Prodi: "Pd partito da rifondare, non appoggerò nessuno al Congresso"

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L'ex premier in un'intervista a La Stampa parla del Pd, di Letta , del risultato elettorale e della nuova premier Giorgia Meloni partendo da un concetto chiaro: è urgente rifondare le basi ideologiche e programmatiche del Pd 

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Il Partito democratico si è autodistrutto con i suoi conflitti interni, gli italiani vanno alla ricerca del fenomeno, Giorgia Meloni è estremamente abile, i Cinque stelle si sono spostati a sinistra perché hanno trovato un serbatoio lasciato vuoto. Romano Prodi è un fiume di parole nell’intervista a La Stampa.  L'ex presidente del consiglio e padre fondatore del partito di sinistra si confessa: “Per la nuova leadership del Pd non appoggerò nessuno, Elly Schlein come futura leader è una invenzione totale, non farò endorsement, non entrerò assolutamente nel congresso che farà il Pd, ma che personalmente chiedo dal 2019". Poi spiega: “Sono passati tre anni. Pensavo allora e penso ancora che sia urgente rifondare le basi ideologiche e programmatiche del Pd". 

Per Prodi è un errore partire dai nomi

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 "Si parta da un grande dibattito popolare, centrato su una quindicina di temi che stanno a cuore alla gente, quelli dei quali si parla a tavola: energia, scuola, salute, cambiamento climatico" spiega il Professore a La Stampa. "Ogni settimana una ventina di personalità, interne ed esterne al partito, ne discuta in rete con migliaia e migliaia di persone, se ne estraggano poi delle tesi sulle quali il partito dovrà misurarsi" aggiunge Prodi. 

Prodi: Letta ha condotto una campagna di ragionamento e no di slogan

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Riguardo al risultato elettorale Prodi dichiara: "I Cinque Stelle si sono spostati a sinistra, anche perchè hanno trovato un serbatoio lasciato vuoto. E questa è una responsabilità anche del Pd”. “ E tuttavia, anche se il Pd si è autodistrutto con i suoi conflitti interni, resta l'unico vero partito". Poi aggiunge: "Letta ha condotto una campagna di ragionamento e non di slogan. Forse non era il momento - commenta Prodi - ha però sostenuto il governo e ha avuto il merito di continuare a farlo".

Prodi: gli italiani vanno alla ricerca del fenomeno

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Se si va a congresso partendo dai nomi, vorrà dire che pure il Pd avrà scelto di affidarsi a un leader fenomeno" spiega Prodi nell'intervista a La Stampa.  "A Bruxelles non sono chiamati a fare i tutori, ma vi sono regole europee che abbiamo sottoscritto e che devono essere rispettate" aggiunge Prodi. La vittoria di Fdi "è la naturale prosecuzione di una storia che dura da anni: gli italiani vanno alla ricerca del fenomeno. I partiti sono destrutturati e si vota per emozioni non con la ragione" . Per il Professore "Giorgia Meloni è estremamente abile. Per la capacità di cancellare ogni altra presenza e per come ha utilizzato la sua opposizione al governo Draghi. A suo favore possiamo dire che potrebbe essere la prima donna premier" conclude Prodi. 

 

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