"Vogliono farci tornare all'Ancien Régime, quando il monarca era sopra le leggi. Questa è una riforma truffa”, ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte. “La nostra Costituzione ha avuto l'obiettivo di unire il Paese. E oggi è il momento di unire il Paese e non di dividerlo”, ha affermato il segretario della Cgil Maurizio Landini
Si è tenuta oggi in piazza del Popolo a Roma la manifestazione per la chiusura della campagna per il No al referendum sulla riforma della giustizia. L’evento è stato aperto da una cover di 'C'è chi dice no' di Vasco Rossi. A intervenire nel corso della manifestazione sono i leader del campo largo, Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5s), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli per Avs, oltre al segretario della Cgil Maurizio Landini, artisti e promotori dei comitati per il No.
Schlein: “Ogni voto può fare la differenza sul referendum”
"Mancano pochi giorni a questo referendum, non c'è il quorum, quindi ogni voto può fare la differenza e noi chiediamo alle persone di partecipare, di informarsi, noi chiediamo di votare no ad una riforma che non migliora la giustizia per i cittadini, ma indebolisce l'indipendenza dei giudici. Quindi noi votiamo convintamente no per difendere la nostra Costituzione”, ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della chiusura della campagna per il No al referendum, a piazza del Popolo, a Roma. "Se vince il No ci evitiamo una riforma pericolosa e sbagliata per i cittadini". Questa "non è una riforma che migliora la giustizia" ma punta a "mettere i giudici sotto il controllo del governo". "No ad una riforma che indebolisce l'indipendenza della magistratura, perché solo un giudice indipendente può garantire che la legge è uguale per tutti", ha aggiunto poi Schlein dal palco.
Conte: “Vogliono tornare all'Ancien Régime”
"La politica, se vuole dare un contributo di riforma, non deve prenderci in giro, la separazione delle carriere è già nei fatti, riguarda solo il 4% dei magistrati. Per ottenere questo obiettivo bastava una norma ordinaria. La verità è che è un progetto politico che nasce da un'onda lunga, quello della politica che non accetta il controllo di legalità. Vogliono farci tornare all'Ancien Régime, quando il monarca era sopra le leggi. Questa è una riforma truffa”, ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, alla manifestazione per No in corso in piazza del Popolo a Roma. "La presidente Meloni inonda le tv e i suoi social per questa campagna referendaria", ma "sono tre giorni che non ha trovato una parola per un parlamentare di Fratelli d'Italia che sta invitando al voto clientelare, per convincere gli indecisi. Noi rispondiamo votando no a questa riforma dell'ingiustizia che mira soltanto a rivendicare un primato che la politica dovrebbe conquistarsi con la dignità, la forza dei comportamenti e delle condotte".
Landini: “Irresponsabile chi vuole cambiare Carta e dividere Paese”
"Siamo di fronte a una tendenza esplicita per cui la violenza si sostituisce alla democrazia. Per questo dobbiamo ripartire dalla Costituzione, dove c'è scritto che l'Italia ripudia la guerra”, ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini alla chiusura della campagna del No al referendum. "La nostra Costituzione ha avuto l'obiettivo di unire il Paese. E oggi è il momento di unire il Paese e non di dividerlo. Non l'ha chiesto il popolo questo referendum, ma siamo di fronte a un tentativo esplicito di mettere in discussione la Carta costituzionale e i diritti in questo Paese. Tutte le culture antifasciste hanno trovato i compromessi più alti e la Carta fu votata dal 90%. La Costituzione non è di sinistra o di destra, è di tutti gli italiani. Mettere in discussione la carta vuol dire rompere l'unità del Paese. E non è un caso il livello di aggressività e le bugie che stanno dicendo. In questo contesto è irresponsabile dividere il Paese pensando di mettere in discussione la Costituzione”.
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Bonelli (Avs): “Di fronte alle menzogne della destra avanza il no”
Angelo Bonelli di Avs, arrivando a piazza del Popolo, ha detto: “Assistiamo all'avanzata dei no di fronte alle menzogne della destra, in primis della presidente Meloni. Gli italiani non sono stupidi, difendiamo la magistratura che è un presidio di democrazia perché sono coloro che hanno lottato contro la mafia e contro la corruzione". Il presidente dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo presente alla chiusura della campagna elettorale per il no al referendum ha detto che “vogliono impedire alla magistratura di fare il suo mestiere, ecco perché il no dell'Anpi". Pagliarulo ha puntato il dito anche contro il "premierato che concentra tutto il potere ad una sola persona", "vogliono manomettere l'equilibrio dei poteri", "sono sotto tiro i diritti conquistati sulle montagne" dai "ragazzi che combattevano il nazifascismo", ha aggiunto.
Fratoianni (Avs): “Controriforma che attacca la Costituzione”
“Questa vicenda è interamente politica, questa controriforma rivela la natura politica dell'attacco alla Costituzione sferrato dalla destra. Dicono che da nessuna parte è scritto che la magistratura non sarà più indipendente". L'esempio dei regimi dimostra che "quando vuoi colpire l'indipendenza della magistratura non lo scrivi, lo fai”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs dal palco del comizio per il No a Roma.
Acerbo (Prc) a Meloni: “Non toccare la Costituzione”
"Diciamo alla Meloni non toccare la Costituzione, occupati di chi non arriva a fine mese", "diciamo no alle impunità per corrotti e corruttori". “È ora che attuiate la Costituzione. Votate no, lasciate in pace la costituzione nata dalla resistenza”, ha detto il segretario del Prc Maurizio Acerbo dal palco della chiusura della campagna per il no al referendum. Mentre Marisa Laurito in un contributo video ha dichiarato: “Dietro questo referendum interviene la politica che vuole cambiare sei o sette punti della Costituzione", "voto no perché queste modifiche non rendono i processi più veloci. Non hanno pensato a noi cittadini. Voto no perché la separazione delle carriere di fatto esiste già". "Voto no perché la nuova organizzazione costerebbe il doppio e chi pagherebbe? Noi cittadini. Voto no perché la magistratura, avrà pure fatto qualche errore ma ha smascherato la P2, tangentopoli, il terrorismo e in parte la mafia".