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Coronavirus, Conte sulla fase 2: "Revisione restrizioni non significa un 'liberi tutti'"

Politica

Il premier, nel corso dell’incontro con Regioni ed enti locali, ha spiegato che “non possiamo chiudere i cittadini in casa per sempre”. La sindaca di Roma Raggi chiede “potere ai sindaci su modello Ponte Morandi”. Anci: “Se si riparte, servono mascherine e trasporti”

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"La revisione delle misure di distanziamento sociale non significa un "liberi tutti" ma non possiamo chiudere i cittadini in casa per sempre". È quanto ha spiegato, a quanto si apprende, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della cabina di regia con Regioni e enti locali per discutere della cosiddetta fase due dell'emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LE GRAFICHE - LE IPOTESI PER LA FASE DUE).

Raggi: "Potere ai sindaci su modello Ponte Morandi"

"Bisogna dare poteri ai sindaci per far ripartire i cantieri, il modello da seguire è quello adottato per la ricostruzione del Ponte Morandi”, chiede la sindaca di Roma Virginia Raggi nel corso dell’incontro. Raggi ha anche chiesto più sostegno alle famiglie "con soluzioni per bambini e genitori". La sindaca ha sollecitato la riapertura dei centri estivi ospitati anche negli asili nido. Per i Comuni italiani c'è "la necessita di un ristoro per la mancata bigliettazione per i trasporti pubblici, altrimenti le aziende collassano e gli italiani restano senza servizi”, ha poi sottolineato.

Anci: "Se si torna al lavoro, servono mascherine e trasporti"

"Se dal 4 maggio si torna a lavoro diciamo agli italiani come farlo". Quindi per farlo serviranno"trasporti, mascherine e cura dei figli": queste invece le richieste avanzate dall’Anci durante la cabina di regia. Il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha indirizzato al governo una richiesta chiara da parte dei Sindaci: "chiediamo di chiarire quali sono le attività che riaprono dal 4 maggio e chiediamo al governo di entrare con i sindaci nelle case chi andrà a lavorare.