Il ministro della Difesa è intervenuto a Rtl 102.5: "Attacchi diretti all'Italia da parte dell'Iran non sono in questo momento presi in considerazione. Il tema è invece il terrorismo"
La guerra in Medio Oriente (IL LIVEBLOG) continua a essere una preoccupazione anche per i risvolti che può avere sulla sicurezza interna italiana. A ribadirlo, in un'intervista rilasciata la mattina del 19 marzo a Rtl 102.5, è il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Attacchi diretti all'Italia da parte dell'Iran non sono in questo momento presi in considerazione - ha detto Crosetto -. Il tema è invece il terrorismo. Le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia, persone attivabili in qualunque momento per un atto di terrorismo. Sono dormienti da anni e collocate un po' in tutto il mondo. Questo è un problema più grosso".
"Non finirà nelle prossime settimane"
"Ho l'impressione che questa crisi non finirà nelle prossime settimane, il problema è che non acceleri e diventi più grande", ha aggiunto Crosetto. "La situazione è molto difficile e complessa - ha spiegato il ministro - perché gli Stati Uniti avevano l'idea che bastasse decapitare il regime di Teheran per avere condizioni che portassero a un cambio della leadership iraniana, mentre si stanno rendendo conto che la reazione preordinata iraniana è quella di scatenare il caos".
"A Hormuz con missione Onu"
A continuare a preoccupare è anche la situazione dello Stretto di Hormuz, per la quale Crosetto, intervistato ad Agorà Rai Tre, ha provato a spiegare quale potrebbe essere una eventuale soluzione, escludendo un intervento diretto europeo perché “una flotta europea sarebbe percepita come una flotta Nato quindi come una flotta che entra in guerra a fianco degli Stati Uniti ed Israele". Meglio sarebbe, invece, una missione sotto l'egida delle Nazioni Unite: "La bandiera Onu va innalzata. Una flotta che metta insieme Europa, Cina, Asia, India e tutti i Paesi del mondo”.
Nuovi interventi su prezzo carburanti
L'Italia, comunque, dopo il taglio delle accise, ha intenzione di continuare ad agire per arginare gli effetti economici ed energetici della crisi: "Uno dei temi che porrà la premier Meloni è iniziare a togliere alcune tasse che abbiamo messo, almeno momentaneamentee, per finanziare gli investimenti ecologici, toglierle per alcuni mesi per dimunire il prezzo dei carburanti. Parliamo di un impatto significativo sia sulle produzioni che sui carburranti. È una decisione che deve essere europea: 14 Stati appoggiano questa soluzione della Meloni, accantonare per qualche mese le battaglie ambientaliste delgli ultimi decenni non può far male a nessuno e può consentire ai cittadini di avere meno conseguenze".