Crosetto a Sky TG24: "Per Hormuz serve intervento Onu. Ora siamo tutti vulnerabili"
PoliticaIl ministro della Difesa, intervistato dal direttore Fabio Vitale, spiega che "gli attacchi da cui difendersi, ormai, sono molteplici". I droni? "Hanno cambiato totalmente gli scenari di guerra". Mentre per lo Stretto di Hormuz, l'obiettivo è quello di "creare un canale sicuro"
"Speriamo che la guerra in Iran finisca". A dirlo, a Sky Tg24, intervistato dal direttore Fabio Vitale, è il ministro della Difesa, Guido Crosetto. E sulla difficile situazione nello Stretto di Hormuz, sottolinea: "Condivido le preoccupazioni, serve un intervento delle Naziono Unite". L'obiettivo, spiega il ministro, ora, è quello di "creare un canale sicuro". Mentre sugli Usa, per Crosetto l'alleanza con Washington rimane "fondamentale per la sicurezza", anche se "non sempre l'Italia si trova in accordo con gli Stati Uniti" (TUTTE LE NEWS SUL CONFLITTO IN DIRETTA).
"Droni hanno cambiato scenari di guerra. Tutti siamo vulnerabili"
Il ministro ha anche ricordato che "i droni hanno cambiato totalmente gli scenari di guerra. Gli attacchi da cui difendersi ormai sono molteplici, partono dal mare e arrivano al cielo". "Tutti sono vulnerabili, noi creiamo le condizioni perché questa vulnerabilità tenda allo zero, cosa impossibile, come dimostrano le guerre che abbiamo vissuto. Però, ad esempio, ora gli ucraini a 4 anni dall'inizio della guerra, riescono a fermare il 90% degli attacchi", ha chiarito.
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"Non esiste capacità di difesa senza Nato e Usa"
Poi, un passaggio anche sulle alleanze dell'Italia, con gli Usa e non solo. "Non esiste capacità di difesa per noi senza la Nato, e non esiste la Nato capace di deterrenza senza gli Usa", ha detto il ministro. Mentre, sulla difesa europea, Crosetto ha spiegato: "Stiamo andando avanti con troppa lentezza. Non ci sarà mai un'unica forza armata europea, però possiamo fare interoperare i nostri eserciti per essere più forti". "Mettendo insieme le nostre capacità", ha aggiunto, "potremmo raggiungere un livello di difesa che ci metterà nel novero delle grandi potenze".
"Per utilizzo delle basi Usa in Italia valgono gli accordi"
Mentre, per l'utilizzo delle basi americane in Italia, valgono gli accordi del 1954: "È così da allora e continuerà a essere così", ha ricordato Crosetto. Le basi, ha chiarito, "possono essere usate per motivi logistici, di rifornimento, ma non perché partano da lì attacchi diretti ad altri Stati". Poi, sulla strategia di Usa e Israele, il ministro ha spiegato che "l'obiettivo degli americani e degli israeliani è quello di togliere qualunque capacità di proiezione esterna degli attacchi da parte dell'Iran. Probabilmente hanno trovato più difficoltà di quelle immaginate all'inizio, perché c'è una nuova organizzazione dell'Iran rispetto a quella che c'era stata nella guerra dei 12 giorni, ma vedremo. L'ottimismo di Trump dice che a brevissimo finirà, anche perché l'impatto di questa guerra oltre i confini dell'Iran sta avvenendo su tutta l'economia mondiale".
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"Sicurezza dei nostri militari è al primo punto"
Sempre parlando del conflitto in Medio Oriente, e dei rischi che coinvolgono anche l'Italia e i nostri militari, Crosetto ha spiegato: "Avevamo già iniziato a ridurre la presenza dei nostri soldati prima che scoppiasse la guerra. Adesso abbiamo ridotto, o portato a zero, il personale militare. Stanotte c'è stata l'utima uscita da Baghdad. La loro sicurezza è al primo punto, sempre coordinandoci con gli altri attori delle missioni in cui siamo coinvolti".