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M5S, Grillo sul palco con la manina: Capo dello Stato ha troppi poteri

Politica
Beppe Grillo, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio nel backstage della kermesse in una foto postata sul profilo Instagram del leader pentastellato

Il fondatore del M5s: "Dovremmo togliere poteri al presidente della Repubblica", ma dal Movimento smentiscono mosse in questa direzione. Di Maio annuncia la nascita di un nuovo gruppo europeo che metta insieme “le forze politiche che vogliono più sentimenti in Ue”

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In scena oggi al Circo Massimo di Roma la seconda e ultima giornata di Italia a 5 Stelle, la kermesse politica del Movimento 5 Stelle che, secondo gli organizzatori, ha attratto 50mila persone. Sul palco i big pentastellati, a partire da Beppe Gillo che si presenta con la ormai celebre “manina” e dice: “Noi abbiamo cambiato il mondo...guardate a Conte cosa è successo in in 4 mesi”, riferendosi al suo passaggio da professore a presidente del Consiglio. Grillo si sofferma poi sul leader Luigi Di Maio e sottolinea: "Nessuno mette in difficoltà Di Maio, solo io posso farlo, perché so tutte le cose vere ma non le dirò mai" (FOTO).

Grillo: togliere i poteri al Capo dello Stato

L’intervento del fondatore del M5S continua con un attacco alla figura del presidente della Repubblica a cui “dovremmo togliere i poteri, riformarlo. Il vilipendio... un capo dello Stato che presiede il Csm, capo delle forze armate. Non è più in sintonia col nostro modo di pensare". Parole su cui arriva subito la frenata del Movimento che ribadisce piena fiducia nel Presidente Mattarella e precisa che nè le forze di maggioranza nè il governo intendono riformare i poteri del Presidente della Repubblica, facendo inoltre notare che Grillo non ricopre ruoli istituzionali.

L’attacco a Macron e il commento su Salvini

Nel suo discorso Grillo trova spazio anche per attaccare gli altri Paesi Ue, a partire dalla Francia e il suo presidente Macron definito “uno psicopatico che ci da dei lebbrosi. Ma la lebbra pazienza”. Oppure la Germania che “nel 1953 doveva pagare il debito e invece non ha pagato” e quindi ora il debito non deve creare una colpa nemmeno per l’Italia. Non manca poi un riferimento all’alleato di governo, Matteo Salvini, che “è uno che dice una cosa e la mantiene” anche se “siamo strutturalmente come Dna diversi”.

Conte: lungo cammino fino al 2023

"Ci aspetta un cammino ancora lungo, gli oppositori se ne facciano una ragione", rilancia dal palco della kermesse il premier Giuseppe Conte, dopo giorni di crisi per la questione del condono. "Stiamo lavorando intensamente dal primo giorno ma per realizzare tutto il nostro programma il nostro arco di impegno deve essere lungo: fino al 2023", assicura Conte, sottolineando che “il reddito di cittadinanza ci sarà, noi le promesse le manteniamo”. "L'Italia ora si fa rispettare nei consessi internazionali, con forza, dignità, determinazione e giusto orgoglio", conclude poi il premier.

Di Maio: alle Europee con un nuovo gruppo

Il leader del Movimento parla invece delle elezioni europee e annuncia che "nascerà un nuovo gruppo europeo che raggrupperà forze politiche che vogliono più reddito, più lavoro, più tecnologie, meno banche e più sentimenti. In Europa il 2019 sarà l'anno del cambiamento perché andremo oltre gli schieramenti". Una svolta, dice Di Maio, per cui il M5S sarà “l’ago della bilancia” anche in Europa (dopo il parlamento, aggiunge) e “renderà l’Europa più umana più umana e finalmente non sentiremo più parlare tutti i giorni di spread e deficit”. In serata il leader M5S ironizza postando su Instagram una foto della folla: "Anche a questa Italia 5 Stelle, come hanno scritto oggi i giornali, c'erano solo quattro gatti!"