Decreto sicurezza, ok della Camera alla fiducia. Venerdì Cdm su incentivi per rimpatri

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Il via libera definitivo è atteso dopodomani, e subito dopo il Consiglio dei ministri si riunirà per varare un nuovo decreto legge per correggere la norma sugli incentivi per gli avvocati che seguono le pratiche di rimpatrio volontario. Ancora tensione con il Quirinale e con la minoranza

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Il decreto sicurezza va avanti alla Camera. Oggi, 22 aprile, Montecitorio ha approvato la fiducia posta dal governo sul provvedimento con 203 sì, 117 no e 3 astenuti. Al termine del voto finale con cui si convertirà in legge il provvedimento, previsto nella tarda mattinata di venerdì, secondo fonti dell'esecutivo il Consiglio dei ministri si riunirà subito nella Sala del governo a Montecitorio per varare un nuovo decreto legge per correggere la norma sugli incentivi per i professionisti legali che seguono una pratica di rimpatrio volontario. Ma la tensione con il Quirinale resta. Il Capo dello Stato attende i due testi sui quali farà le sue valutazioni entro sabato, si spiega in ambienti parlamentari, lasciando intendere che Mattarella avrebbe voluto la cancellazione della misura e potrebbe chiedere di leggere il testo del provvedimento correttivo anche prima del suo varo.

Il nodo delle coperture

In queste ore l'attenzione dei tecnici è tutta focalizzata sulle coperture della norma in questione, dal momento che si amplia la platea dei destinatari del contributo (615 euro per ogni procedimento) estendendola, oltre agli avvocati, anche ad altri mediatori ed associazioni che potranno intervenire. Questo contributo sarà erogato anche se la pratica di rimpatrio volontario non andrà a buon fine. E anche per questo motivo i costi inevitabilmente saliranno. "Ci stiamo lavorando - risponde il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti - Non posso dire quale sarà l'esito dell'esame della Ragioneria, che sarà come sempre rigoroso e serio".

Nordio: "Arriverà una soluzione che metterà tutti d'accordo"

L'impasse sul del decreto sicurezza sarà "risolto ad horas, diciamo che è superata. Arriveremo a una soluzione che sarà soddisfacente per tutti", ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, parlando con i cronisti in Transatlantico alla Camera. A chi chiedeva della norma sugli incentivi per i rimpatri volontari, il Guardasigilli ha spiegato che "non è il ministero della Giustizia che ha elaborato questi testi, noi però diamo i nostri contributi con una soluzione che sia soddisfacente per tutti, ed è quella che arriverà nei prossimi giorni". "Sono materie di grande complessità - ha aggiunto Nordio - che qualche volta possono dare adito a dei malintesi. C'è sempre lo spazio per avere dei chiarimenti, questi chiarimenti ci sono stati e arriveremo ripeto a una conclusione che metterà tutti d'accordo. Quando ci sono questioni così complesse, c'è sempre la possibilità di polemiche, ma soprattutto c'è la necessità di rimedi e di composizioni che siano rapidi. E in questo caso è quello che sta avvenendo e vedrete che alla fine saranno tutti d'accordo".

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"Il decreto correttivo prevede quello che è stato anticipato: un correttivo" basato sulle "osservazioni che ci sono pervenute dal Quirinale. Come abbiamo sempre fatto, noi teniamo in massima considerazione le osservazioni del Colle. La norma comunque mantiene una sua utilità e nobiltà che noi volevamo conferirle, e cioè rilanciare un tema, quello dei rimpatri volontari assistiti che già si fanno insieme a organizzazioni umanitarie, quindi lo faremo secondo le osservazioni che ci sono pervenute", ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a margine del congresso nazionale del sindacato di polizia Coisp. Verrà fatto "tutto entro venerdì" e il decreto "farà i percorsi necessari", ha assicurato. "Nelle intenzioni - ha precisato il ministro - non c'era nulla di quello che si è detto, cioè immaginare un ruolo diverso da quello nobile dell'avvocato, categoria alla quale mi sono onorato di aver appartenuto nei primi anni post universitari. Però abbiamo preso atto di questo e toglieremo quei riferimenti, ciò non toglie che l'istituto è molto importante".

La polemica politica

Le opposizioni - intanto - continuano ad attaccare la maggioranza. È l'ennesimo "decreto propaganda", ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, che osserva anche come a questo si aggiunga un "clamoroso pasticcio istituzionale: stanno correndo per approvare una norma che un minuto dopo dovranno correggere con un'altra norma e il tutto grazie all'intervento del Colle, altrimenti avrebbero tirato dritto". Giuseppe Conte ha preso la parola in Aula per un attacco frontale alla premier: "Meloni ha detto che" quella sugli incentivi per i rimpatri "è una norma di buon senso'", mentre configura "due reati: patrocinio infedele" e "corruzione. State costringendo gli avvocati a commettere due reati. Questo è il tentativo disperato di rimediare ai vostri fallimenti" sulla "gestione dei flussi" con "320 mila sbarchi", sui "salvataggi, sui rimpatri e sui centri in Albania". È "un ulteriore sfregio della carta costituzionale", rincara il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Ma il centrodestra tiene il punto: "Sulla norma relativa ai compensi degli avvocati non c'è alcuno scandalo: si tratta semplicemente di riconoscere il lavoro di chi assiste gli immigrati nelle procedure di rimpatrio volontario assistito" ed è "già previsto un intervento correttivo ad hoc", ha detto Ylenja Lucaselli, capogruppo in commissione Bilancio alla Camera e vice responsabile del Dipartimento economia di Fratelli d'Italia. Per Gianangelo Bof della Lega "non è un reato ma una parificazione. Diamo il gratuito patrocinio a chi vuol fare ricorso per rimanere nel nostro paese anche se non ne ha diritto e, però, poi ci scandalizziamo se diamo un contributo per aiutare le pratiche" per "chi liberamente sceglie di tornare a casa propria". Più cauta Forza Italia: "A nostro avviso era giusto ascoltare il parere degli avvocati che non hanno detto cose sbagliate. Ora, ribadisco, valuteremo nel merito la nuova proposta", dice il portavoce Raffaele Nevi.

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