Secondo il leader del Movimento 5 stelle "la riforma costituzionale è nata blindata all'origine e oggi, che a leggere i sondaggi il no è in recupero, è davvero poco credibile la proposta di sederci a un tavolo e discutere assieme di questa proposta per la fase attuativa". "Dopo i sondaggi - ha aggiunto - sono preoccupati e hanno fatto una riunione per dirsi che devono depoliticizzare"
Il referendum costituzionale sulla giustizia continua a tenere banco nel mondo politico. Oggi a intervenire sul voto, in programma il 22 e 23 marzo, è stato il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte: “La riforma costituzionale è nata blindata all'origine e oggi, che a leggere i sondaggi il no è in recupero, è davvero poco credibile la proposta di sederci a un tavolo e discutere assieme di questa proposta per la fase attuativa. Dopo i sondaggi sono preoccupati e hanno fatto una riunione per dirsi che devono depoliticizzare perché, attenzione, oggi lo stesso governo rischia". L’ex premier, durante un incontro per il "No" al referendum sulla riforma della giustizia, ha spiegato: "Mi sono permesso di dire, non ci avete fatto toccar palla in Parlamento e adesso volete coinvolgere le opposizioni? Non è così".
Conte: “Riforma traina premierato, che ridimensiona capo Stato”
"Se dovesse passare questa riforma farà da traino alla ripresa della riforma del premierato perché non puoi rivendicare la separazione de pm dagli altri giudici e il primato della politica senza poi compiere il passo avanti”, ha ribadito il leader di M5s Giuseppe Conte rispondendo a una domanda del direttore de La Nuova Sardegna Luciano Tancredi. "Quindi il premier deve avare un'investitura diretta, popolare, per consentire di dire a chi va a governare: 'a me hanno votato i cittadini'. E il presidente della Repubblica, che non è eletto dal popolo, è ridimensionato", ha concluso.
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Decaro (Pd): “Referendum non è sondaggio su popolarità governo”
Poche ore prima a intervenire è stato anche il presidente della Regione Puglia ed ex europarlamentare del Pd Antonio Decaro. Per l’esponente Dem il referendum "non è un sondaggio sulla popolarità o sull'impegno del governo in questi anni. Si tratta di una riforma costituzionale ed è per quello che va valutata". Il governatore pugliese si è dichiarato a sostengo delle ragioni del "No". "Io sto alle parole del ministro. Nordio ha detto che 'non è una riforma che rende più efficiente la giustizia, non accorcia i tempi del processo'. Non riformando la giustizia a favore dei cittadini, mi domando: Se non serve ai cittadini a chi serve? Forse alla politica per avere una sorta d predominio? Magari la separazione delle carriere può avere anche un senso, ma esiste di fatto dal 2005. La legge Cartabia ha previsto un'ulteriore separazione".
Romeo (Lega): “Centrodestra sia più determinato nella campagna”
A parlare è stato anche il capogruppo Lega al Senato Massimiliano Romeo, ospite a Start su Sky TG24: “È un referendum che riguarda una riforma costituzionale, non un referendum 'governo sì o no'. Il problema è che dall'altra parte i sostenitori del no sono particolarmente agguerriti e hanno cominciato a parlare invece che nel merito della riforma a parlare di tutto tranne che di referendum. A questo punto, giustamente, anche il centrodestra deve essere più determinato spiegando agli elettori che non c'è il quorum. Tutti devono andare a votare, tutto il popolo di centrodestra deve andare a votare, perché bisogna raggiungere l'obiettivo", ha concluso Romeo.