Referendum sul taglio dei parlamentari, raggiunto il quorum che blocca la riforma

Politica

La legge, approvata con largo consenso a ottobre, non può entrare in vigore a gennaio. Raggiunte infatti le 64 firme necessarie (un quinto del totale) in Senato, ha fatto sapere il dem Nannicini. Salvini: "È scelta migliore". Conte: non influenza agenda governo

Sono state raggiunte le 64 firme necessarie (un quinto del totale dei Senatori) per il referendum confermativo sul taglio del numero dei parlamentari. "È una buona notizia, perché l'ultima parola spetterà ai cittadini e potremo finalmente aprire una discussione pubblica sul tema", ha spiegato il senatore dem Tommaso Nannicini che ha promosso la raccolta delle firme insieme ai colleghi di Forza Italia Andrea Cangini e Nazario Pagano. Il taglio dei parlamentari, quindi, si blocca: la legge doveva entrare in vigore all’inizio del 2020, invece ora si apre l'iter per indire la consultazione. Intanto, per oggi pomeriggio alla Camera, è fissata una conferenza stampa per fare il punto sulle adesioni e comunicare le iniziative da intraprendere. Il premier Conte commenta: "Abbiamo tante cose da fare, io giorno dopo giorno lavoro per risolvere i problemi del Paese. Sono percorsi istituzionali, il referendum non influenza e non può influenzare l'agenda di governo".

Nannicini: "Dobbiamo dare un senso a un taglio lineare"

Per Nannicini "sul piano politico, i mesi in più che abbiamo davanti saranno utili per capire se arriveranno una buona legge elettorale e quei correttivi costituzionali che la maggioranza si è impegnata a introdurre". Poi precisa: "Dobbiamo semplicemente dare un senso a un taglio lineare della rappresentanza politica che al momento un senso non ce l'ha. E sarà anche uno stimolo positivo perché la maggioranza possa rafforzare la propria coesione nel 2020 rilanciando un programma di legislatura".

Salvini: "Referendum è scelta migliore"

Mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, fa sapere: "Sono d'accordo sui referendum in generale, ho votato quella riforma. Quando i cittadini confermano o smentiscono una riforma approvata dal Parlamento secondo me è sempre la scelta migliore".

Cosa prevede la riforma del taglio dei parlamentari

La strada che porta al referendum si apre a soli due mesi da quando, a inizio ottobre, la Camera aveva votato - quasi all’unanimità - a favore della riduzione dei membri di Montecitorio e Palazzo Madama. La riforma prevede che si arrivi dagli attuali 945 ai futuri 600 parlamentari. Una "sforbiciata" degli eletti complessivi pari al 36,5%. Montecitorio passerebbe da 630 a 400 deputati, mentre il Senato da 315 a 200 eletti (COME CAMBIANO CAMERA E SENATO - TUTTI I NUMERI). L’entrata in vigore era prevista non prima di gennaio 2020, proprio perché occorreva attendere i tre mesi previsti dalla Carta per consentire, a chi lo ritenesse necessario, di richiedere lo svolgimento del referendum.

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