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Siri, Di Maio: voteremo revoca, ma nessuna crisi. Salvini: mutuo? Reato di tutti italiani

Siri, Di Maio: si poteva risolvere prima, con le dimissioni del diretto interessato

5' di lettura

Il leader del M5s tira dritto: "Dopo il voto per la decadenza non sarà M5S a chiedere una crisi di governo". Conte: "In Consiglio dei ministri non andremo alla conta". Salvini: "Vado tranquillo al Cdm". Romeo (capogruppo Lega): "Premier non più arbitro"

"La cosa più importante è rimuovere questo sottosegretario che getta ombre sul governo". Queste le parole sul caso del sottosegretario leghista Armando Siri (LE TAPPE) pronunciate da Luigi Di Maio durante un’intervista. In serata, nel corso di un comizio a Monterotondo, il leader dei 5 stelle ha aggiunto che l'intera questione "si poteva risolvere molto prima con le dimissioni di Siri, invece di portare il governo in questa baraonda. Se non si dimette prima andremo in Cdm, probabilmente si voterà, il M5S ha la maggioranza, e voteremo per la decadenza. Poi dal giorno dopo non saremo noi a chiedere una crisi di governo" (TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE). In giornata il premier Giuseppe Conte aveva dichiarato: "Al Consiglio dei ministri di mercoledì non andremo alla conta". Salvini intanto replica a Di Maio: "In un Paese civile, i processi si fanno in tribunale". Poi, facendo riferimento a una nuova inchiesta (al momento senza ipotesi di reato né indagati) sull’acquisto da parte di Siri di una palazzina a Bresso, nel Milanese, afferma: "Possono aprire tutte le inchieste che vogliono, io sono assolutamente tranquillo. Se a Siri viene contestato di avere un mutuo, è un reato che stanno compiendo alcuni milioni di italiani che pagano la rata del mutuo".

Lo scontro Lega-M5s sugli altri fronti

Ma la polemica tra i due alleati di governo è a tutto tondo. Al centro, mafia e sicurezza. "Spero che arrestino presto quel delinquente che ha sparato alla bimba di 4 anni, speriamo che vinca la sua battaglia. Per le mafie non c'è presente e futuro. Dove c'è puzza di mafia e camorra lo Stato c'è", ha dichiarato il ministro dell'Interno in riferimento alla sparatoria a Napoli di venerdì scorso. "Siamo d'accordo" con Salvini, "lo diciamo da sempre noi che dove c'è puzza di mafia e camorra lo Stato e dunque anche la politica devono intervenire, soprattutto preventivamente. Basta la puzza, il sospetto. Si deve fare a Napoli così come in politica ed è ciò che ci ha spinto a chiedere le dimissioni di Siri, coinvolto in una indagine per corruzione dove ci sono link con la mafia. Quindi prendiamo le parole di Salvini come un via libera alle dimissioni del sottosegretario", replicano fonti del M5S.

Di Maio: "Non riesco a capire perché Salvini difenda tanto Siri"

"Il tema della corruzione è sempre stato nel nostro Dna - spiega ancora Di Maio, toornando in serata sul caso Siri, nel corso di un comizio a sostegno del candidato sindaco M5S per Monterotondo Alberto Pagliuca -. E le istituzioni contrastano la corruzione innanzitutto dando l'esempio. Allora se c’è un sottosegretario indagato per aver rapporti con un imprenditore, questo sottosegretario va messo in panchina. E se in questi giorni abbiamo alzato i toni è perché il governo del cambiamento deve fare meglio di quelli di prima", sottolinea Di Maio. "Io non voglio litigare ma quando 'ce vo, ce vo', e non possiamo arretrare", dice ancora il leader M5S, tra gli applausi della platea. "Io non riesco a comprendere come il leader di una forza politica al governo stia difendendo da tre settimane una persona che ha avuto un comportamento indecente. Io queste cose non le capirò mai", conclude.

Salvini: "Vado tranquillo al Cdm"

"Vado in Consiglio dei ministri assolutamente tranquillo": questa la risposta di Matteo Salvini ai giornalisti che gli chiedono sul caso Siri in vista della riunione di mercoledì. "Sto aggiornando l'agenda su immigrazione e mafia, di questo mi occupo. Dopo mercoledì vengono giovedì, venerdì e sabato e per me non è un problema, continuo a ritenere che in un Paese civile i processi si fanno in tribunale e se uno è colpevole si viene condannati da un giudice, non da un giornale", ha detto il ministro dell'Interno riferendosi alla vicenda Siri. 

Romeo (Lega): "Conte sbilanciato per il M55"

Una posizione ribadita anche dal capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, che si dice “esterrefatto” per le parole del premier Conte sul caso: "Si è definito 'avvocato del popolo' e come avvocato dovrebbe essere garantista o quantomeno avrebbe dovuto aspettare che Siri parlasse con i magistrati". "Speravamo - ha aggiunto - che Conte prendesse una posizione più di mediazione. Invece sembra si sia sbilanciato in maniera abbastanza chiara dalla parte del M5s, perdendo il ruolo da arbitro che lo aveva contraddistinto con grande capacità nel primo anno di governo".

Il Cdm di mercoledì

Fondamentale, per il futuro del sottosegretario leghista, rimane prorio il Cdm di mercoledì, definito da molti "decisivo". La questione, aveva già detto Luigi Di Maio, "non è l'inchiesta in sé ma il fatto che un sottosegretario abbia tentato di favorire un singolo con un emendamento. È la classica storia italiana. Il tema è quell'atteggiamento da casta per il quale siccome sei al governo ti senti in grado di favorire il singolo".

Data ultima modifica 06 maggio 2019 ore 18:29

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