Ieri in Piazza del Popolo a Roma evento conclusivo della campagna unitaria del No. Alla manifestazione tutti i leader del campo largo. Dirà invece "convintissimamente Sì" alla riforma Pier Silvio Berlusconi: "Non per motivi politici ma di civiltà e modernità". Oggi la messa in onda del podcast di Fedez con l'intervento della premier
Domenica 22 e lunedì 23 marzo si vota per il referendum sulla riforma della Giustizia. Gli schieramenti si avvicinano alla consultazione con gli ultimi appelli. Ieri a Roma si è chiusa la campagna unitaria del fronte del No a cui hanno partecipato tutti i leader del campo largo. Attesa per oggi la messa in onda del podcast di Fedez con l'intervento della premier Meloni, che ieri ha ribadito: “Maggioranza è solida, non temo contraccolpi da un eventuale vittoria del No. Lo pagherebbero i cittadini non il governo. Mi pare opposizione non compattissima” (IL CONFRONTO SU SKY TG24 TRA NORDIO E GROSSO).
Fronte del No chiude campagna referendaria unitaria
Da piazza del Popolo a Roma i leader del campo largo hanno partecipato all’evento finale della campagna referendaria unitaria. "Al governo ci andremo, ma a questa riforma diciamo no", ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte. E la segretaria del Pd Elly Schlein aggiunge: "Vinceremo le prossime elezioni, ma vogliamo essere controllati" da una magistratura indipendente. A differenza del centrodestra, stavolta Schlein, Conte, i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, con anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, si sono presentati insieme per un comizio "unitario" sul referendum. Sul palco da Rosy Bindi all'attrice Sonia Bergamasco, dall'Anpi, all'Acli, ai promotori dei comitati per il "No". E poi contributi video che hanno spaziato da quello di Marisa Laurito a quello dell'ex ministro Rino Formica. Chiusura con Daniele Silvestri dal vivo e poi "Bella ciao". Venerdì Schlein chiuderà la campagna referendaria a Milano. Conte a Roma, all'Eur. Fratoianni a Torino. Bonelli in Calabria oggi, venerdì volantinaggio a Roma.
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Meloni: “Maggioranza solida, non temo contraccolpi da un No”
Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è tornata a ribadire: "Ho già detto che non mi dimetto e non temo contraccolpi politici, i governi cadono quando non hanno maggioranze a sostenerli la nostra è solida, lo è stata anche in questa campagna elettorale. Mi pare che il fronte del No e l'opposizione non siano compatti atteso che autorevolissimi esponenti della sinistra stanno votando sì con noi al referendum. L'unico contraccolpo che temo è che se la riforma non passa saranno gli italiani a pagarla, non lo paga il governo". Poi ha aggiunto: “Durante la campagna mi è dispiaciuto vedere molte persone autorevoli dover diffondere notizie false per convincere le persone a votare 'No', e mi è dispiaciuto che si sia riusciti a stare poco nel merito, perché c'è stato un tentativo di politicizzazione di questa campagna elettorale, secondo me totalmente sbagliato, perché la riforma non è né di destra né di sinistra”.
Pier Silvio Berlusconi: “Voterò convintissimamente sì”
Sempre ieri è intervenuto anche Pier Silvio Berlusconi, group chairman e ceo Mfe MediaForEurope, in un incontro con la stampa a Cologno Monzese. "Da editore diamo voce a entrambi gli schieramenti, ma siccome sono anche un cittadino vi dico senza problemi che votare in questo caso è davvero importante- ha detto - perché parliamo di una questione fondamentale per il futuro del nostro Paese. Io voterò domenica o lunedì mattina e voterò convintissimamente 'Si' non per motivi politici ma per motivi di civiltà e modernità, considero il voto un passaggio importante per essere al passo con i tempi, per un Paese democratico, civile e moderno”.