Manovra, Salvini: "Una vittoria dell'Italia e degli Italiani". Conte: "Resterò 5 anni"

Politica

Il ministro dell’Interno in un’intervista scherza sul suo rapporto con Di Maio: "Noi come Bud Spencer e Terence Hill? Io sarei Bud Spencer". Il premier al Corriere della Sera: "Con l'Europa si deve dialogare, sempre". Di Maio invece rassicura: "Nessun aumento dell'Iva"

La manovra è "una vittoria dell'Italia e degli Italiani. Del buonsenso, della ragionevolezza, del dialogo”. Così il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, intervistato da Rai Radio 2, commenta l'esito della trattativa con l'Ue sulla legge di bilancio. Dalle colonne del Corriere della Sera, invece, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ribadisce l’intenzione di restare in carica 5 anni. Intanto, il vicepremier Luigi Di Maio nega un aumento dell'Iva dopo le modifiche alla manovra: "Tutte sciocchezze". La Cei però si dice preoccupata per i possibili effetti del programma di governo su fasce deboli e settori strategici. 

Di Maio su Iva: "Clausole salvaguardia non saranno attivate"

Il vicepremier Di Maio, tornando sulla revisione delle clausole di salvaguardia arrivata dopo l'accordo con l'Ue, che prevedono anche aumenti dell'Iva per 23 miliardi nel 2020 e quasi 29 nel 2021 e 2022, nega l'aumento: "In queste ore si sta giocando sul fatto che il governo abbia accettato di aumentare l'Iva tra un anno o due: sono tutte sciocchezze”. "Per noi le clausole di salvaguardia sono clausole che si attivano se non tornano i conti, ma dal nostro punto di vista i conti torneranno e disinnescheremo le clausole di salvaguardia", assicura. 

Salvini: “Manovra arricchita di nuovi passaggi”

Ai microfoni della trasmissione radio “I Lunatici” Salvini sottolinea invece che ora “finalmente si passa dalle parole e dagli zero virgola ai fatti. Questa manovra anche grazie alla discussione con l’Ue si è arricchita di nuovi passaggi”. Il leader della Lega passa poi a parlare dell’operato del proprio ministero: “Chiuderemo l'anno con quasi 100mila sbarchi in meno rispetto all'anno scorso, molti problemi sociali in meno e quasi un miliardo di risparmio”. Ma sulla stampa è critico e parla di “reti e giornali unificati” che “stroncano me e questo governo. Ma per fortuna gli italiani sono in grado di giudicare con la propria testa”. E assicura che con Di Maio non c’è nessuna differenza insanabile ma solo “contrasti risolti da persone adulte”. Sul rapporto con l'altro vicepremier anche una battuta: "Io e Di Maio come Bud Spencer e Terence Hill? Sono stati due grandi, io sarei Bud Spencer, visto che rispetto a Di Maio ho qualche chilo in più". Infine, a chi critica il suo uso dei social network, risponde: "Mi è sempre piaciuto sia condividere l'attività politica, sia le mie passioni. Non vedo quale sia il problema se il responsabile dell'ordine pubblico di questo Paese si mangia un dolce all'una di notte o si scalda quattro salti in padella a mezzogiorno. È una cosa normale”.

Conte: "Ho portato a casa il risultato per l’Italia”

Mentre dal Corriere della Sera, il premier Conte racconta la trattativa che ha portato al via libera della manovra e a convincere i suoi vice: "Dovevo portare a casa un risultato importante per l'Italia: evitare l'apertura di una procedura di infrazione per debito eccessivo. L'ho fatto e ne sono felice per il mio Paese”. "Con l'Europa bisogna dialogare, sempre”, aggiunge Conte. “E questo mi pare di averlo fatto con ostinazione. Ma bisogna anche farlo senza rinunciare al proprio programma politico e ai propri obiettivi". Poi ribadisce di non voler lasciare il posto al suo attuale vice, Salvini: "Non sono pronto a questo passaggio delle consegne. Ma non perchè tenga alla poltrona. Questo governo è frutto di un impegno con gli italiani per realizzare un progetto riformatore che richiede tempo ed energie per l'intero arco della legislatura".

La preoccupazione della Cei: "Non si colpiscano i deboli"

Sulla manovra è intervenuta anche la Cei, che esprime preoccupazione: "Stiamo seguendo i contenuti della Legge di Bilancio, rispetto ai quali non mancano elementi di preoccupazione, che ci auguriamo di poter veder superati", afferma il segretario generale monsignor Stefano Russo. "Vogliamo sperare che la volontà di realizzare alcuni obiettivi del programma di governo non venga attuata con conseguenze che vanno a colpire fasce deboli della popolazione e settori strategici a cui è legata la stessa crescita economica, culturale e scientifica del Paese", sottolinea ancora la Cei.

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