Dl Sicurezza, ok definitivo della Camera. Cdm approva decreto correttivo sui rimpatri

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Dopo una maratona notturna, in tarda mattinata si è tenuta la votazione sul dl a Montecitorio. È stato convertito in legge e approvato con 162 voti favorevoli e 102 contrari. Subito dopo si è tenuto un Consiglio dei ministri lampo con all’ordine del giorno la contestata norma sui rimpatri volontari assistiti. Mattarella ha quindi promulgato la legge di conversione del dl ed emanato il provvedimento correttivo

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Dopo una lunga maratona oratoria delle opposizioni, il decreto sicurezza è stato convertito in legge. L'Aula della Camera l'ha approvato con 162 voti favorevoli e 102 contrari ed un astenuto. Il testo ha avuto il via libera definitivo di Montecitorio dopo la fiducia, in un clima incandescente dentro e fuori dall'Aula. Alle proteste nell'emiciclo si sono aggiunte ieri quelle di numerosi manifestanti che hanno urlato slogan contro il testo davanti alla Camera. Il provvedimento è stato quindi immediatamente ritoccato con un dl correttivo approvato dal Consiglio dei ministri. "Il governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile", ha scritto sui social la premier Giorgia Meloni. "Più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale. Più tutele per le Forze dell'ordine, per i cittadini onesti, per chi ogni giorno chiede solo di vivere in sicurezza".

Il voto finale

Dopo una notte intera di interventi in dichiarazione di voto, la seduta fiume di Montecitorio sul decreto sicurezza è terminata alle 7.36. Si erano iscritti a parlare più di 100 parlamentari, quasi tutti dell’opposizione. I lavori sono ripresi alle 11.30 per il voto finale con l'approvazione definitiva. Prima della votazione le opposizioni hanno cantato Bella ciao battendo le mani e mostrando la Costituzione. 

Cdm lampo

Il Consiglio dei ministri è stato convocato a Palazzo Chigi e si è riunito come da programma subito dopo il voto finale del dl alla Camera. All'ordine del giorno, il decreto legge che introduce disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti. Il Cdm, in una riunione lampo durata pochi minuti, ha approvato il decreto che contiene un correttivo al dl sicurezza convertito in legge dalla Camera neanche un'ora prima. Con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni impegnata a Cipro per il vertice Ue, la seduta è stata presieduta dal vicepremier Antonio Tajani.

Cosa c'è nel decreto correttivo

Il contributo di 615 euro per chi fornisce assistenza nella procedura di rimpatrio volontario assistito sarà subordinato "alla conclusione del procedimento amministrativo e non più all'esito della partenza del migrante", e si amplia la platea dei beneficiari eliminando "la specifica che tale assistenza debba essere fornita esclusivamente ad opera di un avvocato". Sono alcune delle novità con cui il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, come spiega la nota di Palazzo Chigi, modifica le norme introdotte dal decreto sicurezza convertito poco prima in legge alla Camera. "Si sopprimono le parti del testo che fanno riferimento al Consiglio Nazionale Forense indicandolo come uno dei soggetti con i quali il Ministero dell'interno collabora per realizzare i programmi di rimpatrio volontario assistito e al quale è attribuita la funzione di ripartizione del compenso spettante per l'opera prestata a favore dello straniero rimpatriando - spiega la nota -. Di conseguenza, si prevede che con decreto del Ministro dell'Interno saranno definiti anche i criteri per l'individuazione dei rappresentanti che possono svolgere l'attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del relativo compenso".

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Il via libera di Mattarella

Questo secondo testo è andato incontro ai rilievi del Colle, in particolare sull'articolo 30-bis introdotto durante l'esame del Senato. Al termine di questo complicato percorso, i due provvedimenti sono approdati al Quirinale per la firma di Mattarella, che ha promulgato la legge di conversione del dl principale e poi ha emanato il decreto-legge correttivo.

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