Decreto semplificazioni, vertice a Palazzo Chigi: stralciata norma sul condono

Politica

Riprende il dialogo tra i partiti della maggioranza per trovare un accordo, dopo la riunione-fiume di ieri. Diverse fonti hanno espresso dubbi sul fatto che il Cdm sul provvedimento sia convocato giovedì. Intanto Conte sente Merkel in vista della presidenza tedesca dell'Ue: al centro della telefonata, il Recovery Fund

Riprende oggi il confronto tra i partiti di governo sul dl semplificazioni. Ieri il premier Giuseppe Conte, nel mezzo dello scontro Pd-M5S sul Mes, ha provato a riannodare i fili della maggioranza con un vertice sul provvedimento. E' quasi certo ormai lo stralcio della norma sui condoni edilizi inserita nella bozza. “C'è questo orientamento”, hanno spiegato. "Ci sono probabilità che arriveremo a un testo innovativo", ha commentato il vice segretario Pd Andrea Orlando. Intanto, prima della riunione, il presidente del Consiglio aveva sentito al telefono la cancelliera Angela Merkel, in vista della presidenza tedesca dell'Ue: al centro della conversazione, il Recovery Fund.

Si cerca intesa sul dl semplificazioni

leggi anche

La bozza del decreto semplificazioni

Riguardo al dl semplificazioni, considerato uno dei decreti-cardine per il rilancio post-Covid (GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE), a Palazzo Chigi è andata in scena una riunione-fiume con i capi delegazione del governo e i rappresentanti dei gruppi parlamentari di maggioranza. La principale novità è lo stralcio della norma che, secondo i suoi detrattori, avrebbe agevolato i condoni edilizi da parte dei Comuni. Si discute anche sulla norma sui commissari per le singole opere. L’incontro, però, non sarebbe stato risolutivo e diverse fonti hanno espresso dubbi sul fatto che il Cdm sul decreto sia convocato giovedì. Oggi, comunque, è in programma una nuova riunione.

La telefonata con Merkel

leggi anche

Condono, norma stralciata. Cosa prevede la bozza

Prima del vertice serale, il premier ha sentito al telefono Angela Merkel. La cancelliera ha telefonato al suo omologo italiano in vista della presidenza tedesca dell'Ue, che parte oggi 1 luglio. È il Recovery Fund il dossier caldo al centro della conversazione. Il clima sarebbe stato cordiale, su un punto nel governo italiano si dicono convinti: “La presidenza Merkel è la nostra polizza per arrivare all'obiettivo". Al di là del botta e risposta di venerdì scorso, è tornato così a costituirsi quell'asse italo-tedesco sul quale Conte punta diverse sue fiches per ottenere un Recovery Fund che risponda alle sue aspettative. "Non è detto che l'accordo si avrà il 18 luglio, potrebbe servire un nuovo vertice Ue una manciata di giorni dopo", ha spiegato una fonte vicina al dossier. Ma l'eventuale slittamento non è legato alla buona riuscita dell'accordo. Una riuscita che l'Italia lega a doppio filo, inevitabilmente, con il suo placet al Quadro Finanziario pluriennale, non a caso oggetto anch'esso del colloquio tra Conte e Merkel. Per quanto riguarda il Mes, secondo i grandi d'Europa l'Italia dovrebbe prenderlo. Ma Conte prende tempo, anche perché per "convincere" il M5S servono tempo e un'attenta lettura delle eventuali clausole.

Politica: I più letti