Missioni internazionali Italia, Tajani: "Parole Ben Gvir sul nostro Paese inaccettabili"

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Al Senato, presso le commissioni riunite Esteri e Difesa, i ministri Tajani e Crosetto hanno approfondito gli sviluppi della partecipazione del nostro Paese alle missioni internazionali. Tajani: "I caschi blu non si toccano". Ben Gvir? "Non è degno di rappresentare Israele". Crosetto: "Stime di 2 milioni di morti per guerra tra russi e ucraini"

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Oggi al Senato i ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto hanno fatto il punto sulla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali: dalla crisi in Medio Oriente (LE NEWS LIVE), passando per le tensioni con il ministro israeliano Ben Gvir, indagato a Roma, fino al conflitto in Ucraina.

Tajani: "Monitoriamo minuto per minuto" la crisi in Medio Oriente

Tajani ha aperto il suo intervento spiegando che, sulla vicenda dei due italiani detenuti a Bengasi, la Farnesina "sta seguendo da vicino gli sviluppi", con il "rafforzamento della pressione su tutti gli interlocutori locali per la loro liberazioni". "Proprio oggi", ha anticipato, "è in programma una nuova udienza di fronte al procuratore libico". Mentre sulla crisi in Medio Oriente, il ministro ha spiegato: "Monitoriamo minuto per minuto" la situazione. Poi un passaggio sul rischio della chiusura dello stretto di Bab el-Mandeb: siamo davanti a "un nuovo aggravarsi della crisi globale, che rischia di avere un costo troppo elevato", "speriamo in un accordo a breve termine" tra le parti, ha aggiunto.

"I caschi blu non si toccano"

In Libano la priorità del governo italiano "rimane la sicurezza degli oltre 1000 militari impegnati nelle missioni (anche Unifil) nella zona. Lo abbiamo ribadito con forza a tutte le parti: i caschi blu non si toccano". L'esecutivo, ha ricordato Tajani, ha posto sia alle Nazioni Unite che a livello europeo il tema del futurno della sicurezza del territorio e della Linea blu.

"Parole di Ben Gvir su Italia inaccettabili"

Mentre su Israele, Tajani ha ricordato "che il disarmo di Hamas è la priorità". Ma ha anche sottolineato che le violenze dei coloni israeliani, soprattutto in Cisgiordania, sono "inaccettabili". "Non ho parole per commentare ciò che ha detto" il ministro israeliano Ben Gvir, "nei confronti dell'Italia ieri dopo aver saputo che era indagato dalla procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro", ha quindi incalzato. "L'Italia è un Paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà e la democrazia e respingiamo al mittente qualsiasi offesa o tentativo di denigrare. Le parole di Ben Gvir dimostrano il livello politico e morale di questo signore". "Respingiamo al mittente qualsiasi tipo di accusa", ha quindi aggiunto Tajanai. Su Gaza, intanto, l'Italia "continua ad aiutare la popolazione con azione umanitarie", ha garantito il ministro.

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In Ucraina "sosteniamo ogni sforzo negoziale"

Mentre sull'Ucraina, "sosteniamo ogni sforzo negoziale per arrivare a una pace giusta e duratura", ha spiegato Tajani. "La Russia deve però dimostrare di volersi sedere in buona fede ai tavoli dei negoziati, ma i segnali di Mosca purtroppo non vanno in questa direzione", ha avvertito. Il sostengo italiano a Kiev intanto continua, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture e le famiglie ucraine.

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Crosetto: "Stime di 2 milioni di morti per guerra tra russi e ucraini"

Anche il ministro della Difesa, Crosetto, nel suo intervento, ha sottolineato come l'Italia "continuerà a sostenere le iniziative multilaterali" sui vari fronti, per contribuire al dialogo nei contesti di crisi. Sul conflitto in Ucraina, ha precisato, "le stime disponibili indicano che il numero totale, tra morti e feriti, tra le parti coinvolte potrebbe avvicinarsi ai due milioni entro la fine dell'anno. Oltre mille al giorno sul solo lato russo". Per il ministro "si tratta di un conflitto che, da oltre quattro anni dal suo inizio, continua a registrare livelli di violenza che l'Europa non conosceva dalla fine della seconda guerra mondiale". 

"Ammirevole sforzo del governo libanese per soluzione"

Mentre sul Medio Oriente, continua l'impegno di Roma per "la stabilizzazione e la ricostruzione" oltre che per "l'assistenza umanitaria alle popolazioni colpite dal conflitto". In Libano, in particolare, ricorda il ministro, "la situazione è desolante". "In una crisi di questa portata, che sta provocando ferite indelebili alla popolazione e al territorio, è ammirevole lo sforzo del governo libanese per cercare di portare stabilità e cercare una soluzione. Come è ammirevole lo sforzo dei nostri uomini e donne impiegati in Unifil, che continuano a portare avanti la missione assegnata con grandissima professionalità nonostante i rischi elevati". 

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