Quirinale, Letta: ora vertice maggioranza. Conte: ok donna al Colle. LeU e Iv: no Belloni

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In mattinata centrosinistra e M5s hanno deciso di astenersi dopo la decisione del centrodestra di proporre Casellati. Nella sesta votazione è stata invece scheda bianca. Il segretario Pd: "La soluzione sul Quirinale non può spaccare la maggioranza, subito incontro". I dem: sul tavolo diversi nomi. Il leader M5S su una presidente donna: "Almeno due (figure, ndr), solide e super partes". Renzi: "Conte, Meloni e Salvini se votano Belloni è perché vogliono andare a votare". Grillo su Twitter appoggia Belloni

Le forze politiche continuano a lavorare per decidere chi eleggere come prossimo presidente della Repubblica, e si apre il dialogo fra centrosinistra e M5S e centrodestra (LO SPECIALE - IL REGOLAMENTO - GLI AGGIORNAMENTI LIVE). Nella seconda votazione di giornata (la sesta in totale), Pd, M5S, LeU e Italia Viva votano scheda bianca. A prendere più voti (336) è stato il capo dello Stato uscente Sergio Mattarella, che non ha però raggiunto il quorum (505). Centosei le schede bianche e quattro quelle nulle. L'asse di centrosinistra ha invece seguito la tattica dell'astensione durante la votazione in mattinata, che ha visto la candidatura della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati da parte del centrodestra.

Una giornata di incontri

Durante il pomeriggio, alla Camera, si sono riuniti per un incontro Salvini, Letta e Conte, e il leader dem ha poi dichiarato: "Sono in corso discussioni e poi vedremo, ci stiamo parlando". "Ho l'impressione che ci sia la sensibilità di Salvini, spero di tutto il Parlamento, per la possibilità di una presidente donna, il M5s lo ha sempre detto", ha dichiarato Conte, parlando di "almeno due (figure, ndr), solide e super partes". E rispunta il nome della direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Elisabetta Belloni, che però non piace a LeU e Italia Viva. Fonti del Nazareno: si discutono "nomi come Severino, Belloni, Cartabia". Intanto Beppe Grillo twitta: "Benvenuta Signora Italia, ti aspettavamo da tempo. #ElisabettaBelloni". In serata nuovo vertice tra Pd, M5s e Leu: "Sono in corso contatti e confronti e nessuna decisione è già stata assunta. Sul tavolo ci sono diverse candidature con autorevoli personalità anche femminili. Come abbiamo sempre detto è fondamentale che sul nome del prossimo Presidente della Repubblica ci sia una larga condivisione". 

Letta: "Stiamo discutendo su un nome"

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"Non so se domani (il 29 gennaio, ndr) è il giorno buono - ha aggiunto Letta parlando a Sky TG24 dell'incontro con Conte e Salvini - Cerchiamo di essere il più rapidi e efficienti possibili: ognuno è una minoranza ma è importante che dentro la maggioranza che sostiene il governo si trovi un'intesa, che possa essere anche più larga". "Abbiamo finalmente iniziato a parlare, ma siamo all'inizio - ha proseguito il leader dem - Sono fiducioso che l'inizio di questo dialogo possa portare alla soluzione. Non sarà semplice. Non sono sicuro che si esca con un nome adesso. Bisogna trovare una soluzione che tiene". "Stiamo discutendo su un nome. È complicato e non è facile anche dal fatto che per giorni si è andati su altrie piste - ha proseguito Letta - È una discussione che poteva iniziare giorni fa. Adesso si parte veramente, abbiamo girato a vuoto per quattro giorni. Rapidamente ma per una buona soluzione. Di nomi non parlo pubblicamente, qualunque nome io faccia è un nome che ha una difficoltà. Voglio attenermi alla sobrietà". Il segretario Pd ha chiesto un vertice di maggioranza, definito "fondamentale" soprattutto alla luce della scelta di Forza Italia di staccarsi dal centrodestra e proseguire le trattative da sola. Tajani ha infatti raccolto subito la proposta dei dem, dicendosi disponibile all'incontro.

Fonti Pd: candidature donne di valore, ma serve serietà

"Sono finalmente in corso, dopo il fallimento del muro contro muro voluto dal centrodestra, confronti e discussioni su alcune possibili soluzioni - fanno sapere fonti del Nazareno - Tra queste anche candidature femminili di assoluto valore. Ma ci vuole serietà, la cosa peggiore è continuare col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa. Per noi rimane fondamentale preservare l'unità della maggioranza di governo. Intanto invitiamo tutti a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del Presidente Mattarella".

Conte: "Nome donna sempre stato auspicio M5s"

"Sono molto felice che anche le altre forze politiche mostrino di voler convergere su un profilo femminile di alto livello per eleggere la prima Presidente donna della nostra Repubblica - scrive Conte in un tweet - È sempre stato un nostro auspicio". "Trovo indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Elisabetta Belloni senza un accordo condiviso - dice invece Luigi Di Maio - Lo avevo detto ieri: prima di bruciare nomi bisognava trovare l'accordo della maggioranza di governo. Tutto ciò, inoltre, dopo che è stata esposta la seconda carica dello Stato. Così non va bene, non è il metodo giusto".

M5s: "Si lavora per presidente donna"

"Il nostro Presidente Giuseppe Conte lo ha detto fin dall'inizio delle trattative: è il momento di eleggere una donna come Presidente della Repubblica. Può essere un passaggio storico, una straordinaria innovazione del nostro sistema politico - si legge in un post Facebook del M5S - Adesso l'idea del Movimento 5 Stelle ha convinto anche le altre forze politiche. Quando abbiamo parlato di donne non abbiamo mai pensato ad una 'etichetta' generica, ma a profili di grande qualità, di straordinaria esperienza, di spiccata autorevolezza e soprattutto in grado di rappresentare, senza distinzioni, tutti i cittadini del Paese". "Alcuni dei nomi individuati dal M5S sono stati portati subito sui tavoli delle trattative - si legge - a dimostrazione che per noi il riferimento al profilo femminile non è retorico, ma concreto e convinto. Nelle prossime ore si lavorerà perché questa idea abbia un nome e un volto. Un nome e un volto femminile per la prima volta nella storia della nostra Repubblica".

Renzi: "Belloni? Diremo no con forza"

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Chi è Elisabetta Belloni, tra i nomi in corsa per il Quirinale

Uno dei nomi che è tornato a circolare in serata, anche alla luce delle dichiarazioni dei leader politici su un presidente donna, è quello della direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza Elisabetta Belloni. Un nome che però non piace al leader di Italia Viva Matteo Renzi: "Conte, Meloni e Salvini, se votano Belloni è perché vogliono andare a votare. La candidatura di Belloni nasce dall'asse che vuole andare al voto. Belloni è lo strumento surrettizio per il voto, la garanzia della fine della legislatura. Non è minimamente possibile votare la capo del Dis, dai servizi segreti, alla presidenza della Repubblica: c'è un codice etico istituzionale che chi vive di sondaggi non considera valido. Questo non sta in cielo né in terra". "Se il nome è il suo,  diremo no con forza - ha aggiunto - Lo dico al Pd, a Forza Italia, a chi non vive di sondaggi". "Elisabetta Belloni è una straordinaria professionista, un'amica - ha proseguito - Ma in una democrazia compiuta nel 2022, il capo dei servizi segreti in carica non diventa presidente della Repubblica, se non lasciando tuti gli incarichi e candidandosi davanti a tutti i cittadini".

Fonti Leu: "Inopportuna la candidatura del capo dei servizi segreti"

"Con tutto il rispetto per la competenza e la capacità di Elisabetta Belloni, in un Paese democratico è assolutamente inopportuno che il capo dei servizi segreti diventi presidente della Repubblica - commentano anche fonti di LeU - Allo stesso modo non è accettabile che la presidenza della Repubblica e la guida del governo siano affidate entrambe a personalità tecniche e non politiche".

Niente quorum per Casellati nel primo voto

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La prima votazione di oggi, iniziata alle 11, si è conclusa con 382 voti a favore della candidata del centrodestra, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, 46 per l'attuale capo dello Stato Sergio Mattarella, 38 per il magistrato Nino Di Matteo e meno di dieci ciascuno per altri candidati come il coordinatore di Fi Antonio Tajani e la ministra della giustizia Marta Cartabia. Alla chiama non hanno risposto gli esponenti di Pd, M5s, LeU e Italia Viva. I leader di centrosinistrae M5S, in mattinata avevano deciso anche di disertare la riunione di maggioranza proposta dal leader leghista Matteo Salvini .

"Grave errore candidare Casellati unilateralmente"

"Consideriamo la unilaterale candidatura della seconda carica dello Stato, peraltro annunciata a un'ora dalla quinta votazione, un grave errore", avevano fatto sapere Pd, M5S e LeU. Il segretario del Partito democratico Enrico Letta, che finora aveva mantenuto uno spirito propositivo, incalza: “Mi sto chiedendo sinceramente se ho fatto bene a fidarmi [del centrodestra], siamo stati portati in giro per tre giorni. L’impressione è che abbiano tentato di dividerci con idee fantasiose”. L’irritazione di Letta si deve soprattutto alla decisione del centrodestra di votare per la presidente del Senato Elisabetta Casellati che si è poi risolta in un nonnulla e che anche il M5S ha definito un "atto poco serio". Tanto che, dopo il mancato raggiungimento del quorum, Letta ha commentato: "Stamattina ero ottimista, è andata bene".

Conte: "Non si può procedere con strappi"

"Siamo in un corto circuito istituzionale. Abbiamo rinunciato a proporre una controlista di candidati per favorire una candidatura condivisa e super parters, ma sono tre giorni che inseguiamo il centrodestra. Lo invitiamo a fare un esame di coscienza", aveva detto Conte prima della quinta votazione. "Io non ho fatto inciuci, ho messo a disposizioni le mie modestissime capacità di mediazione e di pazienza per trovare una soluzione che non può che essere di alto profilo. Non si può procedere con questi strappi". E ancora: "Noi non partecipiamo a questi atti di forza, a queste conte sulle cariche istituzionali".

Da oggi due votazioni al giorno

La riunione congiunta dei capigruppo, intanto, ha deciso di passare a due votazioni al giorno a partire da oggi. "La decisione di prevedere 2 votazioni già dalla giornata di oggi, come aveva auspicato il segretario dem Enrico Letta, è una scelta giusta e bene ha fatto il presidente della Camera Roberto Fico a proporla", ha detto il deputato dem Emanuele Fiano. "La condizione di emergenza in cui si trova il Paese mentre siamo impegnati nell'elezione del Presidente della Repubblica ci impone di serrare i tempi per giungere a una soluzione che noi ci auguriamo, come abbiamo ripetuto sin dall'inizio, sia di ampio consenso".

 

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