Meeting di Rimini, Draghi: "L'Italia ce la farà con qualsiasi governo. Andate a votare"

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Il presidente del Consiglio torna dopo due anni all’evento organizzato da Cl. Nel suo intervento si rivolge subito ai giovani: "Sono colpito dal vostro entusiasmo, siete voi la speranza della politica". Poi ricorda che "siamo in un momento complesso per l'Italia e l'Europa" e che i cambiamenti climatici richiedono "una risposta decisa e urgente". E lancia un appello in vista del 25 settembre: "Invito tutti ad andare a votare". E sul gas: "Costi insostenibili, serve un tetto Ue"

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A due anni dal famoso discorso sul "debito buono", il presidente del Consiglio dimissionario Mario Draghi torna al Meeting di Cl a Rimini (IL PROGRAMMA). "Vivete la politica soprattutto come testimonianza di una vita coerente con gli ideali, sperate, combattete e costruite. Voi siete la speranza della politica", ha detto il premier rivolgendosi per prima cosa ai giovani presenti. Poi ha ricordato che "siamo in un momento complesso per l'Italia e per l'Europa" e ha sottolineato come i cambiamenti climatici richiedano "una risposta decisa e urgente". E non è mancato un appello in vista delle elezioni del 25 settembre: "Invito tutti ad andare a votare. Sono convinto che il prossimo governo, di qualunque colore sarà, riuscirà a superare le difficoltà che sembrano insormontabili: l'Italia ce la farà anche questa volta". Poi un riferimento al conflitto in Ucraina - "Non posso che associarmi alle parole del Santo Padre: si eviti un disastro nucleare" a Zaporizhzhia" - e alla crisi energetica: "La Russia non ha esitato a usare il gas come arma geopolitica contro l'Ucraina e suoi alleati europei". Al suo arrivo, fuori dalla Fiera di Rimini ad attendere Draghi tante persone che non hanno mancato di esprimere il proprio apprezzamento con lunghi applausi, alcuni facendo risuonare un "bravo presidente" e anche un più colloquiale e amichevole, "grazie Mario", mentre il premier si prestava per le foto di rito a fianco degli esponenti istituzionali. Sono stati 32 gli applausi durante il suo intervento. Poi, al termine del discorso, ha raccolto sul podio l'ultima ovazione finale e si è avviato verso l'uscita visibilmente commosso.

"Insieme abbiamo dimostrato che l'Italia è un grande Paese"

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L'ultima volta al meeting, ha detto Draghi all'inizio del suo discorso, "eravamo in una fase acuta e dolorosa della pandemia e si provava a riflettere su come ricostruire", con la "necessità di sostenere famiglie e imprese. Dissi di tornare ad una crescita sostenibile, parlai di debito buono e debito cattivo. Queste idee hanno ispirato il governo di unità nazionale". "Anche oggi siamo in un momento estremamente complesso per l'Italia e l'Ue - ha proseguito - con il quadro geopolitico in rapida trasformazione con il ritorno della guerra e le tensioni su Taiwan. La congiuntura economica è segnata da una profonda incertezza" e l'inflazione "pesa in modo molto gravoso sui bilanci di famiglie e imprese". "Sembravamo avviati verso una ripresa lenta e incerta - ha detto Draghi - A 18 mesi di distanza possiamo dire che non è andata così: gli italiani hanno reagito con coraggio e concretezza e hanno riscritto una storia che sembrava già decisa. Insieme abbiamo dimostrato che l'Italia è un grande Paese che ha tutto quello che serve per superare le difficoltà che la storia ci mette davanti".

"Costi del gas insostenibili, serve tetto Ue"

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Inevitabile un passaggio sulla crisi energetica e il conflitto in Ucraina. I costi del gas, ha detto Draghi, "hanno raggiunto livelli insostenibili" con "picchi" più "di 10 volte" rispetto ai "valori storici. Abbiamo spinto molto a livello Ue per un tetto massimo al prezzo del gas. Alcuni Paesi continuano ad opporsi perché temono blocchi delle forniture". Ma i "limiti di questa posizioni" sono evidenti: "L'Ue si trova con forniture incerte e costi aumentati. Al prossimo Consiglio europeo sarà presentata una proposta dalla Commissione". Con i nuovi "rigassificatori l'Italia sarà in grado di essere completamente indipendente dal gas russo dall'autunno 2024. È un obiettivo fondamentale per la sicurezza nazionale", ha sottolineato Draghi. Le importazioni di gas russo sono "sempre meno significative e una loro eventuale interruzione avrebbe un impatto minore, gli stoccaggi sono oramai all'80% in linea con il raggiungimento del 90% entro ottobre. Il governo ha predisposto i necessari piani di risparmio del gas, con intensità crescente a seconda della quantità di gas che potrebbe venire eventualmente mancare. Ma avete sentito il ministro Cingolani e cosa preveda per quanto riguarda il risparmio energetico".

"Senza difendere l'Ucraina non possiamo dirci europei"

"L'invasione russa dell'Ucraina ha trovato un'Italia con una posizione chiara, al fianco del popolo ucraino e del suo diritto a difendersi. Una posizione concordata con l'Ue e gli alleati - ha ricordato Draghi - L'Ucraina è un Paese libero, sovrano e democratico, non possiamo dirci europei se non siamo pronti a difendere la libertà dell'Ucraina e dell'Europa. Allo stesso tempo dobbiamo essere pronti" a cercare "una pace duratura e sostenibile". E non c'è contraddizione tra questo e l'imposizione di "sanzioni efficaci contro la Russia".

"Nuovo governo mantenga nostro spirito repubblicano"

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Draghi, dopo aver invitato tutti ad andare a votare, ha detto: "Mi auguro che chiunque avrà il privilegio" di andare al governo "saprà rappresentare lo spirito repubblicano che ha animato dall'inizio il nostro esecutivo". A fronte della crisi che abbiamo davanti, ha aggiunto, "spetta a chi ha responsabilità di governo dire la verità e rassicurare i cittadini con risposte concrete. Le sfide sono molte: come continuare a diversificare gli approvvigionamenti energetici, come calmierare le bollette", come spingere sulle "energie rinnovabili per affrontare il cambiamento climatico", come perseguire "stabilità dei conti pubblici ed equità, come assicurare all'Italia" di mantenere il ruolo di "protagonista nel mondo all'interno dell'Ue e il legame transatlantico. È un passaggio storico che va affrontato". Poi, parlando della cosiddetta "agenda Draghi" ha aggiunto: "Saranno gli Italiani a scegliere" il futuro Parlamento e quindi il "programma del futuro esecutivo. Io posso fare solo una sintesi dei principi, del metodo utilizzato" e dei "risultati conseguiti". Quindi, il presidente del Consiglio si è soffermato sulle parole "verità" e "speranza": "Non bisogna tacere le difficoltà ma non è onesto descriverle come calamità che ci rendono inerti. Supereremo questi ostacoli. La fiducia nel futuro sarà la nostra forza".

"Dialogo partiti sempre necessario, ritrovare coesione"

"La nostra credibilità interna ed esterna ha molto beneficiato della coesione che tutti abbiamo saputo dimostrare davanti alle avversità", ha detto Draghi, sottolineando che" questa coesione avrà una declinazione diversa" dopo la fine dell'unità nazionale ma "il dialogo tra forze politiche è necessario anche nello scontro tra posizione diverse, si dovrà ritrovare la coesione nel sentire comune di tutti i protagonisti nel loro senso di appartenenza alla Repubblica e agli ideali della Ue".

"Protezionismo e isolazionismo non coincidono con l'interesse nazionale"

"La credibilità interna deve andare di pari passo con quella internazionale - ha detto ancora il presidente del Consiglio - L'Italia è Paese fondatore dell'Unione europea, protagonista del G7 e della Nato. Protezionismo e isolazionismo non coincidono con il nostro interesse nazionale". "L'Italia ha bisogno di un'Europa forte tanto quanto la Ue ha bisogno di una Italia forte", ha aggiunto, sottolineando che "dalle illusioni autarchiche del secolo scorso alle pulsioni sovraniste l'Italia non è mai stata forte quando ha deciso di fare da sola. Il posto dell'Italia è al centro dell'Unione europea, ancorato al Patto atlantico. ai valori di democrazia, libertà e progresso che sono nella storia della nostra Repubblica".

"Tasse extraprofitti giuste, essenziale contributo senza ritardi"

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"In questa fase del ciclo economico era giusto dare e non prendere - ha proseguito Draghi - Non abbiamo mai aumentato tasse, tranne quelle per gli extraprofitti" nel settore energetico per chi ha fatto "utili senza precedenti", un aumento che si è tradotto nella penalizzazione della maggior parte di cittadini e imprese. "È giusto e essenziale che contribuiscano senza ritardare". Poi ha aggiunto: "La nostra agenda sociale è stata questa: crescita, occupazione dignità nella vecchiaia, ai giovani fiducia e mezzi per raggiungere i loro obiettivi. Con la riforma dell'Irpef e l'assegno unico a regime" sono stati stanziati "quasi 14 miliardi in più per le famiglie e riorganizzati e semplificati" gli strumenti.

"Calo debito mai così significativo"

"Il miglioramento dei conti non" si deve "solo alla fase economica espansiva - ha spiegato Draghi - Mai negli ultimi 20 anni un'uscita dalla recessione era stata accompagnata da una riduzione così significativa del rapporto debito/Pil". Se saranno confermate anche le ultime previsioni, "si tratterebbe del maggior calo in termini assoluti in un biennio a partire dal dopoguerra".

"Puntiamo a più alto numero target Pnrr prima del voto"

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"Le erogazioni dei finanziamenti del Pnrr ,191,5 miliardi - ha ricordato poi Draghi -dipendono dalla valutazione che la Commissione fa del piano e della sua attuazione, quindi dalla capacità di realizzare le politiche innovative nei tempi stabiliti come fatto finora: abbiamo conseguito tutti gli obiettivi" delle prime due scadenze e "siamo al lavoro per raggiungere il più alto numero possibile di obiettivi prima del cambio di governo".

"Su scuola abbiamo scelto di riaprire prima possibile"

"Mancano pochi giorni alla riapertura dell'anno scolastico - ha detto Mario Draghi - Abbiamo scelto di riaprire appena possibile, consci del rischio calcolato, nonostante tanti voci scettiche ci dessero per irresponsabili", ma "i fatti ci hanno dato ragione" con la "pandemia e la pressione su ospedali sotto controllo".

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