Siri, la giunta per le immunità del Senato autorizza il sequestro del suo computer

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Il via libera è arrivato con 13 voti favorevoli e 8 contrari, ma dovrà essere confermato dall'Aula. La richiesta è partita dal tribunale di Milano nell'ambito di un'inchiesta che vede l'esponente leghista indagato per autoriciclaggio

La giunta per le Immunità del Senato ha dato il via libera al sequestro del computer di Armando Siri, ex sottosegretario leghista ai trasporti, con 13 voti favorevoli e 8 contrari. La richiesta è partita dal tribunale di Milano e il sì della giunta dovrà essere confermato dall'aula di Palazzo Madama. La richiesta è arrivato nell'ambito di un'inchiesta a Milano per autoriciclaggio, in cui Siri risulta indagato per autoriciclaggio, con al centro la concessione di due mutui ritenuti 'anomali' concessi all'esponente leghista dalla Banca Agricola di San Marino. Il primo dei due mutui sarebbe stato utilizzato per l'acquisto di una palazzina a Bresso, nel Milanese.

Maggioranza compatta per il sì in Giunta

Nel corso della votazione sul sequestro del computer la maggioranza ha votato compatta per il sì. Contrari i senatori della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d'Italia. La Giunta ha poi incardinato la richiesta, sempre del Tribunale di Milano, del sequestro di un telefono cellulare in uso ad un collaboratore di Siri. 

L'inchiesta per corruzione e la revoca dell'incarico

Siri è anche al centro del caso che lo vede indagato per corruzione con l’accusa di aver accettato denaro per inserire una norma sulle energie rinnovabili nella scorsa manovra. La presunta tangente ammonterebbe a 30mila euro, e sarebbe stata "data o promessa" a Siri in cambio di un “aggiustamento” al Def 2018 sugli incentivi al mini-eolico. A causa della vicenda, lo scorso maggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha revocato l'incarico a Siri (LE TAPPE DEL CASO SIRI).

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