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Manovra, ok alla fiducia con 327 sì. Bagarre in Aula

4' di lettura

Dopo le tensioni in Aula di ieri, con la rissa sfiorata più volte tra i deputati, ancora polemiche durante la votazione sulla fiducia posta dal governo oggi. L’ok definitivo sul testo arriverà domenica. Oggi Pd in piazza contro la legge di bilancio

È il giorno della fiducia alla Camera per la manovra che passa con 327 sì. Ma il via libera definitivo arriverà solo domenica. Dopo il caos di ieri a Montecitorio, con l'intervento dei commessi per evitare più di una volta che la tensione degenerasse in rissa, si è ripetuta oggi la bagarre in Aula dopo che il governo ha posto la fiducia sulla legge di bilancio. Il presidente Roberto Fico è stato costretto più volte a riprendere le opposizioni e, in particolare, i deputati del Pd, tra cui Emanuele Fiano, già protagonista nella seduta di ieri di un duro scontro con alcuni leghisti nell'emiciclo. Le polemiche si sono scatenate durante le dichiarazioni di voto, iniziate alle ore 17. Iniziata, invece, intorno alle 19.20 la prima chiama per la fiducia, disertata dai deputati Pd allo scopo di rallentare i lavori. I capigruppo hanno deciso che l'Aula continuerà a votare fino alle 24 per esaminare i 244 ordini del giorno presentati sul testo. La seduta riprenderà quindi domenica, a partire dalle 9 del mattino (LE ULTIME NOVITA' SUL TESTO DELLA MANOVRA).

Le proteste in Aula

A suscitare le proteste del Pd sono state soprattutto le parole di Teresa Manzo, esponente dei 5 stelle che ha espresso la dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. Diversi i passaggi del suo intervento che fanno letteralmente infuriare i dem: "Con questa manovra il popolo italiano torna sovrano e torna a decidere, se non é questo il Parlamento, che cos'è?", ha detto la deputata M5S. Parlando poi dei "truffati delle banche non tutelati dal precedente governo" dai banchi del Pd hanno iniziato a urlare: " condono, condono". E quando ha parlato di "poveri che cercano da mangiare nella spazzatura" i dem sono insorti, richiamati dal presidente Fico che esorta a far concludere l'intervento. Emanuele Fiano del Pd ha chiesto quindi "di non venire offesi". La seduta è stata inoltre sospesa per cinque minuti dopo che i deputati di Forza Italia hanno indossato delle pettorine azzurre con scritte come "Giù le mani dal no profit" e "Basta tasse". Un atteggiamento definito "ridicolo e inspiegabile" dai capigruppo della Lega al Senato ed alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

Corsa contro il tempo

La corsa contro il tempo per approvare la manovra ha come scadenza ultima il 31 dicembre, deadline per evitare di arrivare a esercizio provvisorio di bilancio. Entro quella data il testo deve essere sulla scrivania del presidente della Repubblica Mattarella per la firma, che il capo dello Stato potrebbe accompagnare, si vocifera in ambienti parlamentari, con una lettera diretta al governo con alcuni rilievi (TRIA: ACCORDO CON BRUXELLES MIGLIOR RISULTATO POSSIBILE).

Le proteste delle opposizioni

"Non volevamo deliberatamente comprimere i tempi ma si è creata una situazione non ideale: confidiamo che non si ripeta più", ha detto ieri il premier Giuseppe Conte. Ma le opposizioni protestano perché la versione finale della manovra "non è stata esaminata né votata" dalle due Camere: "Si mortifica il Parlamento", denuncia il Pd che ha fatto ricorso alla Consulta e il 9 gennaio avrà una prima risposta. Intanto oggi i dem saranno in piazza per manifestare il proprio dissenso (RETROMARCIA DEL GOVERNO SU IRES VOLONTARIATO).

Di Maio: "Opposizioni contro aiuti ai più deboli"

"Mi stupisce che molti si scandalizzino per quello che l'opposizione ha fatto in aula in questi giorni. Noi abbiamo fatto lo stesso quando stavamo all'opposizione. Noi quando facevamo opposizione difendevamo i pensionati minimi, le pmi, i disoccupati e quelli che finivano nella morsa dell'azzardopatia e tante altre fasce deboli. Questi qui invece lo fanno per opporsi a un aiuto vero a tutti i disoccupati, a chi vive sotto la soglia di povertà, a chi è stato truffato da quelle banche che loro hanno salvato", ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook

Rissa sfiorata in Aula

Ieri è stata una giornata di forti tensioni a Montecitorio. Il presidente della Camera Fico è stato attaccato dalle opposizioni. Più volte lo scontro è diventato quasi fisico, con i commessi costretti a separare l’irruenza dei deputati.

Data ultima modifica 29 dicembre 2018 ore 21:00

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