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Giornata della Memoria, Mattarella: "Shoah punto più oscuro della storia"

Politica
©Ansa

Il capo dello Stato ha posto l'accento sul "riproporsi e diffondersi" di "manifestazioni di razzismo e antisemitismo" ancora oggi, "indice di alta pericolosità e che interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l'Unione europea"

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Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto dare il suo messaggio in occasione della Giornata della Memoria in ricordo delle vittime della Shoah, celebrandone "l'mportanza massima senza che questa possa essere scalfita dal tempo.  Il "riproporsi e diffondersi" di "manifestazioni di razzismo e antisemitismo" ancora oggi, ha detto il capo dello Stato, è "indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l'Unione europea. Nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione per chi coltiva odio". "Mai nella storia dell'uomo uno sterminio era stato così lungamente progettato e così accuratamente programmato, nei minimi dettagli e con sconvolgente efficienza", ha proseguito Matteralla. "In tutti i rami e le categorie dello stato nazista - giuristi, medici, economisti, scienziati, giornalisti, ingegneri, burocrati, militari, semplici cittadini trasformati in delatori - vi furono adepti chiamati a dare e che fornirono il loro attivo contributo per realizzare i deliri omicidi di un dittatore e dei suoi perfidi complici. I volenterosi carnefici di Hitler, secondo la efficace definizione di Daniel Goldhagen". 

"Repubblica sorta da sangue deportati e combattenti per la libertà"

"La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore", ha proseguito Mattarella. "Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per quello in cui credevano". Alla senatrice Segre il capo dello Stato ha rivolto "la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell'odio, della vendetta, della violenza. Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l'affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati". 

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