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Elezioni regionali, Conte: "Non era voto su governo, i citofonatori sono rimasti a casa"

5' di lettura

Il premier: "Voto regionali significativo. Chi ha tentato di renderlo un referendum sul governo è rimasto deluso”. Sul risultato del M5S: "Non mi preoccupa". E attacca Salvini: "Grande sconfitto". Il leader leghista replica: "Lavori per Paese, non per odio verso me"

"Non era un voto sul governo: non cambio idea oggi. C'è chi ha tentato di costruire questa impostazione ed è rimasto evidentemente deluso". Ma "io ritenevo questa impostazione impropria ieri e la ritengo impropria oggi". Così il premier Giuseppe Conte commenta il voto delle regionali con i giornalisti al Quirinale (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE REGIONALI - MAPPA). "Il voto delle regionali è significativo. C'è chi ha tentato di renderlo un referendum sul governo" ha aggiunto Conte, riferendosi al leader della Lega Matteo Salvini e all'esito delle consultazioni che hanno visto vincere il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna e la candidata del centrodestra Jole Santelli in Calabria. Secondo il premier, il leader della Lega "ha impostato la sua campagna elettorale in un certo modo ed è stato sconfitto. I citofonatori sono rimasti a casa". Come avrei votato in Emilia-Romagna? "Beh, forse mi sarei affidato al voto disgiunto, ma non dico quale...", ha detto Conte.

L'attacco di Conte a Salvini

"Salvini esce come il grande sconfitto di questa competizione. I cittadini lo hanno inteso come referendum su di lui", ha aggiunto Conte parlando fuori da Palazzo Chigi. Poi ha rincarato la dose: "È indegno andare in giro a citofonare additando singoli cittadini. Mi ricorda pratiche oscurantiste del passato: è un dagli all'untore che non possiamo accettare, tantomeno da chi per 15 mesi ha fatto il ministro dell'Interno e aveva una grande responsabilità di perseguire quei reati e ora ha una grande responsabilità come leader d'opposizione. Sono scorciatoie che non possiamo accettare", ha concluso il premier.

Conte: "I citofonatori sono rimasti a casa"

In serata, poi il premier è tornato a parlare del leader della Lega: "La rabbia è un sentimento che non mi appartiene, lui è molto abile dal punto di vista comunicativo. Salvini è come quei giocatori che fanno fallo e si buttano per terra per dire che gli hanno fatto fallo. Lui insulta e si butta per terra per dire 'sono stato insultato'. Nessun odio, né rancore". Poi, dice Conte tornando all’episodio accaduto a Bologna, "mi rivolgo al popolo leghista: chi è stato ministro dell'Interno e ora è leader dell'opposizione ha tutte le opportunità di entrare in una caserma dei Carabinieri e fare delle segnalazioni. Ma andare a citofonare a un privato cittadino...io avevo detto già dopo le Europee che non sarebbero stati più accettabili strappi istituzionali, ci sono state varie occasioni in cui ho invitato Salvini a rispettare le regole".

"Non mi preoccupa la parabola del M5S"

Interpellato poi sui risultati elettorali del M5S, Conte ha detto: "Non mi preoccupa la parabola del M5S, non hanno mai brillato a livello territoriale. È un movimento, non hanno una solida base organizzativa territoriale. Hanno una fase di transizione che preluda agli stati generali, aspetterei a valutarli. Credo che a marzo, dopo gli Stati generali, avremo un M5S rigenerato”.

La tenuta del governo

Conte ha poi ribadito che "la prospettiva di governo è di più ampio respiro: dobbiamo lavorare per contrastare queste destra. Mi auguro che si possa rafforzare un ampio fronte progressista, riformista, alternativo alle destre, dove possano trovare posto tutte le forze pur con diverse sensibilità che vogliono condurre una politica alternativa alle destre. Io sono un costruttore per definizione". Poi il premier ha detto che non c'è "nessuna instabilità" nella maggioranza. "Il M5s a marzo arriverà agli Stati generali che torneranno utili per rilanciare entusiasmo ed energia del M5s. Continuerò sempre più ad avere gli amici del Movimento pronti nell'azione di governo". 

Salvini: Conte lavori per il Paese, non per odio verso di me

Alle parole di Conte ha replicato Matteo Salvini: "Leggo che anche oggi il signor Conte passa il tempo ad attaccarmi e a dire che deve lavorare per contrastare me e le destre. Gli ricordo che deve lavorare per il bene degli italiani, non perché odia qualcuno. Chi vive di rabbia e di rancore vive male, poverino. Camomilla per Giuseppi!", ha detto il leader della Lega. In precedenza, l'ex ministro dell'Interno, uscendo dalla conferenza stampa sul voto in Emilia-Romagna, ai cronisti che chiedevano eventuali ripercussioni sul governo e sull'ipotesi di una caduta dell'esecutivo ha risposto: "Chiedetelo a Conte, io sto preparando un'alternativa per Paese, poi sul governo chiedetelo a loro, chiedetelo a Conte, Grillo, Renzi".

Zingaretti: "Voto rafforza il governo, spallata di Salvini fallita"

Il voto, secondo il segretario del Pd Nicola Zingaretti, "rafforza il governo perché innanzitutto Salvini ha cercato di dare una spallata al governo. Si è voluto dare al voto un aspetto politico e questo tentativo è fallito: la maggioranza esce più forte, dobbiamo non essere pigri e Conte deve rilanciare l'azione in modo ancora più forte su temi concreti. Le tasse, il lavoro, la scuola, l'università, la ripresa economica. La maggioranza esce rincuorata mi auguro con meno problemi e più concretezza".

D'Incà: "Governo avanti, niente speculazioni sul M5s"

In un post su Facebook, in cui ringrazia i candidati Simone Benini e Francesco Aiello per il "lavoro svolto", il ministro M5s Federico D'Incà scrive: "I numeri, come quelli venuti fuori dalle regionali in Emilia Romagna e in Calabria, sono un'indicazione importante su cui riflettere, e lo si farà certamente durante gli stati generali del M5s di marzo, ma non possono essere un dato su cui fondare speculazioni in merito al futuro del MoVimento, del Governo o del Paese. L'Esecutivo nazionale sta continuando a lavorare, con un orizzonte fino al 2023, per portare a termine le riforme in programma".

Data ultima modifica 27 gennaio 2020 ore 19:53

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