Elezioni comunali, a Parma ballottaggio tra Guerra e Vignali: cosa c’è da sapere

Politica

Al primo turno nella città ducale nessun candidato ha superato il 50% più uno delle preferenze. Perciò al ballottaggio si affronteranno l’ex assessore della giunta Pizzarotti, sostenuto da una coalizione larga di centrosinistra, e l’ex sindaco, che ha ricevuto anche l’appoggio di Fratelli d’Italia. Saranno decisivi i voti del terzo classificato alla prima tornata, il civico Dario Costi, sostenuto anche da Azione

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Parma è uno dei tredici capoluoghi di provincia che non sono riusciti a eleggere il nuovo sindaco al primo turno delle elezioni comunali che si sono tenute lo scorso 12 giugno (I RISULTATI - CHI ERANO I CANDIDATI). Nella città emiliana, nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza del 50%+1 richiesta e si andrà quindi al ballottaggio tra i due nomi più votati. I parmigiani tornano dunque alle urne domenica 26 giugno e dovranno scegliere tra Michele Guerra, assessore uscente della giunta Pizzarotti e l’ex sindaco Pietro Vignali, che ha già ricoperto la carica tra il 2007 e il 2011 (LO SPECIALE SULLE COMUNALI DI SKY TG24 - L'ANALISI DEI RISULTATI).

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Erano dieci i candidati al primo turno delle elezioni nella città ducale. Michele Guerra, scelto dal sindaco uscente Federico Pizzarotti per ricoprire la carica di assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili, ha ottenuto il 44,18% delle preferenze, doppiando il suo sfidante di centrodestra, Pietro Vignali, sostenuto però soltanto da Lega e Forza Italia. A sostenere Guerra c’è un ampia coalizione di centrosinistra, che include anche Effetto Parma, il movimento fondato da Pizzarotti dopo la sua uscita dal Movimento 5 Stelle, che invece non si è presentato. Umore decisamente diverso nel centrodestra. “Spero che il 26 giugno gli elettori del centrodestra non possano che votare il sottoscritto: noi ci rivolgeremo soprattutto al partito dell’astensionismo che qui è quasi il primo partito”, ha dichiarato invece Vignali, che ha ottenuto il 21,25% dei voti. A pesare è stata soprattutto l’assenza di Fratelli d’Italia, che ha deciso di correre da sola appoggiando Priamo Bocchi, che ha ottenuto il 7,53% dei consensi, classificandosi quarto. Al terzo posto invece si è piazzato il civico Dario Costi, sostenuto da Azione di Carlo Calenda, che ha ottenuto il 13,49% dei voti.

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Entrambi gli schieramenti hanno già avuto importanti endorsement che potranno influire sul risultato che uscirà dalle urne domenica 26 giugno. Da un lato il partito di Giorgia Meloni ha dichiarato che appoggerà convintamente Vignali pur senza aver ufficializzato un apparentamento. Dall’altro invece le liste che hanno appoggiato Costi, come Azione e Civiltà Parmigiana, hanno dichiarato che non voteranno Vignali. Nonostante i partiti che l’hanno appoggiato abbiano espresso una chiara preferenza in vista del ballottaggio, Costi però ha deciso di non esprimersi pubblicamente, preferendo rimanere equidistante tra i due candidati. Una scelta che potrebbe anche incidere sul voto del 26 giugno.

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La scheda per il ballottaggio comprende il nome e il cognome dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro l'apposito rettangolo, sotto il quale sono riprodotti i simboli delle liste collegate. Il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto. Secondo la normativa vigente, "dopo il secondo turno è proclamato eletto sindaco il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. In caso di parità di voti è proclamato eletto sindaco il candidato collegato, ai sensi del comma 7, con la lista o il gruppo di liste per l'elezione del consiglio comunale che ha conseguito la maggiore cifra elettorale complessiva. A parità di cifra elettorale, è proclamato eletto sindaco il candidato più anziano d’età”.

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