Manovra, Mef invia il rapporto alla Ue: “Stretta rallenterebbe Pil”

Politica

Il ministero ha predisposto un “rapporto sui fattori rilevanti” elencando i sette che influenzano l'andamento deficit/Pil. Il documento sottolinea poi come il reddito di cittadinanza risponda alle raccomandazioni sull’occupazione

Un'ulteriore stretta al bilancio, come quella raccomandata dall’Ue, "rischierebbe di aggravare il rallentamento in corso" del Pil nel Paese. È quanto sottolinea il ministero dell’Economia nel suo “Rapporto sui fattori rilevanti”, predisposto dopo i rilievi arrivati da Bruxelles sul debito e inviato insieme al nuovo Draft Budgetary Plan. I rischi per la finanza pubblica italiana "sono limitati e la posizione finanziaria dell'Italia è forte”, assicura il Mef nel rapporto. “Il recente aumento dei rendimenti dei titoli di Stato sembra gestibile grazie alla composizione del debito, a lungo termine e a tasso fisso”, si aggiunge, sottolineando che "il debito del settore privato è basso, soprattutto il debito delle famiglie".

Rischio di aggravare il rallentamento

Oltre a invitare l’Italia a modificare la manovra, l’Ue aveva chiesto le ragioni per cui il rapporto tra debito e Pil nei prossimi anni non calerà quanto ci si aspettasse. Il Paese ha quindi risposto che il rispetto rigoroso delle raccomandazioni europee, che prevedrebbe una stretta di 0,6 punti percentuali di Pil in termini strutturali, “rischierebbe di aggravare il rallentamento in atto". A dimostrazione di questa considerazione, il rapporto elenca sette fattori rilevanti.

“L’evoluzione del ciclo”

Come primo fattore che influenza l'andamento del debito pubblico viene indicata "l'evoluzione del ciclo". Con questo, si intende il rallentamento dell’export e della produzione industriale che ha colpito dall’inizio dell’anno l’area euro, associati alle misure protezionistiche e dalle sanzioni adottate dagli Stati Uniti e da altri paesi. In Italia, particolarmente colpita secondo il rapporto, il rallentamento è arrivato dopo anni di crisi economica e “per questo un'ulteriore stretta di bilancio non farebbe che aggravare” la situazione.

La salute dell’economia italiana

Il secondo fattore è poi "la fiacchezza" dell'economia italiana, caratteristica che il governo e la Commissione europea valutano diversamente, al punto da calcolarne in modo poco conforme la crescita potenziale. Le stime europee sono giudicate dal Mef poco realistiche.

Il reddito di cittadinanza

Il terzo fattore rilevante elencato nel rapporto è uno degli obiettivi "espansivi" della manovra, ovvero il miglioramento dell'inclusione sociale tramite il reddito di cittadinanza, che secondo il governo è in linea con le raccomandazioni europee di lotta alla disoccupazione e incentivo alla inclusione sociale. Stesso dicasi per gli investimenti pubblici dopo il crollo del ponte Morandi.

Le riforme e la sostenibilità del debito

Quarto fattore sono le riforme (dalla giustizia alla pubblica amministrazione fino alla lotta alla corruzione) che "alzeranno il potenziale di crescita e l'attrattività per gli investitori". A seguire, il Mef parla della sostenibilità del debito e la sostanziale ragionevolezza del suo costo. Ultimo aspetto da considerare, infine, sono "le passività potenziali" dello Stato. Secondo i dati Eurostat, conclude il Rapporto, "l'Italia ha uno dei più bassi livelli di garanzie governative nell'Ue", anche considerando gli interventi a favore delle banche.

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