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Ticket sanitari, si cambia: si pagherà in base al reddito e ci sarà un tetto massimo

Politica

"Chi ha di più paga di più e chi ha di meno paga di meno", con un limite massimo di spesa annua superato il quale non si dovrà più pagare. E sarà eliminato il super-ticket sulle prestazioni specialistiche. Lo prevede la bozza del ddl del ministro della Salute Speranza

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Il ticket sanitario non si pagherà più in quote uguali per tutti, ma sarà rapportato al reddito del "nucleo familiare fiscale in base alla numerosità del nucleo familiare". E' quanto prevede la bozza del ddl di riordino della materia dei ticket, allo studio in questi giorni e annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza. Lo scopo, come annunciato dallo stesso ministro, è quello di garantire maggiore equità nel pagamento del ticket sulla base del reddito.

Ticket sanitario, si cambia

Nel ddl, si legge, "sono identificate le prestazioni sanitarie erogate a tutela di condizioni di particolare interesse sociale, escluse dalla partecipazione alla spesa sanitaria, come i soggetti vulnerabili privi di reddito".

Fasce di reddito

La partecipazione alla spesa sanitaria "è graduata in relazione al reddito prodotto dal nucleo familiare fiscale, rapportato alla composizione del nucleo stesso sulla base di una scala di equivalenza (reddito equivalente RE); la disciplina della partecipazione alla spesa sanitaria tiene conto della presenza di malattie croniche e invalidanti o di malattie rare ovvero del riconoscimento di invalidità o dell'appartenenza a categorie protette; è fissato un importo massimo annuale di partecipazione alla spesa sanitaria, rapportato al reddito equivalente, al superamento del quale cessa l'obbligo della partecipazione alla spesa sanitaria".

Chi ha di più, paga di più

Oggi, ha rilevato Speranza, "di fronte a un ticket sanitario non conta quanti soldi hai e non conta se sei un miliardario o una persona in difficoltà economica. Al di là delle soglie di esenzione, si paga sempre la stessa cosa. Io credo che su questo si possa intervenire con un principio molto semplice: chi ha di più deve pagare di piu'". Un cambiamento che, secondo Speranza, guarda allo stesso l'articolo 32 della Costituzione, che dice che la salute è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività.

Stop al super-ticket

Quanto al super-ticket, è "un balzello di 10 euro che purtroppo non consente a troppi cittadini di accedere al Servizio sanitario: ieri al Consiglio dei ministri abbiamo scritto per la prima volta che il super-ticket è sbagliato, produce diseguaglianze e quindi ci impegniamo a superarlo", ha assicurato Speranza, affermando che si batterà "nei prossimi mesi perché questo avvenga nel più breve tempo possibile". Ma nell'agenda ci sono anche altre priorità: "Il primo problema è sicuramente quello della carenza del personale. Ci siederemo subito con le Regioni - ha concluso - per provare a sottoscrivere nel più breve tempo possibile il nuovo Patto per la salute, in cui affronteremo la questione".