Giulio Regeni - Tutto il male del mondo vince il Nastro della legalità 2026

Cinema
Credit Nick Zonna

Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ha assegnato il Nastro della legalità 2026 al documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo". Il premio, consegnato a Milano sul palco dell'Anteo, riconosce il valore di un’opera che scava nel sequestro, nelle torture e nelle omissioni che circondano la morte del ricercatore friulano. Il film, diretto da Simone Manetti, si prepara al debutto nazionale nelle sale previsto per l'inizio di febbraio, portando con sé dieci anni di battaglie

Il documentario su Giulio Regeni entra ufficialmente nel palmarès del cinema civile. A Milano, sul palco dell'Anteo, il Sindacato Giornalisti Cinematografici ha consegnato il Nastro della legalità 2026 ai realizzatori di "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo". Il premio riconosce il valore di un’opera che ricostruisce il sequestro, le torture e l’uccisione del ricercatore friulano, avvenuti al Cairo nel 2016. Alla cerimonia erano presenti i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, insieme all'avvocata Alessandra Ballerini, simboli di una battaglia legale che dopo dieci anni attende ancora una sentenza definitiva.

Il giallo di Fiumicello e la verità negata

Mentre il documentario si prepara a viaggiare per l'Italia, a Fiumicello Villa Vicentina — il paese dove Giulio è cresciuto — la memoria ha preso la forma di una mostra. Si chiama "10 anni in giallo: un'onda d'urto" e mette in fila oggetti, disegni e video. Qui, tra le mura del Comune, la famiglia ha scelto di custodire l'omaggio dei Nastri d'Argento. Il film, prodotto da Ganesh e Fandango, non si accontenta di raccontare i fatti: mette a nudo "responsabilità, omissioni e verità negate". C'è la voce di un padre e di una madre che hanno guardato negli occhi la dittatura di Al-Sisi senza abbassare lo sguardo. E c'è la lotta legale di Alessandra Ballerini, il motore immobile di una battaglia che nel 2023 ha portato alla sbarra quattro agenti della National Security egiziana.

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Tre giorni per non dimenticare

Il calendario segna tre date: 2, 3 e 4 febbraio. Sono i giorni in cui Fandango porterà il film in tutta Italia. Non è una distribuzione qualunque, è una staffetta della memoria. Il documentario arriva nelle sale dopo le anteprime di Roma con Nanni Moretti e le serate a Milano e Bologna. È un film che corre veloce, proprio come il processo che dovrebbe arrivare a sentenza entro la fine del 2026. 

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