Decreto semplificazioni, la bozza: appalti senza gara per un anno e procedure più rapide

Economia

Si profila l'affidamento diretto per le commesse fino a 150 mila euro (ma la soglia è ancora in valutazione), procedure negoziate e consultazione di cinque operatori fino alla soglia comunitaria (5 milioni). In dirittura d'arrivo il decreto Rilancio. Fra le novità credito d'imposta per gli affitti anche per i grandi store. Slittano al 20 luglio le scadenze fiscali di partite Iva e imprese

Affidamento dei lavori senza gare d’appalto per un anno in modo da rendere più celere l’apertura dei cantieri, taglio dei tempi per adempimenti e autorizzazioni, pubblica amministrazione raggiungibile in maniera più agevole on line anche tramite app e costi della burocrazia bloccati. Sono alcuni dei contenuti del decreto Semplificazioni che il governo sta provando a chiudere. L'obiettivo è quello di portare il testo in Consiglio dei ministri entro la settimana. E c’è un altro provvedimento ormai in dirittura d’arrivo. È il decreto Rilancio, atteso in Aula alla Camera per venerdì. Fra le modifiche apportate in commissione Bilancio, una prevede che anche i risparmi privati possano alimentare il patrimonio destinato di Cassa depositi e prestiti, istituito per aiutare le grandi imprese dopo la crisi del coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI LIVELO SPECIALE). Intanto, in Gazzetta ufficiale è arrivato oggi il dpcm che fa slittare dal 30 giugno al 20 luglio le scadenze fiscali di partite Iva e imprese.

I contratti pubblici nella bozza del decreto Semplificazioni

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La bozza del decreto Semplificazioni interviene invece sui contratti pubblici. La soluzione che si profila è una deroga fino al 31 luglio 2021 alle procedure ordinarie previste dal codice degli appalti: affidamento diretto per le commesse fino a 150mila euro (ma la soglia è ancora in valutazione), procedure negoziate e consultazione di cinque operatori fino alla soglia comunitaria (5 milioni) e, di nuovo, procedure accelerate (ristretta o competitiva con negoziazione) per i grandi appalti. In più, sopra la soglia comunitaria ci sarebbe anche una deroga a tutte le norme salvo quelle penali e antimafia, sulla falsariga del 'modello Genova' che non tutti, nella maggioranza, caldeggiano per velocizzare i cantieri. Peraltro, in passato la stessa Anac ha già messo in guardia dai rischi, anche di restrizioni della concorrenza, con deroghe troppo generalizzate.

 

Il nodo delle norme sull’edilizia

 

Le nuove norme in campo edilizio non mettono tutti d’accordo: i Verdi non esitano a definirle: "condono". Nella maggioranza, Leu parla di testo "per molti versi inaccettabile" perché "dietro l'alibi della semplificazione non possono nascondersi le ennesime sanatorie". Fa discutere anche il taglio dei tempi per ottenere la valutazione di impatto ambientale, cui si sta pensando anche di abbinare un indennizzo in caso di ritardi.

Spostate ancora le scadenze fiscali per partite Iva e imprese

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Mentre cerca l'intesa sugli appalti, intanto, il governo sposta ancora di 20 giorni (o fino al 20 agosto ma con maggiorazione dello 0,40%) le scadenze di saldi e acconti di Iva, Ires e Irpef per partite Iva e imprese "per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, compresi quelli aderenti al regime forfettario". Una misura che non ha soddisfatto del tutto alcune forze della maggioranza, come il M5s, che aveva chiesto uno slittamento al 30 settembre. Anche l'opposizione è critica: "Non basta - ha detto la capogruppo azzurra alla Camera, Mariastella Gelmini - Ora si spostino tutte le scadenze a fine anno". 

 

Le novità del decreto Rilancio

 

Nel decreto Rilancio, invece, fra le novità ci sono il credito d'imposta sugli affitti anche per i negozi con ricavi sopra i 5 milioni, ma al 20% anziché al 60%. Previsti anche contributi a fondo perduto, per un ammontare rispettivamente di 5 milioni, per il settore del tessile, moda e accessori made in Italy e per le imprese che organizzano cerimonie e feste. C’è anche un aumento dell'ecobonus per chi acquista i motorini elettrici, che sarà di 3mila euro senza rottamazione e di 4mila euro se si rottama un vecchio motorino tra euro 0 ed euro 3.

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