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Processi rapidi e lodo Conte bis su prescrizione, il ddl su riforma del processo penale

6' di lettura

Nel ddl approvato in Cdm, il termine massimo dei procedimenti viene fissato in massimo 5 anni con alcune eccezioni. Viene definita la distinzione fra assolti e condannati in primo grado per quanto riguarda i termini di prescrizione. Previste anche nuove assunzioni

Processi più rapidi, definiti in 4-5 anni, tempi più stretti per le indagini preliminari, rischio di sanzioni per le toghe nel caso di violazioni per "negligenza inescusabile". Questi i punti centrali del disegno di legge delega sulla riforma del processo penale - con la quale il Guardasigilli Alfonso Bonafede intende realizzare l'obiettivo di eliminare i tempi morti nel processo e dare una risposta più veloce alla domanda di giustizia dei cittadini.

Tensioni nella maggioranza

Il ddl sulla riforma del processo penale è stato approvato in Cdm dopo un duro botta e risposta all'interno delle forze di governo. Da un lato c’era l’istanza dei Dem tesa ad accorciare i tempi dei procedimenti, per garantire una risposta più rapida alla domanda di giustizia dei cittadini. Sull’altro versante una delle battaglie simbolo del M5s per il blocco della prescrizione. La sintesi che ne è venuta fuori è il ddl che comprende anche il lodo Conte-bis, proposto da Leu, che modifica in parte la riforma Bonafede (PERCHÉ LA MAGGIORANZA LITIGA SULLA PRESCRIZIONE - LA RIFORMA BONAFEDE - LO SCONTRO CONTE-RENZI). Ecco quali sono le principali novità previste dal disegno di legge.

Prescrizione

Con il lodo Conte bis si prevedono modifiche alla riforma, introdotta con la Spazzacorrotti, della prescrizione entrata in vigore il primo gennaio scorso che blocca la decorrenza dei termini dalla sentenza di primo grado. Con il lodo, invece, si distingue tra condannati e assolti: per i primi resta lo stop, ma in caso di assoluzione in appello si potranno recuperare i termini di prescrizione rimasti nel frattempo bloccati.

Il lodo Conte-bis, che prende il nome da Federico Conte, deputato di Leu che lo ha proposto, ha messo d’accordo M5s, Pd e Leu. Italia Viva si è invece sfilata dall’intesa, con Matteo Renzi che ha definito “giustizialista” la legge e ha creato un asse con Forza Italia per bloccare l’accordo della maggioranza. 

Processi in 4-5 anni

Viene fissato in massimo 5 anni il tempo per i processi penali, eccezion fatta per i reati più gravi quali mafia, terrorismo e quelli di maggior rilievo contro la Pubblica amministrazione. Si prevedono un anno per il primo grado, due anni per il secondo grado, un anno per il giudizio di legittimità, nei procedimenti per i reati di competenza del giudice monocratico; due anni per il primo grado, due anni per il secondo grado, un anno per il giudizio di legittimità nei processi davanti al tribunale collegiale.

Il ruolo del Csm

Tali termini possono essere determinati in misura diversa dal Consiglio superiore della magistratura in relazione a ciascun ufficio, con cadenza biennale, tenendo conto di "pendenze", “sopravvenienze", "natura dei procedimenti e loro complessità", “risorse disponibili". Il dirigente dell'ufficio è tenuto a vigilare sul rispetto di tali regole e a segnalare ai titolari dell'azione disciplinare la mancata adozione delle misure organizzative "quando imputabile a negligenza inescusabile".

Appello in 6 mesi

Nei casi di impugnazione delle sentenze di condanna, è previsto che le parti possano presentare istanza di immediata definizione del processo, decorsi i termini di durata dei giudizi in grado di appello e in Cassazione: il processo va definito entro sei mesi dal deposito dell'istanza di immediata definizione. I casi di violazione e di non adozione di idonee misure organizzative possono integrare un illecito disciplinare, se vi è stata "negligenza inescusabile”

Tempi indagini più brevi

La riforma del processo penale prevede anche una modifica dei termini di durata delle indagini preliminari, a seconda della gravità dei reati: 6 mesi dall'iscrizione sul registro degli indagati per quanto riguarda i reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore nel massimo a 3 anni, un anno e 6 mesi se si tratta di reati considerati di maggiore gravità, un anno per tutti gli altri casi. Il pm può chiedere una proroga di massimo 6 mesi per una sola volta.

Obbligo di avviso del deposito degli atti

Nel ddl sono presenti anche alcuni obblighi per i magistrati. Il pm, dopo un tempo fissato dalla scadenza massima dei termini di indagine, deve notificare senza ritardo all'indagato o alla parte offesa che abbia dichiarato di volere esserne informata, avviso del deposito degli atti e della sua facoltà di prenderne visione ed estrarne copia. La violazione da parte del pm di queste prescrizioni integra illecito disciplinare quando il fatto è dovuto a dolo o a negligenza. Anche l'omesso deposito della richiesta di archiviazione o il mancato esercizio dell’azione penale da parte del pubblico ministero entro il termine di 30 giorni dalla presentazione della richiesta del difensore della persona sottoposta alle indagini o della parte offesa, fatte salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, integra un illecito disciplinare quando il fatto è dovuto a dolo o a negligenza.

Le comunicazioni in via telematica

A proposito di comunicazioni, viene rafforzato il sistema di notifiche telematiche. Nei procedimenti penali di ogni ordine e grado, il deposito di atti e documenti può essere effettuato anche con modalità telematiche.

Le novità su riti alternativi e appello

La riforma fissa nuove regole riguardanti i riti alternativi - dal patteggiamento, al rito abbreviato, al giudizio immediato - e 'paletti' sulla possibilità di ricorrere in appello: inappellabili le sentenze di proscioglimento relative a reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena alternativa, della sentenza di condanna a pena sostituita con il lavoro di pubblica utilità. Viene introdotto anche il procedimento monocratico in appello.

Il calendario del processo e le priorità

Quando non è possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, dopo la lettura dell'ordinanza con cui provvede all'ammissione delle prove, il giudice comunica alle parti il calendario delle udienze per l'istruzione dibattimentale e per lo svolgimento della discussione. Va inoltre assicurata la priorità assoluta anche ai processi relativi ai “delitti colposi di comune pericolo".

Ministero autorizzato a 1.500 nuove assunzioni

Per dare attuazione a un programma di misure straordinarie per la celere definizione e per il contenimento della durata dei procedimenti giudiziari pendenti e per assicurare l’avvio della digitalizzazione del processo penale, il ministero della Giustizia è autorizzato ad assumere, nel biennio 2020-2021, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata di 24 mesi, anche in sovrannumero rispetto all'attuale dotazione organica e alle assunzioni già programmate, mille unità di personale amministrativo non dirigenziale. In arrivo anche 500 giudici ausiliari nelle Corti d’appello.

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