Decreto sicurezza: governo chiede la fiducia, attesa per il voto in Senato

Politica

Dopo l'ok della presidenza di Palazzo Madama sul maxiemendamento interamente sostitutivo del dl, il ministro Fraccaro ha posto la questione di fiducia. Salvini smentisce vertice con Conte e Di Maio a Palazzo Chigi. M5s: "Noi leali, la Lega lo sia su prescrizione"

"Dopo mesi di lavoro, arriva il voto finale al Senato sul Decreto Sicurezza e immigrazione (COSA PREVEDE), con il quale vorrei regalare a questo Paese un po' di regole e un po' di ordine". A dirlo, su Facebook, è il vicepremier Matteo Salvini, che commenta così la decisione del governo di porre la questione di fiducia sul maxiemendamento che, con qualche correzione, sostituisce il dl originario e sarà votato domattina in Senato. La scelta è arrivata al termine di una giornata di tensioni tra M5s e Lega. L’Aula domani riprenderà i lavori alle 9.30 con le dichiarazioni di voto e, dopo circa un'ora, ci sarà la chiama della fiducia. 

Conte: "Non stiamo litigando". M5s: "Noi leali, la Lega lo sia su prescrizione"

In serata, a Palazzo Madama, si è fatto vedere anche Matteo Salvini per ascoltare la discussione generale sul decreto che porta il suo nome. Poco prima del suo arrivo, fonti di Palazzo Chigi avevano fatto trapelare che ci sarebbe stato già in serata un vertice tra Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio per sciogliere anche il nodo della riforma della prescrizione. Circostanza, questa, smentita dal vice premier leghista. "Ma quale vertice! Stasera vedo la Champions". Il premier Conte, intanto, assicura sulla tenuta dell'alleanza di governo: "I vertici ci sono sempre stati dall'inizio. Non stiamo affatto litigando, siamo motivati dall'obiettivo preciso che ci accomuna, fare l'interesse degli italiani". Lo stesso Salvini, del resto, si dice ottimista: "Sono sicuro che, come abbiamo sempre fatto in questi mesi, insieme a Conte e Di Maio, troveremo la quadra, non litigheremo". Tra Lega e M5s resta però alta la tensione sulla riforma della prescrizione, con i Cinque stelle che spingono per lo stop della decorrenza dei termini dopo la sentenza di primo grado. Punto su cui il Carroccio sembra restare contrario. Il M5s avverte: "La nostra lealtà sul dl sicurezza non può prescindere da quella della Lega sul tema della prescrizione", afferma Stefano Patuanelli, capogruppo del Movimento in Senato. Tensione anche sul fronte del ddl anticorruzione, con i due relatori Francesca Businarolo e Francesco Forciniti, entrambi di M5s, che si sono espressi sugli emendamenti ai primi articoli del testo, con un parere negativo su tutte le proposte di modifica presentate dalla Lega. 

La fiducia sul maxiemendamento

È stato il ministro per i Rapporti con il parlamento, Riccardo Fraccaro, a porre la questione di fiducia sul maxiemendamento interamente sostitutivo del dl sicurezza dopo che questo ha ottenuto il parere positivo di ammissibilità della Presidenza del Senato. A quel punto, il Senato ha sospeso la seduta per tenere una conferenza dei capigruppo sull'ordine dei lavori.

Salvini: un passo avanti per la sicurezza di italiani e immigrati regolari

Salvini su Facebook ha parlato del provvedimento come di "un passo in avanti per la sicurezza non solo dei cittadini italiani ma anche dei tanti immigrati regolari e perbene che non devono essere mischiati con stupratori, scippatori, spacciatori, gente che non scappa dalla guerra ma che la guerra ce la porta in casa".

Forza Italia non vota

Forza Italia ha annunciato che non parteciperà al voto perché contrario alla fiducia, definita "una decisione presa per evitare che il Movimento 5Stelle andasse in frantumi su un provvedimento così importante e sentito dall'opinione pubblica". Secondo Fi, "il governo, apponendo la fiducia, depotenzia il valore politico del decreto Sicurezza", e non votare "è l'unico modo per manifestare sostegno al decreto Sicurezza ribadendo allo stesso tempo di essere e rimanere all'opposizione senza se e senza ma, dicendo sì alla sicurezza e no al governo gialloverde". Mentre il Pd parla di "cdm fantasma" in riferimento a quello che avrebbe autorizzato la fiducia. Pronta la replica dei 5 stelle: "Il Pd ormai è senza argomenti".

Le tensioni sul dl sicurezza all’interno del M5s

Il riferimento del gruppo forzista è alle tensioni nate all’interno del Movimento sul decreto sicurezza. Alcuni “dissidenti”, tra cui la senatrice Paola Nugnes, avevano minacciato di non partecipare al voto a Palazzo Madama, salvo poi aprire alla possibilità di valutare dopo aver studiato il provvedimento fino in fondo. Pochi giorni fa, però, è arrivato un nuovo affondo: a dirsi contrario ad alcuni aspetti del decreto è stato Gregorio De Falco che auspicava non venisse posta la fiducia per poter “sottoscrivere alcuni emendamenti presentati da altre forze politiche di cui condivido il contenuto: da Leu al Pd fino a Fi”. E aveva aggiunto: "Ci buttano fuori? Quando Di Maio dice 'o con me o fuori', afferma un'idea padronale di un Movimento in cui oggi sembra venire meno la dialettica e la capacità di ascolto e risposta".

 

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