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Governo, Cdm impugna legge del Friuli Venezia Giulia: "Norme sui migranti discriminatorie"

4' di lettura

La delibera su proposta del neo ministro degli Affari regionali Boccia. Tra le motivazioni anche il fatto che "numerose norme eccedono dalle competenze regionali". Fedriga: "È già governo dell'immigrazione selvaggia". Boccia: "Se Fvg si adegua possibile ripensarci"

Una delibera per impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia, con la motivazione che eccede le competenze della Regione e contiene norme discriminatorie in materia di immigrazione. È questo uno dei primi atti del Consiglio dei ministri appena insediatosi dopo il giuramento al Quirinale del governo Conte bis (FOTO - I MINISTRI DEI DUE GOVERNI CONTE A CONFRONTO), su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia (CHI È). La legge in questione è la n. 9 dell’8 luglio 2019, intitolata "Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale". Durissimo il commento del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: "Tutte le norme impugnate dal Governo sono della mia Regione, sono felice di dare fastidio a questi traditori. Sono già diventati il governo dell'immigrazione selvaggia". Fedriga ha annunciato di voler ricorrere alla Corte Costituzionale contro la decisione del Consiglio dei ministri. La replica di Boccia: "Se il Friuli Venezia Giulia si adeguerà si potrà pensare anche di ritirare il provvedimento" (NUOVO GOVERNO, GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE).

Boccia: "Attività ordinaria, se Fvg si adegua possibile ripensarci"

Il nuovo ministro degli Affari regionali ha sottolineato che quella decisa dal Consiglio dei ministri è "un'attività ordinaria, corrente e oserei dire anche banale", ha spiegato. "C'era una legge regionale che violava una serie di norme, la Regione Friuli solo ieri sera ha scritto che avrebbe scelto di adeguarsi, ci auguriamo che lo faccia. I termini per impugnare la legge scadevano domani e il Consiglio dei ministri aveva già deciso di impugnarla", ha detto Boccia.

Fedriga: "Sono già diventati il governo dell'immigrazione selvaggia"

Fedriga si difende: "Abbiamo tolto i fondi per i corsi di sci e tagli e cucito agli immigrati entrati irregolarmente e li usiamo per i rimpatri, il governo Pd-5 stelle ha impugnato questa legge”. E la seconda norma impugnata "è legata ai contributi per le imprese che assumono i residenti in Fvg da almeno 5 anni: secondo il governo Pd-5 Stelle con i soldi dei cittadini di questa Regione non possiamo aiutare i cittadini di questa regione, ma dobbiamo aiutare anche gli immigrati. È una vergogna assoluta".

Le norme impugnate dal governo

In particolare la decisione del Consiglio dei ministri si basa su alcune norme contenute nella legge friulana – spiega il comunicato stampa di Palazzo Chigi – che “violano la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente” stabilita dall’articolo 117 della Costituzione e su altre disposizioni che “in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi” espressi dall'articolo 3 della Costituzione e "in violazione della competenza esclusiva statale nella materia di cui all'articolo 117, secondo comma lettera b) della Costituzione". Inoltre, continua la nota di Palazzo Chigi, ad andare oltre le competenze della regione Friuli Venezia Giulia è “una previsione in materia di strutture di primo intervento sanitario in contrasto con previsioni statali espressione della competenza in materia di livelli essenziali delle prestazioni e costituenti principi fondamentali in materia di tutela della salute”. E infine altre norme, riguardanti il rapporto di lavoro del personale regionale, secondo Palazzo Chigi “invadono la materia dell'ordinamento civile, in violazione dell'articolo 117 della Costituzione, ponendosi altresì in contrasto con le disposizioni statali volte a costituire principi generali di coordinamento della finanza pubblica, in violazione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione".

Contestate norme su fondi per l'integrazione spostati ai rimpatri

Le disposizioni in materia di immigrazione a cui fa riferimento il Cdm nel suo comunicato riguardano in particolare gli articoli 22 e 54 comma c della legge regionale. Il primo prevede che la Regione sostenga economicamente il rimpatrio degli immigrati colpiti da provvedimenti di espulsione. Soldi, viene fatto notare, che però sarebbero stati presi dai fondi destinati all'inclusione dei migranti, contenuti in una legge regionale approvata dalla precedente giunta di centrosinistra con presidente Serracchiani.

Data ultima modifica 05 settembre 2019 ore 20:27

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