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Gregoretti, la memoria di Salvini: "Coinvolto tutto il Governo, non solo il Viminale"

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 3/01

2' di lettura

I legali del leader leghista hanno depositato un documento di 30 pagine alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Ripercorrendo tutti gli avvenimenti che hanno preceduto lo sbarco, è stato sottolineato il ruolo attivo della Presidenza del Consiglio

"Matteo Salvini ha agito nell'interesse dell'Italia, col pieno coinvolgimento di Palazzo Chigi e dei ministeri competenti, in modo perfettamente sovrapponibile a quanto accaduto per la nave Diciotti. Una vicenda, quest'ultima, che aveva convinto il Senato (20 marzo 2019) a negare l'autorizzazione a procedere nei confronti del titolare dell'Interno". È questa la tesi che emerge dalla memoria depositata questa mattina, 3 gennaio, dai legali del leader della Lega alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, in merito alla vicenda del blocco della nave Gregoretti (TUTTE LE TAPPE DEL CASO). L'ex ministro dell'Interno è indagato per sequestro di persona nell’ambito dell’inchiesta sui migranti a cui il Viminale aveva vietato lo sbarco lo scorso luglio (TENSIONI NELLA MAGGIORANZA - SALVINI AL CONGRESSO LEGA: AUTODENUNCIAMOCI TUTTI).

Una mail come prova del coinvolgimento di Conte

Nel documento di circa 30 pagine, Salvini ripercorre tutti gli avvenimenti che hanno preceduto lo sbarco dei migranti dalla Gregoretti, sottolineando il ruolo attivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri anche per coinvolgere i Paesi europei nella redistribuzione. In particolare, come documentato da una mail allegata alla memoria, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva investito della questione alcuni Stati membri: Germania, Francia, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. Inoltre, "Salvini spiega che c'è traccia di comunicazioni tra il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma con gli uffici di Gabinetto dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa, dell'Interno e degli Affari Esteri. È rilevante il ruolo del premier Giuseppe Conte: il 26 luglio 2019, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva inoltrato formale richiesta di redistribuzione degli immigrati ad altri Paesi europei".

"Accordo anche con la Cei"

Stando a quanto riporta la memoria depositata in Senato, "un accordo per l'accoglienza era stato raggiunto anche con la Cei (...) È dunque evidente come fosse il Governo, in modo collegiale, a gestire tale attività". Inoltre "emerge ancora una volta che in linea con la prassi consolidata, la gestione dei migranti non rappresentava l'espressione della volontà autonomia e solitaria del ministero dell'Interno, bensì un'iniziativa del governo italiano coerente con la politica relativa ai flussi migratori, definita anche nel contratto di governo, che non può essere svilita come mera posizione politica avulsa dalla complessiva strategia dell'esecutivo".

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