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Prescrizione, perché la maggioranza litiga sulla riforma Bonafede

Prescrizione, la riforma Bonafede tra accordi e scontri

4' di lettura

Il blocco della decorrenza dei termini in vigore dal primo gennaio 2020 ha causato spaccature nell'esecutivo. Il lodo Conte-bis ha messo d'accordo M5s, Pd e Leu. Ma Italia Viva è rimasta contraria e nel frattempo ha creato un asse con Forza Italia. SEGUI IL LIVEBLOG

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Il blocco della prescrizione introdotto a gennaio dalla riforma Bonafede sta provocando scontri all’interno della maggioranza di governo. Da un lato il premier Giuseppe Conte, è riuscito a compattare, non senza difficoltà, M5s, Pd e Leu, con il lodo Conte-bis inserito nel ddl sulla riforma del processo penale approvato dal Cdm. Dall’altro lato però rimane ferma la posizione di Italia Viva, con Matteo Renzi che ha definito “legge giustizialista”, la riforma voluta dal ministro Alfonso Bonafede (LA RIFORMA BONAFEDE - IL DDL SULLA RIFORMA DEL PROCESSO PENALE).

Cosa prevede la riforma Bonafede

La riforma della prescrizione è stata inserita con un emendamento nella legge anticorruzione approvata in via definitiva dalla Camera nel dicembre 2018, votata da Lega e M5s. Entrata in vigore dal gennaio 2020, la riforma Bonafede prevede che il decorso dei termini di prescrizione dei reati si interrompa dopo la sentenza di primo grado di giudizio, sia essa di condanna o di assoluzione.

Favorevoli e contrari alla riforma Bonafede

Una riforma che, secondo i sostenitori del testo, dovrebbe evitare che il decorso dei termini prescrizionali, associato ai lunghi tempi della giustizia, lasci impuniti i colpevoli di un reato. Una battaglia quest'ultima da tempo nel "manifesto" del M5s. Di contro chi contesta la riforma Bonafede sostiene che bloccare la prescrizione avrebbe l’effetto di allungare ulteriormente i tempi, violando in questo modo la garanzia costituzionale della ragionevole durata del processo.

Cosa prevede il lodo Conte-bis

La riforma Bonafede, prima dell’entrata in vigore, aveva già dunque provocato spaccature all’interno della maggioranza di governo, con i dem che hanno chiesto garanzie sulla durata dei processi. Un punto d’intesa è stato trovato fra M5s, Pd e Leu sul lodo Conte-bis, che prende il nome non dal premier ma da Federico Conte, deputato di Leu che l’ha proposto. Con questa modifica, il decorso dei termini di prescrizione, dopo il primo grado di giudizio, continuerebbe a scorrere nei casi di assoluzione, mentre si bloccherebbe per i condannati. Se il condannato subisce una nuova condanna, la prescrizione si blocca in maniera definitiva. Se viene assolto (ed è questa la grande novità), può recuperare i termini di prescrizione rimasti nel frattempo bloccati.

L'approvazione del ddl sulla riforma del processo penale

Il lodo Conte-bis è stato inserito nel ddl sulla riforma del processo penale che prevede procedimenti più rapidi, definiti in 4-5 anni, tempi più stretti per le indagini preliminari, rischio di sanzioni per le toghe nel caso di violazioni per "negligenza inescusabile". Il disegno di legge ha avuto il via libera del Consiglio dei ministri nella serata di giovedì 13 febbraio. Al vertice non hanno partecipato le ministre di Italia Viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. Un’assenza che, secondo quanto fanno sapere fonti di Italia Viva, sarebbe un modo per ribadire la contrarietà dei renziani alla riforma Bonafede. L'annuncio del forfait ha provocato la dura reazione del premier Conte. "Il non sedersi al tavolo quando si ha un incarico istituzionale - ha detto Conte - non sarebbe un fatto da trascurare, lo riterrei ingiustificabile".

La proposta di legge Costa

La prima proposta concreta contro la riforma Bonafede sulla prescrizione è stata proposta da Enrico Costa, responsabile Giustizia di Forza Italia. Non si tratta, in realtà, di una modifica ma di un’abrogazione totale del testo di Bonafede, che ha trovato l’appoggio anche di Italia Viva. I renziani hanno infatti annunciato che il 24 febbraio in Aula alla Camera diranno sì alla proposta di legge del forzista Costa: se venisse bocciata, sono pronti a presentarla anche al Senato con la firma di Matteo Renzi.

La posizione di Italia Viva e il lodo Annibali

Italia Viva ha provato a bloccare la riforma Bonafede anche con il lodo Annibali. Due gli emendamenti da inserire nel Milleproroghe, che avevano come prima firmataria Lucia Annibali, deputata renziana: un emendamento prevedeva il rinvio di un anno della riforma Bonafede, l’altro il ritorno in vita della legge Orlando del 2017. Il lodo Annibali è stato bocciato il 12 febbraio dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Hanno votato sì i deputati dell'opposizione e di Italia Viva, mentre ha votato contro il resto della maggioranza (ANNIBALI A SKYTG24: LODO CONTE BIS INACCETABILE).

Data ultima modifica 14 febbraio 2020 ore 10:19

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