Quirinale, Salvini: "Basta veti da Letta. Pericoloso togliere Draghi da Chigi"

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Dopo il passo indietro di Berlusconi, la sua coalizione cerca altri nomi. Si va verso scheda bianca alla prima votazione: "Decideremo lunedì", spiega il leader leghista. E aggiunge: “Siamo a lavoro nella certezza che, nell'interesse del Paese, da sinistra non ci saranno altri veti”. Tensione su Draghi: Berlusconi chiede che completi la legislatura, FdI non è d’accordo. Intanto, centrosinistra e M5S si riuniscono e propongono un tavolo con tutte le forze politiche

Alla vigilia del primo voto per eleggere il prossimo presidente della Repubblica, previsto per lunedì, continuano le riunioni e le trattative tra i partiti per arrivare ai nomi dei possibili candidati. Mentre i leader del centrosinistra e del M5S si riuniscono e propongono un tavolo con tutte le forze politiche, nel centrodestra si discute ancora dopo il passo indietro di Silvio Berlusconi arrivato sabato sera e la linea dettata dall’ex premier di mantenere Mario Draghi a Palazzo Chigi. Secondo il leader della Lega Matteo Salvini, che ha sentito Berlusconi al telefono, servono ora “donne e uomini di altissimo profilo”. Secondo quanto emerso, il centrodestra sarebbe orientato a votare scheda bianca alla prima votazione: ma la decisione ufficiale, sarà presa solo lunedì, quando sono in programma le riunioni dei partiti con i propri delegati (LO SPECIALE - IL SONDAGGIO - LE CURIOSITÀ).

Salvini: presto "nomi di alto profilo"

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Salvini ribadisce quindi che presto ci saranno “nomi di alto profilo” e dice “basta” ai veti del segretario del Pd Enrico Letta. Il nome di Pier Ferdinando Casini, sottolinea poi Salvini, non è una proposta del centrodestra. E spiega, fuori dalla Camera: "Togliere Draghi dalla presidenza del Consiglio sarebbe pericoloso". Già nel corso della giornata il leader del Carroccio aveva ribadito: "Dopo la straordinaria generosità di Silvio Berlusconi il centrodestra è al lavoro nella certezza che, nell'interesse del Paese, da sinistra non ci saranno No o veti incrociati come avvenuto fino a ieri. Siamo pronti a proporre donne e uomini di altissimo profilo". Fonti leghiste hanno anche confermato una telefonata tra Salvini e Berlusconi: prima Salvini avrebbe ribadito al Cavaliere il ringraziamento e la stima per quanto ha deciso, poi i due si sarebbero confrontati sulla situazione politica. Si stanno vagliando proposte di alto profilo, donne e uomini, "sulla cui levatura difficilmente qualcuno potrà porre veti", avrebbe confermato Salvini, aggiungendo che "Berlusconi è sereno e sta bene". Il leader della Lega oggi a Roma ha anche incontra i capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo e poi i governatori e i delegati regionali della Lega. Secondo quanto si apprende, oggi a Montecitorio per il voto per il presidente della Repubblica ci sarà anche il senatore leghista Umberto Bossi.

Il passo indietro di Berlusconi e il no a Draghi

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Il passo indietro di Berlusconi è arrivato sabato sera. Sette giorni dopo la proposta del centrodestra, l’ex premier ha sciolto la riserva e ha annunciato: “Ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare a indicare il mio nome per la presidenza della Repubblica”. La nota di Berlusconi è stata letta da Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia, durante il vertice del centrodestra, trasformato all'ultimo in una riunione via Zoom. Il Cavaliere non è apparso in collegamento (secondo l'Ansa è ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano da giovedì scorso, mentre il primario Alberto Zangrillo dice da questa mattina), ma non ha rinunciato a dettare la sua linea: “Considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr", ha sottolineato citando anche le riforme indispensabili su fisco, giustizia e burocrazia. E sul successore di Mattarella ha aggiunto: "Faremo una proposta condivisa del centrodestra all'altezza, in grado di avere il massimo consenso possibile”.

Le tensioni con Fdi

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Dopo la scelta di Berlusconi di rinunciare alla corsa al Colle, sono arrivate parole di apprezzamento sia da Salvini sia da Giorgia Meloni. Ma non sono mancate tensioni con Fratelli d’Italia su Draghi, con la leader che ha precisato: "FdI ha insistito affinché fosse chiaro che non auspica in alcun modo che la legislatura prosegua, come invece possono eventualmente ritenere le forze politiche della maggioranza". Meloni ha quindi respinto il vecchio timore che non si torni al voto subito, se le due coalizioni trovassero un accordo su Draghi al Colle. E ha specificato: "La questione di Mario Draghi al Quirinale, sulla quale non abbiamo espresso alcun giudizio, non è stata posta e sarebbe semmai un problema che possono avere le forze che partecipano al suo governo". Secondo quanto si apprende, Fratelli d'Italia riunirà lunedì mattina i suoi 64 grandi elettori, tra parlamentari e delegati regionali, e valuteranno insieme la posizione da tenere, compresa un'eventuale scheda bianca alla prima votazione o con il nome di un candidato. Al momento non ci sono indicazioni. "Per noi si fa un passo alla volta. Preso atto che il Cavaliere si è ritirato, ora il nostro obiettivo, in lealtà con il resto della coalizione, è quello di trovare un candidato di centrodestra. Se non si riuscisse a trovare, prendiamo in considerazione altre ipotesi. Di certo, consapevoli che non siamo decisivi col nostro 6% in Parlamento ma che nel Paese c'è una sensibilità diversa, credo che Meloni proporrà nomi adeguati per contribuire alla partita", ha precisato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Francesco Lollobrigida. Lollobrigida non è entrato nel merito del nome di Draghi per un'eventuale corsa al Colle: "Le affermazioni su di lui esulano da noi, per FdI oggi Draghi presiede un governo di cui non condividiamo lo spirito e lì ci fermiamo".

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