vannacci, Meloni ha detto: "Non so che dirle: non mi pare ci sia grande differenza tra lui e gli altri partiti di opposizione: votano come la sinistra, parlano contro di noi tutto il giorno. Non vedo differenza, ne predo atto". "Ieri avevamo Schlein, Conte, Bonelli, Renzi, Gruber, compagnia cantante e oggi abbiamo Schlein, Conte, Bonelli, Renzi, Gruber, compagnia cantante e Vannacci... su temi diversi da quelli della sinistra, chiaramente diversi, temi ai quali sono molto interessata e sui quali lavoro da diversi anni. Però poi conta: difficilmente tu puoi costruire qualcosa con qualcuno che palesemente vuole solo distruggere".

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"Remigrazione? Per me sono i rimpatri volontari assistiti, già li facciamo"

"Che cos'è la remigrazione? Per come la interpreto io, sono i rimpatri volontari assistiti - ha osservato ancora Meloni - Già li facciamo. Vuol dire che mi metto d'accordo con questi migranti per rimandarli a casa, perché è volontario. Lo fa lo Stato italiano, lo fa l'Unione Europea, lo fa l'Unhcr: lo fanno tutti. Il problema ce l'hai con quelli che non se ne vogliono andare e lì diventa chiaramente un tantino più complesso". 

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"Legge elettorale osteggiata da chi non ha mai vinto le elezioni"

Meloni ha poi parlato anche della legge elettorale: "Io penso che la politica non sia mai aritmetica, e penso che se provi a fare una legge elettorale cercando di apparecchiarti la situazione che secondo te può essere meglio per vincere, perdi in automatico. Quindi la legge elettorale che si sta discutendo è banalmente una legge elettorale che non favorisce nessuno, ma che favorisce gli italiani. Gli italiani scelgono chi vince, e la proposta non aiuta nessuno da questo punto di vista, ma quello che vince, con un fatto di chiarezza, l'indicazione del premier, ha i numeri per governare". "E infatti - ha aggiunto la premier - da chi viene osteggiata? Da tutti quelli che hanno governato senza aver vinto le elezioni, perché loro vogliono continuare a poter fare i giochi di palazzo, e a me quello interessa. Dopodiché la campagna elettorale è un'altra cosa".

Meloni: "Su mascherine Covid farlocche storia incredibile"

"Guardi, non posso dire io che cosa c'è" in questa vicenda delle mascherine per il Covid, ha detto poi Meloni rispondendo a una domanda sul tema, ma "oggettivamente è una storia incredibile" e bisogna che "si dica che sono state date delle commissioni per milioni di euro di soldi degli italiani per importare con gara diretta dalla Cina mascherine farlocche mentre c'era gente che stava lì a fare tutti i sacrifici che poteva per salvare gli italiani". Una vicenda, è dunque l'invito, che "merita un po' più" di attenzione rispetto a quella riservata "a Maria Rosaria Boccia della quale abbiamo parlato per mesi su tutte le prime pagine". 

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