Primarie Pd, Minniti ritira la candidatura. Renzi: "Non voglio fare scissioni"

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L’ex ministro dell’Interno, in un'intervista a Repubblica, conferma le voci che lo davano sul punto di rinunciare alla corsa per la segreteria dem. “Lo faccio per salvare il partito”, ha spiegato augurandosi che dalla consultazione esca "una leadership forte”

Marco Minniti annuncia il ritiro della sua candidatura alle primarie del Pd. L’ex ministro dell’Interno abbandona la corsa per diventare segretario dem e in un’intervista a Repubblica spiega di averlo fatto "per salvare il partito". Già nelle scorse ore erano emerse indiscrezioni che davano Minniti vicino al passo indietro (TUTTI I CANDIDATI). E in serata è tornato a parlare anche Matteo Renzi, che ha assicurato sulle sue intenzioni e sul futuro del partito: “Di scissioni ne abbiamo viste già abbastanza – ha detto l’ex segretario - Non è all'ordine del giorno e non ci sto lavorando io a qualcosa di diverso".

“Spero esca leadership forte”

L'ex ministro Minniti si augura che dalle primarie esca "una leadership forte” e spiega: "Quando ho dato la mia disponibilità alla candidatura, sulla base dell'appello di tanti sindaci e di molti militanti che mi hanno incoraggiato e che io ringrazio moltissimo, quella scelta poggiava su due obiettivi: unire il più possibile il nostro partito e rafforzarlo per costruire un'alternativa al governo nazionalpopulista" (TUTTI I SEGRETARI PD).

Ieri l’incontro con Lotti e Guerini

Ieri Minniti ha incontrato Luca Lotti e Lorenzo Guerini che gli avevano ribadito il sostegno dell’ala dell’ex premier Renzi, che però aveva detto: “Non mi occupo io del Congresso”. La decisione riporta alta tensione nel Pd, che ha fissato al 3 marzo le primarie aperte e che vedevano nei sondaggi Minniti, candidatosi lo scorso 18 novembre, a pochi punti da Nicola Zingaretti, dato per favorito (LA STORIA DEL PD).

Martina: "Grande rispetto per la scelta di Minniti"

"Grande rispetto per la scelta di Marco Minniti, lo conosco da anni e conosco la sua serietà. Io sto pensando a un congresso che dia modo agli iscritti e elettori di essere partecipi di un confronto necessario per l'alternativa, pensando al paese, uscendo da logiche asfittiche, di tattica e di posizionamento. Una grande forza politica deve confrontarsi in un congresso plurale, aperto”, ha detto Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Pd, ospite di Sky tg24.

Salvini: “Spiace non ci sia un’opposizione"

A commentare la decisione di Minniti anche l'attuale ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Spiace che non ci sia un'opposizione in Parlamento. Un governo lavora meglio se ha un'opposizione organizzata, in salute e costruttiva. Mi spiace per gli italiani che credevano ancora in una sinistra seria, mi auguro che esca velocemente dal buio".

Data ultima modifica 06 dicembre 2018 ore 22:37

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