Docu-film su Regeni, Giuli: "L’accusa di censura è senza fondamento"

Politica
©Ansa

Il ministro della Cultura ha risposto alla Camera all'interrogazione del Pd sull'esclusione dai contributi per il cinema della pellicola che ripercorre la storia del ricercatore italiano ucciso nel 2016 in Egitto: "Non condivido né sul piano ideale né su quello morale" la scelta della Commissione selettivi "ma non è frutto di scelta politica: il Ministero non può intervenire senza violare il principio di terzietà"

ascolta articolo

"Attribuire al Ministero una volontà di censura è una rappresentazione priva di fondamento: il tragico caso di Giulio Regeni ha una rilevanza politica, sociale e culturale che prescinde da qualsiasi prodotto audiovisivo lo riguardi". Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha risposto alla Camera all'interrogazione del Pd sull'esclusione dai contributi per il cinema del docu-film Giulio Regeni - Tutto il male del mondo, che ripercorre la storia del ricercatore italiano ucciso nel 2016 in Egitto. "Non condivido né sul piano ideale né su quello morale" la scelta della Commissione selettivi "ma non è frutto di scelta politica: il Ministero non può intervenire senza violare il principio di terzietà", ha aggiunto il ministro.

Giuli: "Due stop a docu-film su Regeni nel 2024 ma nessuna polemica"

"Nel caso del docu-film su Regeni una domanda di contributo selettivo è stata presentata nel 2024 e non aveva ottenuto il contributo richiesto, non avendo raggiunto la soglia minima di punteggio prevista dal bando. Una nuova domanda, per il medesimo importo, è stata poi presentata nel 2025 e anche in questo caso il progetto non ha raggiunto il minimo punteggio - ha detto ancora Giuli - È significativo che il progetto sia stato valutato in due annualità diverse e da sezioni diverse della Commissione: questo conferma che ci troviamo di fronte a un giudizio tecnico reiterato nel tempo che, come sapete perché l'avete letto sui giornali, ma lo ripeto, non condivido". Poi il ministro ha aggiunto: "Va osservato che, a fronte del primo mancato finanziamento nel 2024, non risultano essersi sviluppate polemiche pubbliche di analoga portata, e su questo vi invito a riflettere. Il caso è stato trasformato in terreno di scontro politico-mediatico soltanto dopo il secondo esito negativo, pur in presenza della stessa cornice normativa precedente".

Leggi anche

No a fondi film Regeni, si dimettono Mereghetti e Galimberti

Giuli: "In corso anche la domanda per il tax credit"

Per il docu-film su Giulio Regeni "è stata presentata, a fine dicembre 2025, anche una domanda di tax credit, tuttora in fase di istruttoria", ha annunciato il ministro Giuli, sottolineando che per quanto riguarda ora l'esclusione dal novero dei contributi selettivi il "Ministro della Cultura, per legge non esercita e non può esercitare alcuna influenza sulla Commissione chiamata a valutare: né a monte, nella formazione dei giudizi, né a valle, rispetto agli esiti delle valutazioni. Ed è giusto che sia così, perché proprio l'autonomia della Commissione costituisce la garanzia fondamentale di imparzialità, trasparenza e oggettività".

Giuli: "I contributi non sono attribuiti sulla base di valutazioni politiche"

Quanto al suo giudizio sulla tragica vicenda di Giulio Regeni, Giuli ha detto di voler fare sue le parole della premier "che ha ribadito che il Governo non ha interrotto e non intende interrompere la ricerca della verità sul caso Giulio Regeni". Ma "proprio per rispetto della memoria di Giulio Regeni è necessario attenersi ai fatti: i contributi selettivi previsti dalla legge del 2026 non sono attribuiti sulla base di valutazioni politiche, ma all'esito di una procedura tecnica, pubblica e predeterminata. Essi - ha ripetuto - sono assegnati sulla base di bandi e vengono valutati da una Commissione composta da 15 esperti, articolata annualmente in Sezioni, con un criterio di rotazione, proprio per garantire l'imparzialità, la trasparenza e l'oggettività delle valutazioni. I criteri di valutazione sono stabiliti dal bando e riguardano profili tecnico-artistici e produttivi ben definiti". "Occorre dirlo con chiarezza - ha concluso Giuli -, il ministero non può intervenire sulle determinazioni di una Commissione tecnica indipendente, né orientarne i giudizi in un senso o nell'altro, senza violare proprio quei principi di autonomia e terzietà che la legge impone di garantire".

Leggi anche

Giulio Regeni - Tutto il male del mondo vince il Nastro legalità 2026

Serracchiani: "Anche la burocrazia può essere un'arma offensiva"

"C'erano molti modi a disposizione del Governo per dire che è vicino alla tragedia di Giulio Regeni, e non doveva esser necessario trascinare in aula il ministro della Cultura per questa brutta storia. La politica non può tirarsi fuori dal caso Regeni né si può dire di essere spettatori degli eventi", ha poi detto la deputata dem Debora Serracchiani, in merito alla risposta del ministro Giuli all'interrogazione. "La risposta del ministro Giuli conferma che anche la burocrazia può essere un'arma offensiva, e se davvero vuole dimostrare di avere a cuore la famiglia e il dramma ha tutti gli strumenti per farlo. Questo assassinio è scomodo, certo, e continuerà a esserlo. Grazie alla segretaria Schlein per averlo ricordato con la sua interrogazione".

Magi: "Da Giuli scaricabarile sul no ai fondi"

"Il ministro della Cultura Alessandro Giuli oggi al Question Time ha dato sfoggio della più becera retorica da scaricabarile pur di non assumersi la responsabilità politica del diniego dei finanziamenti pubblici al documentario su Regeni, facendo appello a regolamenti interni, bandi e cavilli che hanno portato alla mancata erogazione di aiuti - ha attaccato il segretario di +Europa Riccardo Magi - Il ministro si è dimostrato sordo persino alle parole dei due esperti che si sono dimessi, Galimberti e Mereghetti, che hanno puntato il dito proprio sulle procedure affermando che hanno deciso di dimettersi dalla commissione per 'incompatibilità nell'approccio alle procedure, nell'analisi e nella valutazione degli elementi dei progetti'. Proprio questi aspetti sono stati ignorati da Giuli che ha deciso di non rispondere offendendo ancora di più la memoria di Giulio Regeni". 

Il docu-film su Regeni in più di 60 sale, poi in 76 università e a Bruxelles

Intanto Giulio Regeni - Tutto il male del mondo ritorna nei cinema di tutta Italia come reazione dei produttori "alla decisione del ministero della Cultura di escludere l'opera dai finanziamenti per le opere cinematografiche": sono più di 60 le sale, anche grazie al sostegno di Circuito Cinema, che hanno deciso di riprogrammare il documentario. Diretto da Simone Manetti e prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, il docu-film era uscito come evento il 2, 3 e 4 febbraio in occasione dei dieci anni dall'uccisione del ricercatore italiano. Il 31 marzo invece è stata presentata al Senato "Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un'iniziativa per la libertà di ricerca", un progetto che porterà fra aprile e maggio il documentario in 76 università, coinvolgendo 15mila persone, per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca. Il 5 maggio, inoltre, il docu-film verrà presentato al Parlamento europeo.

People hold signs depicting Giulio Regeni and reading ''365 days without Giulio'' as they attend a march in memory of the Italian researcher at Sapienza University on the first anniversary of his disappearance in Egypt, Rome, Italy, 25 January 2017. Italian President Sergio Mattarella on the same day called for cooperation to bring the killers of Regeni in Egypt to justice. 'Italy has mourned the killing of one of its studious young people, Giulio Regeni, without full light being shed on this tragic case for a year, despite the intense efforts of our judiciary and our diplomacy', Mattarella said on the first anniversary of Regeni's disappearance. 'We call for broader and more effective cooperation so that the culprits are brought to justice'. Guilio Regeni was an Italian PhD student researching the independent trade unions in Egypt, he disappeared on 25 January 2016 in Cairo, then his body was found in a ditch on Cairo-Alexandria road outside of Cairo on 03 February 2016 with signs of torture.  ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Vedi anche

Giulio Regeni, 10 anni dal rapimento del ricercatore ucciso in Egitto

Politica: I più letti