Vannacci lascia la Lega, Salvini: "Deluso". Carroccio rievoca Fini: "La storia si ripete"
PoliticaDura reazione del leader leghista: "L'avevamo accolto quando aveva tutti contro ed era rimasto solo. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa". L'ex governatore del Veneto Zaia: "Non sono sorpreso, ha capito che era un corpo estraneo. Non ha mai avuto spirito di squadra, ma di caposquadra"
Roberto Vannacci ha detto addio alla Lega. "Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci", ha spiegato l'europarlamentare e ormai ex vicepresidente federale del Carroccio, che ha fondato il suo nuovo partito "Futuro Nazionale". Si dice "deluso e amareggiato" il numero uno della Lega, Matteo Salvini: "Lo avevamo accolto quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa". E il Carroccio, sui social, pubblica una foto di Gianfranco Fini alla fondazione del partito "Futuro e Libertà" - per il quale aveva lasciato il "Popolo della Libertà" di Silvio Berlusconi - commentando: "La storia si ripete".
Salvini: "Deluso e amareggiato"
"Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti", ha affermato Salvini in un lungo post sui social dopo l'addio di Vannacci. "Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l'opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l'ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito", ha ricordato il leader leghista.
Salvini: "Volevamo fare un lungo cammino assieme, ma..."
"Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà", ha detto Salvini. "In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa", ha aggiunto.
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L'ex governatore Zaia: "Non sono sorpreso, era un corpo estraneo"
Non è stupito l'ex governatore leghista del Veneto Luca Zaia, che non ha mai fatto mistero del suo scetticismo su Vannacci. "Non sono sorpreso. Semplicemente ha preso atto di essere un corpo estraneo, ora la Lega ne esce rafforzata", ha affermato all'Ansa. "L'uscita di Vannacci non la considero un terremoto. Forse il dibattito su di lui rischiava di intaccare la nostra compattezza, invece per noi è una compattezza ritrovata. Noi ora dobbiamo girare pagina, Vannacci faccia la sua strada, non ci servono analisi. La Lega è un partito che ha 30 anni e quindi sopravviverà a questo. Anche perché Vannacci non era la Lega", ha aggiunto. "Io non ho nessun rancore, zero assoluto per Roberto Vannacci. Lui ha avuto una corsia preferenziale, non ha fatto un minimo di militanza e per questo che ho detto che rischiava di diventare un corpo estraneo. Vannacci non ha mai avuto spirito di squadra ma solo di caposquadra, ma noi l'abbiamo già un segretario", ha concluso Zaia.