La commissione Giustizia del Senato ha votato: via libera con 12 favorevoli e 10 contrari. Non c’è più la definizione di "consenso libero e attuale" che, se manca, definisce il reato di violenza. Nel nuovo testo aumento sanzioni e presunzione pro donna. Opposizioni all’attacco. Entro giovedì le richieste di nuove audizioni
Il testo base del disegno di legge sulla violenza sessuale è quello proposto da Giulia Bongiorno, relatrice del provvedimento e senatrice della Lega, nella nuova versione che aumenta le sanzioni. Così ha deciso la commissione Giustizia del Senato che ha votato per l'adozione del testo base. L'esito finale è di 12 voti favorevoli e 10 contrari. Ha votato anche la presidente della commissione, la relatrice Bongiorno. A favore il centrodestra, contrarie tutte le opposizioni (Pd, M5s, Italia Viva e Avs).
Cosa cambia
La proposta Bongiorno, al centro di forti polemiche, ha modificato il testo approvato all'unanimità alla Camera nel novembre scorso, introducendo la "volontà contraria" a un rapporto sessuale, e non più il "consenso libero e attuale" che, se manca, definisce il reato di violenza. Previsto, inoltre, un aumento delle sanzioni da 7 a 13 anni di reclusione nei casi di atti sessuali con violenza, minacce e abuso di autorità e da 6 a 12 anni per quelli compiuti contro la volontà della vittima. Questi ultimi aspetti sono stati aggiunti nella riformulazione presentata oggi dalla relatrice (nella prima versione, le pene erano di 6-12 anni nel primo caso e di 4-10 nel secondo).
Bongiorno: nel nuovo testo aumento sanzioni e presunzione pro donna
La stessa Giulia Bongiorno ha spiegato i punti cardine al termine della riunione: “Doppio aumento di pena, presunzione a favore della donna nei casi di freezing e dissenso accertato di volta in volta dal giudice, nessuna presunzione contro la donna”. Poi ha aggiunto che "nel primo testo presentato, su richiesta del Pd espressa nella seduta del 13 gennaio, siccome si erano opposti all'innalzamento delle pene, avevo fatto una graduazione nel senso di una riduzione. Siccome, da quello che ho capito, non è una cosa decisiva l'aumento delle sanzioni, invece per me sono decisive, perché per me la violenza è gravissima, allora nel testo di oggi voi potrete leggere un aumento di pena per la violenza senza consenso e se c'è violenza per costrizione addirittura da 7 a 13 anni, quindi un doppio aumento di pena”.
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Bongiorno: “Opposizioni volevano presunzione del consenso”
L'introduzione del concetto di "volontà contraria" di una persona a un rapporto sessuale, modificando quello precedente di "consenso", è dettato dalla necessità di superare la presunzione del consenso stesso, ha spiegato Bongiorno. Riferendosi alle opposizioni ha aggiunto: "Loro dicevano che questo consenso quasi doveva essere presunto. Secondo me non si deve presumere, nei contesti si devono accertare, io ho voluto ancorare questo dissenso ai casi concreti, recependo quello che dice la famosa e citatissima Convenzione di Istanbul: devi accertare il caso concreto. È molto più facile accertare la contrarietà di una volontà piuttosto che accertare un consenso che molti hanno chiesto: 'Come lo deve esprimere, con un modulo o con un altro?'. Personalmente io voglio mettere al centro la donna". E ha rimarcato: "Oggi nel codice la volontà della donna non c'è. Chi non vota questo testo rinuncia a introdurre nel codice la volontà della donna. Anzi, mi aspettavo che su questo, caso mai, sarebbe stata la mia parte politica a fare qualche opposizione. Io scrivo che in caso di incertezza c'è la presunzione del dissenso, è un concetto che non solo valorizza la donna, ma valorizza una presunzione a favore della donna nei casi di incertezza".
Bongiorno: “Patto bipartisan è stra-rispettato”
Il nuovo testo del disegno di legge è modificato rispetto a quello approvato all'unanimità alla Camera a novembre e che fu frutto di un accordo bipartisan tra la presidente del Consiglio e la leader del pd, Elly Schlein. "Posso dire in maniera chiara e categorica che il patto era per mettere al centro di questa legge la volontà della donna, patto stra rispettato”, ha detto la senatrice Bongiorno.
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Ira delle opposizioni
Di altro avviso sono le opposizioni. Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, dice: "È una questione di merito e una questione di metodo. Nel merito, ancora una volta saranno le donne a dover dimostrare di aver subito violenza e ancora una volta possono non essere credute. Ed è una questione di metodo: c'era un patto tra la leader del maggior partito di opposizione, la segretaria del Pd Schlein, e la premier Meloni, un patto chiesto dalle donne per avere una legge più giusta e che non le renda vittime una seconda volta. Il patto è stato tradito per assecondare la peggiore cultura maschilista presente nella maggioranza, con la complicità proprio di due donne, Bongiorno e Meloni. Così sono state tradite ancora una volta tutte le donne”. Al Senato i gruppi di opposizione hanno chiesto e ottenuto di fare nuove audizioni sul disegno di legge perché il testo base adottato oggi nella riformulazione della relatrice Giulia Bongiorno "è cambiato completamente".
Entro giovedì le richieste di nuove audizioni
Entro giovedì, primo febbraio, i gruppi parlamentari potranno presentare richieste di audizioni sul disegno di legge sulla violenza sessuale. In base al calendario dei lavori parlamentari, l'esame del testo dovrebbe cominciare in Aula il 10 febbraio. A chiedere un nuovo ciclo di audizioni sono state le opposizioni. Sul rischio che ciò possa far slittare l'esame, la relatrice del ddl Giulia Bongiorno (che è anche presidente della commissione) ha spiegato: "Io ero pronta ad andare in aula, qui nessuno vuole insabbiare perché io volevo andare avanti. Però siccome credo che l'intento è far capire che noi mettiamo al centro la donna e la sua volontà, se si raggiungesse un accordo sarebbe bene per tutti. Allora vediamo se questo ciclo di audizioni aiuta". Bongiorno ha aggiunto di non poter dare stime sui tempi dell'iter parlamentare ma ha chiarito: "Il primo obiettivo è fare un buon testo, il secondo è vedere di trovare un accordo e il terzo non allungare troppi tempi. Però diciamo lo metterei come terzo e non prima degli altri due".