L’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione, riformulando il testo già ammesso a novembre, ha accolto la versione proposta dai 15 giuristi promotori della raccolta firme. Rispetto al primo quesito, il nuovo testo cambia per l'indicazione dei sette articoli della Costituzione modificati della riforma
Sì al nuovo quesito del referendum sulla riforma Nordio. È questa la decisione dell’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione che, riformulando il testo già ammesso a novembre, ha accolto la versione proposta dai 15 giuristi promotori della raccolta firme di 500mila cittadini. Fonti della Cassazione specificano inoltre che l'ordinanza non è ancora stata depositata. La nuova versione aggiunge al quesito originario il riferimento agli articoli della Costituzione modificati.
Il nuovo quesito
Il quesito originario recitava: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare' approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?". Nella nuova formulazione si aggiunge la frase: "Con la quale vengono modificati gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma1 e 110 comma 1 della Costituzione?".
Ceccanti: "La data referendum già indetta, ma si può ricorrere alla Consulta"
In merito all'accoglimento del nuovo quesito si è espresso anche l'esperto costituzionalista Stefano Ceccanti, docente di diritto pubblico comparato all'università La Sapienza di Roma ed ex parlamentare. "Premettendo il fatto che bisogna aspettare il deposito dell'ordinanza della Cassazione, credo che la data del referendum non cambi: il referendum è già indetto per decreto, verrebbe solo aggiornato il quesito e non servirebbero altri decreti che ne posticiperebbero la data", ha sottolineato Ceccanti. "Quindi il quesito cambia ma la data no. Attendiamo l'ordinanza. Non escluderei però che la questione potrebbe protrarsi qualora i promotori ritengano di chiedere di cambiare la data ricorrendo alla Consulta per conflitto di attribuzione. Anche in quel caso penso che però il ricorso non verrebbe ammesso", ha aggiunto.