Elezioni provinciali Trentino, il leghista Fugatti è nuovo presidente

Politica

In Alto Adige la Svp cala ma arriva al 41.9%. Il Carroccio vola a quota 11.1%. Al secondo posto la lista civica di Paul Koellensperger. Nella provincia di Trento vince il candidato leghista. Salvini: "Estrema soddisfazione"

Dopo vent'anni di centrosinistra, le elezioni in Trentino hanno visto la vittoria del candidato leghista Maurizio Fugatti, che si è attestato al 46,74% (CHI È) conquistando la poltrona di governatore della Provincia autonoma. In Alto Adige, invece, si riconferma il governatore uscente Arno Kompatscher e la Svp cala, ma non crolla, arrivando al 41.9%, mentre la Lega vola e arriva a quota 11.1%, conquistando il primo posto a Bolzano città (27.8%). Straordinaria affermazione anche per la lista dell'ex M5S Paul Koellensperger, al 15,2%. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha parlato di "estrema soddisfazione" per i risultati del Carroccio. In generale, l’affluenza alle urne è in aumento (+1,23%) in Trentino e in calo (-3,8%) in Alto Adige, rispetto alla precedente tornata del 2013.

La rivelazione Koellensperger in Alto Adige

La vera sorpresa delle elezioni provinciali in Alto Adige si chiama Paul Koellensperger: l'ex grillino ha conquistato il centro, portando a casa un successo mai visto prima sul territorio per una lista civica senza storia e senza legami con partiti e movimenti nazionali. Il Team Koellensperger si è posizionato al secondo posto in consiglio provinciale, con il 15,2% dei consensi. "Si tratta di un enorme successo che per certi versi si stava delineando nei contatti che abbiamo avuto con i cittadini in campagna elettorale", ha commentato Köllensperger dopo il voto. "Con questo risultato - ha aggiunto - diventiamo parte integrante dello scenario politico altoatesino e diremo la nostra anche nelle elezioni comunali del 2020. Siamo la nuova Volkspartei".

L'exploit della Lega, male il Pd 

Nel Carroccio, il capolista Massimo Bessone, commenta così l'exploit del partito: "Questo straordinario successo della Lega è in prima linea merito di Matteo Salvini ma è anche dei nostri elettori. Siamo stati premiati per il fatto di essere sempre tra la gente". Lo stesso Salvini ha poi spiegato: quelle in Trentino Alto Adige "sono le prime elezioni vere dopo quattro mesi di massacro mediatico" e “a Trento e Bolzano c'è gente che sa far di conto". La Lega ora rivendicherà con forza un posto in giunta provinciale. Secondo lo Statuto d'autonomia, il gruppo linguistico italiano deve essere rappresentato nell'esecutivo e il Carroccio è con largo distacco il partito italiano più eletto. Difficilmente la Svp potrà dire di no al partito che a Roma è al governo, anche se la Volkspartei detta come condizione la vocazione europeista della futura giunta. Il Pd, sceso al 3,8%, ormai con un piede è fuori dalla giunta, anche se il suo segretario, Alessandro Huber, ora auspica di potersi sedere a un tavolo con i Verdi e Team Koellensperger "per unire le forze e sottoporre una proposta politica alla Svp". Una sorta di giunta 'semaforo' verde-giallo, in alternativa a una giunta verde Lega.

Le preferenze in Alto Adige e il nuovo consiglio provinciale

A livello di preferenze, in questa tornata elettorale, è il governatore uscente Arno Kompatscher il campione in Alto Adige. Il rappresentante della Svp ha ricevuto 68.210 voti diretti, ma rispetto al 2013 questo significa un calo di quasi 11 mila. Paul Koellensperger (CHI È), invece, conquista 29.530 voti diretti, nella sua lista, mentre nel 2013, quando si presentò con il M5s, furono appena 1.304. Nella Lega il capolista Massimo Bessone, con 4.398, preferenze stacca il secondo eletto Giuliano Vettorato (2.999). Sorpasso, invece, nelle fila del Pd, dove l'assessore comunale Sandro Repetto, con 2.562 voti diretti, sorpassa il vice governatore uscente Christian Tommasini. Le donne sono in netta minoranza nel nuovo consiglio provinciale di Bolzano, dove rappresentano solo 9 dei 35 posti. Rispetto al 2013, la cosiddetta quota rosa resta comunque invariata. La donna più votata è l'assessora Svp uscente Waltraud Deeg. Nel nuovo consiglio provinciale anche una novità: la rappresentanza ladina per la prima volta sale a due, con l'ex parlamentare Daniel Alfreider e Manfred Vallazza. 

In provincia di Trento vince il leghista Fugatti

A Trento la vittoria è andata al leghista Maurizio Fugatti, sottosegretario alla Salute e candidato per il centrodestra che diventa presidente con il 46,74% dei voti, strappando la guida della Provincia autonoma alla sinistra dopo vent'anni. Al secondo posto il candidato di centrosinistra Giorgio Tonini (25,4%), seguito dal governatore uscente Ugo Rossi (12,42%).

Oltre un terzo del consiglio provinciale trentino è leghista

Più di un terzo del nuovo Consiglio provinciale trentino, secondo i risultati ufficiosi diffusi dalla Provincia, sarà composto da esponenti della Lega. Dei 35 componenti dell'assemblea provinciale, 13 sono gli eletti nella lista del Carroccio, oltre a Fugatti che guiderà il governo provinciale. Altri sette consiglieri fanno parte di sei liste della coalizione che appoggia Fugatti. Risulta ormai sfaldata quindi la coalizione di centrosinistra autonomista che ha governato il Trentino negli ultimi cinque anni: al Pd vanno 4 seggi (più quello del candidato presidente Tonini). Il Patt (partito del presidente uscente Ugo Rossi) conquista 3 seggi. Alla nuova formazione Futura 2018 vanno due seggi, un solo seggio va all'Unione per il Trentino. Il Movimento 5 Stelle conquista un seggio, più quello del candidato presidente Degasperi.

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