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Mes, quattro senatori M5S votano contro il Salva-Stati. Salvini: "Porte Lega aperte"

3' di lettura

Hanno votato contro Urraro, Lucidi, Grassi e Paragone. Matteo Salvini "ha deciso di aprire il mercato delle vacche”, attacca Di Maio. “Le porte della Lega sono aperte alle donne e agli uomini di buona volontà”, replica il leader del Carroccio

Con 164 voti favorevoli, 122 contrari e 2 astensioni l'aula del Senato ha approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in vista del Consiglio europeo di domani sul Mes (CHE COS'È). Tra i voti in dissenso alla riforma del fondo Salva-Stati, anche quattro senatori del M5S: sono Stefano Lucidi, Francesco Urraro, Ugo Grassi e Gianluigi Paragone. Un no che potrebbe significare un imminente addio al Movimento fondato da Beppe Grillo di almeno due pentastellati, che potrebbero passare alla Lega. Matteo Salvini "ha deciso di aprire il mercato delle vacche. Mi auguro che a questo mercato non partecipi nessuno”, attacca il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. “Le porte della Lega sono aperte alle donne e agli uomini di buona volontà”, replica il leader del Carroccio (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA).

Salvini: “Viva la coerenza”

"Lealtà e coerenza nel difendere l'Italia e gli italiani pagano, le porte della Lega che cresce sono aperte alle donne e agli uomini di buona volontà. Mai col Pd delle tasse e dell'austerità, noi non cambiamo idea”, sottolinea il segretario della Lega a margine del dibattito al Senato. "Qualche giornalista parla di mercato delle vacche - aggiunge .. Nel programma elettorale del M5s si legge testualmente, e io condivido, che 'il M5s si impegnerà allo smantellamento del Mes'. Io non ho cambiato idea, viva la coerenza”.

Lucidi: “Non sono un criceto, voto no”

"Qualcuno ha detto che le elezioni in Umbria sono state un esperimento. Beh, io non mi sento una cavia né un criceto, quindi esco dalla ruota e voto no". Così il senatore del M5s Stefano Lucidi ha espresso il suo voto in dissenso rispetto al Movimento 5 Stelle sulla risoluzione della maggioranza sul Mes. E ha sottolineato: "Una cosa ha sempre premiato il M5s ed è la coerenza, la coerenza ci ha sempre premiato e siccome qualche elezione la stiamo perdendo, qualche domanda me la farei”.

Grassi: “Non mi riconosco nel M5S”

"Annuncio il mio voto in dissenso e constato di non riconoscermi più nelle politiche del mio Movimento”, la dichiarazione di Grassi intervenendo in Aula. Per Grassi, "si tratta di un testo riformato del quale non abbiamo avuto tempestiva contezza, non in quanto singoli partiti ma non è stato informato per tempo il Parlamento, dandogli modo di intervenire". E ha concluso: "Questo non significa essere sovranisti ma difendere la democrazia e non di un solo popolo”. I senatori della Lega hanno applaudito il suo discorso. ”La mia dichiarazione di dissenso non è prodromica all'uscita dal gruppo”, ha invece premesso Gianluigi Paragone durante la sua dichiarazione di voto. "Questa Europa con le sue politiche ci impedisce di crescere. Come pensiamo di salvare i lavoratori, i posti di lavoro? Con gli spiccioli che ci lascia l'Europa? Io - annuncia - dico No a questa risoluzione".

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